
Il 16 marzo 2026, un razzo Falcon 9 (come tanti altri negli ultimi anni) è decollato dalla base spaziale di Vandenberg (California USA), con lo scopo di immettere nell’orbita terrestre bassa 25 satelliti Starlink (modello V2 mini).
È stato un lancio di routine per SpaceX, il 33° del 2026. Ma questi 25 satelliti Starlink rappresentano una pietra miliare.
Per la prima volta nella storia è stato superato il numero di 10.000 satelliti appartenenti ad un’unica compagnia privata (gli Starlink di SpaceX, appunto): ora anche in questo momento, stanno orbitando contemporaneamente sopra le nostre teste.
Più di 11 000 satelliti Starlink lanciati in meno di 7 anni
Quando l’azienda aerospaziale SpaceX, di proprietà del multimiliardario Elon Musk) ha lanciato verso l’orbita terrestre il suo primo Starlink operativo nel maggio 2019, c’erano circa 2.000 satelliti attivi di tutti i tipi in orbita attorno alla Terra.
La costellazione satellitare Starlink, come viene chiamata oggi, da sola supera oggi l’intera popolazione satellitare umana esistente a maggio 2019, in un rapporto di 5:1; gli Starlink oggi sono più numerosi di tutti gli altri satelliti attivi in orbita alla data di maggio 2019 di cinque volte.
Questi numeri dovrebbero far riflettere.
Dal 2019 sono stati lanciati oltre 11.596 satelliti Starlink. Di questi, più di 1.500 sono già rientrati nell’atmosfera, malfunzionanti oppure obsoleti: SpaceX ritira i satelliti più vecchi mediante un rientro in atmosfera controllato in certe zone del pianeta per fare spazio ai modelli più recenti.
La nostra Associazione, con lo scopo di sensibilizzare e far riflettere più persone possibili su quello che si sta perpetrando per il puro interesse economico e di potere di pochissime famiglie ricche, aveva già cercato di spiegare questo problema a maggio 2024 nell’articolo “Una follia che prende il nome Starlink” e nell’ottobre 2024 con l’articolo “Le megacostellazioni satellitari, un oscuro futuro prossimo“.
Una simulazione dinamica degli Starlink oggi in orbita
Per avere un’idea di che cosa significhino diecimila satelliti Starlink in orbita bassa attorno al nostro pianeta, qui di seguito potete vedere una delle simulazioni dinamiche in tempo reale di tutti i satelliti Starlink attualmente operativi.
Simulazione realizzata dal sito no-profit heavens-above.com, portale senza scopo di lucro dedicato all’osservazione e al tracciamento di tutti i satelliti in orbita intorno alla Terra.

Un esperimento di chimica incontrollato su scala planetaria
Quello che però non è ben chiaro a tutti è che ogni singolo rientro fa letteralmente bruciare e disintegrare il satellite nell’alta atmosfera, grazie al fortissimo attrito con l’aria provocato dalle elevate velocità grazie alle quali i satelliti riescono a rimanere in orbita.
Ognuna di queste disintegrazioni deposita come minimo circa 30 kg di ossido di alluminio nell’atmosfera superiore: molti definiscono questo un esperimento di chimica incontrollato su scala planetaria.
E questa sostanza è solo una di tutte quelle che la disintegrazione di un satellite in orbita rilascia nell’ambiente.
Gli Starlink in orbita oggi sono più piccoli e leggeri di quelli futuri
Ad oggi tutti i satelliti Starlink attivi in orbita sono di tipologia V1, V1.5 e V2 mini. Vi sono anche poche decine di Starlink tipo V2. Come potete vedere dallo schema sottostante tutte queste tipologie sono di gran lunga più piccole sia in dimensioni che soprattutto in massa rispetto ai futuri Starlink V3.

Dato che l’azienda SpaceX non rivela completamente i suoi piani e progetti, presumibilmente a partire da quest’anno i satelliti Starlink V3 inizieranno ad essere immessi in orbita e inizieranno pian piano a sostituire i loro omologhi più vecchi.
Oltre alla loro forma fisica ovviamente significativamente più grande, si stima che uno Starlink V3 possa pesare fino a 2.000 kg. In confronto, gli Starlink V2 mini esistenti pesano meno di 600kg, e i più datati satelliti V1 pesano circa 300kg.
Ora se un attuale Starlink V2 mini durante il rientro rilascia nell’atmosfera superiore circa 30 Kg di ossido di allumino, possiamo facilmente intuire che in pochi anni, triplicando il peso dei nuovi satelliti che saranno immessi in orbita, triplicherà anche l’inquinamento atmosferico causato dalla loro messa “fuori-servizio”.
Un calcolo facile facile
Come abbiamo già detto, ad oggi gli Starlink attivi in orbita sono di tipo V1, V1.5, V2 mini e pochi V2. Assumendo per questi una produzione media di residui durante la disintegrazione in atmosfera di circa 30 Kg di ossido di allumino e sapendo con esattezza che alla data di stesura di questo articolo e secondo l’ultimo aggiornamento completo disponibile, sono presenti:
- 7.903 satelliti Starlink operativi;
- 2.136 satelliti Starlink funzionanti ma non operativi;
- 10 satelliti Starlink non operativi (guasti).
Il totale in orbita è quindi di 10 049 unità.
Dato che la vita media di questi satelliti è di appena 5 anni, abbiamo la certezza che tra 5 anni verranno rilasciati nell’alta atmosfera:
301 470 Kg di ossido di alluminio, che corrisponde a 301,4 tonnellate
Se consideriamo anche i 1519 satelliti Starlink già deorbitati (già rientrati in atmosfera), allora a questa cifra dobbiamo aggiungere altri 45 570 Kg o 45,5 tonnellate, che sono attualmente già sospese in atmosfera.
Una semplice previsione per il futuro
In base alle intenzioni aziendali che la società privata SpaceX ha recentemente comunicato, possiamo affermare che tra 5-6 anni l’ultimo satellite Starlink lanciato oggi sarà sostituito da un più performante (e più pesante) Starlink V3.
Il calcolo è nuovamente semplice.
Oltre ai 347 040 Kg (o 347 tonnellate) di ossido di alluminio già rilasciati nell’atmosfera superiore, avremo come minimo altri 900 000 Kg di sostanze inquinanti in attesa di essere rilasciate nell’alta atmosfera.
Supereremo le 1200 tonnellate di polveri finissime, che permarranno sopra le nostre teste per parecchi anni.
Teniamo sempre a mente che la costellazione satellitare Starlink dell’azienda SpaceX è solo una delle tante aziende che hanno già iniziato a creare la propria rete satellitare o che hanno dichiarato di farlo. Il numero di satelliti i orbita è destinato a decuplicare entro pochianni.
Effetti di questi inquinanti: prevedibili ma sconosciuti
Oltre al fatto che questa “costellazione privata” abbia completamente trasformato l’ambiente orbitale, aumentando di moltissimo il rischio di collisioni con tutti gli altri satelliti e quindi aumentando potenzialmente il rischio di proliferazione di detriti spaziali fuori dal controllo di chiunque, andiamo ora ad approfondire l’aspetto più inquietante.
In una pubblicazione scientifica dell’11 giugno 2024 dal titolo “Potential Ozone Depletion From Satellite Demise During Atmospheric Reentry in the Era of Mega-Constellations”, che in italiano si può tradurre in “Potenziale riduzione dello strato di ozono causata dalla distruzione dei satelliti durante il rientro nell’atmosfera nell’era delle mega-costellazioni“, possiamo subito leggere:
“[…] Al termine del loro ciclo di vita, i satelliti si disintegrano durante il rientro nell’atmosfera, generando ossidi di alluminio come principale sottoprodotto. Questi sono noti catalizzatori dell’attivazione del cloro che provoca l’impoverimento dell’ozono nella stratosfera. Presentiamo il primo studio di simulazione di dinamica molecolare su scala atomica volto a risolvere il processo di ossidazione della struttura in alluminio del satellite durante il rientro nella mesosfera e a indagare il potenziale di riduzione dell’ozono derivante dagli ossidi di alluminio. Abbiamo riscontrato che la distruzione di un tipico satellite da 250 kg può generare circa 30 kg di nanoparticelle di ossido di alluminio, che potrebbero persistere nell’atmosfera per decenni. […]”
Nanoparticelle di ossido di alluminio che potrebbero persistere nell’atmosfera per decenni.
La parola “nanoparticelle” sta a significare che i detriti e le polveri prodotte dalla disintegrazione ad altissime temperature dei satelliti Starlink (e anche degli altri satelliti in orbita) hanno dimensioni in una scala che è pari a milionesimi di millimetro.
Dato che nessuno può sapere realmente a quanto ammonti la loro permanenza reale in un ambiente particolare come l’alta atmosfera, soprattutto viste le loro microscopiche dimensioni e il loro peso praticamente quasi assente, queste sostanze rimarrebbero presumibilmente sopra le nostre teste per decenni.
SpaceX ha chiesto “l’autorizzazione” per UN MILIONE di Starlink
È notizia del 31 gennaio 2026 che l’azienda privata SpaceX di Elon Musk ha chiesto il permesso di lanciare un milione di satelliti nella bassa orbita terrestre per alimentare l’intelligenza artificiale (AI).
Questa richiesta ufficiale è stata avanzata alla FCC, la Federal Communications Commission degli Stati Uniti d’America, in cui non è specificata una timeline per il piano.
Due aspetti saltano subito all’occhio:
- Che un’azienda privata chieda il permesso ad un ente governativo di una singola nazione per l’utilizzo dello spazio orbitale di tutto il pianeta è già indicativo.
È un po’ come la legge della giunga: chi prima arriva meglio alloggia, lo faccio perché posso farlo. Infatti vediamo su molti aspetti della storia umana l’applicazione nefasta di questo principio esclusivamente egoistico. - La richiesta dell’autorizzazione per l’immissione in orbita di un milione di satelliti è ovviamente indicativa per l’azienda SpaceX di non voler avere limiti operativi. Il raggiungimento di questa cifra effettiva sarebbe molto difficile, ma il segnale che arriva da questa richiesta è chiaro: non vogliono avere limiti di operatività, vogliono fare quello che preferiscono.
Gli ammonimenti che arrivano da lontano
Come conclusione di questo articolo che descrive solo una delle tante situazioni preoccupanti che la società umana attuale sta ponendo in essere, vorremmo citare delle parole che vengono da lontano:
“LA [vostra] PERSEVERANTE SCIENZA SENZA COSCIENZA”
Molti sono i messaggi “Dal cielo Alla Terra” ricevuti da esseri non originari di questo pianeta negli ultimi settant’anni da Eugenio Siragusa prima e da Giorgio Bongiovanni poi, fino ad arrivare ad oggi. I moniti e gli avvertimenti sono sempre gli stessi.
Se il progresso tecnologico non viene seguito e gestito da un’etica e da un pari progresso spirituale, la nostra società è volta a dirigersi verso l’autodistruzione. Questo degrado può provenire da molteplici direzioni e molte di queste vie sono già state ampiamente imboccate.
Andrea Macchiarini
20 marzo 2026
Fonti e riferimenti
Immagine in evidenza:
https://www.heavens-above.com/StarLink.aspx?lat=0&lng=0&loc=Unspecified&alt=0&tz=UCT
Immagini utilizzate:
https://www.heavens-above.com/StarLink.aspx?lat=0&lng=0&loc=Unspecified&alt=0&tz=UCT
https://x.com/SpaceX/status/1977873370688700846
Bibliografia e siti internet consultati:
https://www.spaceweather.com/archive.php?view=1&day=18&month=03&year=2026
https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2024GL109280
https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/spacex-seeks-fcc-nod-solar-powered-satellite-data-centers-ai-2026-01-31/
https://spacenews.com/spacex-files-plans-for-million-satellite-orbital-data-center-constellation/
https://spaceflightnow.com/2026/03/16/live-coverage-spacex-to-launch-25-starlink-satellites-on-falcon-9-rocket-from-california/
https://www.heavens-above.com/StarLink.aspx?lat=0&lng=0&loc=Unspecified&alt=0&tz=UCT
https://x.com/SpaceX/status/1977873370688700846
https://planet4589.org/space/con/star/stats.html
https://www.space.com/space-exploration/launches-spacecraft/spacex-launches-10-000th-active-starlink-satellite-into-low-earth-orbit
https://www.bbc.com/news/articles/cyv5l24mrjmo
Articoli correlati:
Una follia che prende il nome “Starlink”
Le megacostellazioni satellitari, un oscuro futuro prossimo
Gli Starlink DTC luminosi come le principali stelle del cielo
Asteroidi in rotta di collisione: il pericolo dell’arrivo improvviso



