
“Niente è come sembra” questo è il mantra ricorsivo che ha caratterizzato tutta l’ultima intervista rilasciata da Giorgio Bongiovanni a Marco Marsili ed Elisa Ragni dal titolo ‘Adoniesis e i segni divini’.
In questa nuova conferenza, rilasciata il giorno del suo compleanno, lo stimmatizzato siciliano ha ricordato i suoi 50 anni di vita nell’opera giovannea, dedicando tutto l’incontro alla spiegazione spirituale della disobbedienza dell’uomo a Dio.
Quello che noi conosciamo come Dio in verità è una semplificazione fanciullesca, utile all’uomo per integrare nella sua vita una dimensione divina comprensibile.
Alle soglie della quarta dimensione la Grande Rivelazione è che Dio è un’idea del tutto, lo Spirito Onnicreante, che nel suo incessante divenire, genera e produce vita. Una vita spesso insignificante rispetto al tutto, come quella dell’uomo, minuscolo corpuscolo nell’infinità degli universi, ma che pullula e si rigenera di continuo.
Gli Dei che noi conosciamo, dall’antico passato ad oggi, sono in verità IDEE, idee dello Spirito che permea tutto e che è tutto. Gli Dei dell’antico passato e anche il Dio che noi veneriamo sono concretizzazioni di idee divine che aiutano l’uomo a ricordare la sua vera natura: una vita in cui regna la vita, dal micro al macro in una eterna danza.
L’umanità di questo mondo è ben lontana dal realizzare tutto questo e la sfida a Dio, all’idea stessa della vita, la allontana dalla ragione e la porta a percorrere il cammino della disobbedienza alla legge dello spirito.
La storia della tracotanza dell’uomo, che si erge a nuovo Prometeo e che distrugge se stesso e la creazione che lo circonda, non sarà eterna ed è destinata molto presto a terminare e non per Dio ma per l’istinto di preservazione della vita che la razza umana sembra aver perduto.
Non tutta, ma la maggior parte. E se non riuscirà a ravvedersi, in questo pianeta sarà la civiltà dei delfini ad ereditare il mondo, ha rivelato Giorgio Bongiovanni.
Cristo è stato l’ancora di salvezza che il Divino ci ha mandato, ma l’uomo per ignoranza e arroganza rifiuta la Sua Legge.
“La presunzione dell’uomo non è solo il voler essere libero ma il voler anteporsi a Dio pensando di essere colui che crea”
ha affermato Giorgio. Dobbiamo realizzare che ci sono solo creati e non creatori finché non si realizza la Gnosi.
L’universo non ha fine perché Dio, la Fonte Divina, non vuole che noi la sfidiamo e ci condanna a esplorare e conoscere all’infinito.
“Desidero fare solo ciò che Adoniesis mi chiede, questa è la ragione della mia vita. Questo è il mio modo di non cadere… La certezza dell’esistenza dei fratelli del cielo e la presenza di Cristo sono le uniche certezze che mi guidano, per il resto nulla è come sembra”
ha chiosato Giorgio.
“La cessione del libero arbitrio ti consente di obbedire sempre alla gerarchia divina… In questo momento storico il maligno è molto più forte di noi. Io lo voglio fregare rinunciando completamente al dono più grande che Dio ci ha fatto che è il libero arbitrio. Così facendo io mi sento davvero libero”.
Con questo insegnamento si è conclusa questa bellissima intervista a Giorgio Bongiovanni che vi invitiamo a studiare e ascoltare.
Con amore e gratitudine,
Francesca Panfili
10 settembre 2026
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