“…lo dice il governo degli Stati Uniti!”

10 Marzo 2026
La Redazione
" ...lo dice il governo degli Stati Uniti! "
Homepage del sito governativo dell’AARO (All-domain Anomaly Resolution Office), che tradotto suonerebbe come “Ufficio di Risoluzione delle Anomalie di tutti gli Ambiti”. Qui sono conservati e pubblicati parte dei più recenti video realizzati in tutto il mondo dalle forze armate statunitensi sui fenomeni UAP/UFO. (Crediti: United States government)

“Dopo decenni di negazioni pubbliche… il Pentagono ora ammette che c’è qualcosa là fuori, e il Senato degli Stati Uniti vuole sapere di cosa si tratta. Gli UFO, oggetti volanti non identificati, sono reali?”

  • Domanda di un giornalista durante un’intervista al programma 60 Minutes della CBS

Questo frammento dell’intervista a 60 Minutes,  storico programma di giornalismo investigativo della CBS negli Stati Uniti (trasmessa nel maggio 2021), ha segnato uno dei punti di non ritorno nella storia moderna degli UAP (Fenomeni Aerei non Identificati o per meglio intenderci la visita extraterrestre sul nostro pianeta). Rappresenta il momento in cui la questione è passata definitivamente dai “margini” della società al centro del dibattito istituzionale.

“Il governo ha già dichiarato per la cronaca che sono reali. Non lo dico io, lo dice il governo degli Stati Uniti.“

  • Luiz Elizondo

La fine del “gaslighting”: la manipolazione psicologica istituzionale

Per oltre settant’anni, la posizione ufficiale del governo (dal Progetto Blue Book in poi) era stata che gli UFO non esistessero o che fossero errori di percezione.

Luis Elizondo non esprime un’opinione personale (come ad esempio “io credo”), ma cita un fatto burocratico. Spostando l’onere della prova sul governo stesso, Elizondo neutralizza l’accusa di essere un visionario.

Dal momento che il governo statunitense, tramite i suoi rappresentanti, ne ammette ufficialmente l’esistenza, la domanda non è più “se esistono” ma: “cosa sono?“.

Il ruolo della legittimazione mediatica

Ritornando al programma di giornalismo investigativo sopra citato, tra i più autorevoli di tutti gli negli Stati Uniti, poniamo attenzione sul fatto che abbiano dedicato un intero segmento agli UFO/UAP, intervistando piloti della Marina (U.S. Navy) come il Comandante David Fravor e il Tenente Comandante Alex Dietrich, e ufficiali dell’Intelligence della Difesa come Luis Elizondo. Questo ha conferito al tema una sorta di “patente di serietà” che non aveva mai avuto prima.

Di fatto le recenti evoluzioni a livello di testimonianze autorevoli hanno reso impossibile per gli altri media mainstream di continuare a ignorare il fenomeno UFO/UAP.

Fermo immagine di un celebre video di fonte militare statunitense, in cui viene mostrata la ripresa agli infrarossi realizzata da un aereo da guerra F/A-18 Super Hornet della U.S. Navy di un oggetto sconosciuto. (Crediti: Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti).

La differenza tra “reale” ed “extraterrestre” (o alieno) per il governo americano

È cruciale notare la precisione chirurgica del linguaggio di Luis Elizondo nelle sue recenti dichiarazioni.

Dicendo che “sono reali“, il governo americano conferma quindi che esistono oggetti fisici, rilevati da radar, sensori elettro-ottici (come le telecamere all’infrarosso) e testimoni oculari multipli, che mostrano tecnologie con prestazioni di gran lunga superiori a quelle attuali terrestri.

Questa ammissione è il motivo per cui il Senato statunitense ha preteso chiare risposte: se sono reali e non sono americani, russi o cinesi, allora rappresentano una lacuna di intelligence inaccettabile per il potere americano: quindi una reale minaccia (per loro).

Il peso della D.I.A. (Defense Intelligence Agency), l’Agenzia di Intelligence della Difesa

Il fatto che Elizondo venga presentato come ex direttore di un programma della D.I.A., aggiunge un livello di gravità estremo. 

La D.I.A. si occupa di minacce militari straniere. Se un ufficio di quel livello investigava gli UAP (ribadiamo nuovamente che rappresentano la visita extraterrestre sulla Terra), significa che venivano trattati meramente come una questione di difesa militare e non come una scoperta epocale umana, scientifica o astronomica.

Prima delle interviste e dichiarazioni che stanno scuotendo il mondo dei media statunitensi, parlare di UFO/UAP poteva costare la carriera a un politico o a un militare. Dopo le recenti rivelazioni pubbliche, è diventato dovere del Congresso USA indagare. 

Brevemente, Luis Elizondo e le persone “addette ai lavori” che lo sostengono hanno contribuito a trasformare un tabù in un’agenda politica.

Il risultato concreto è che, poche settimane dopo le rivelazioni pubbliche durante l’intervista a Luis Elizondo nel programma 60 Minutes , l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale (ODNI), ha rilasciato il primo rapporto preliminare sugli UAP, confermando ufficialmente che la maggior parte dei casi analizzati riguardava “oggetti fisici” che “rappresentano una sfida per la sicurezza del volo”.

Le dichiarazioni di Barack Obama, 44° Presidente U.S.A.

“Ci sono filmati e registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano.”

  • Barack Obama, 44° Presidente degli Stati Uniti d’America
Barack Hussein Obama II mentre durante l’intervista pronuncia la frase sopra citata.

Questa frase di Barack Obama, pronunciata per la prima volta nel maggio 2021 durante un’intervista al programma The Late Late Show, rappresenta un ulteriore momento di rottura con il passato. 

Quando un ex Comandante in Capo della nazione militarmente più potente al mondo, usa queste parole, la questione UAP esce definitivamente dal campo del “complottismo” per entrare in quello della pubblica realtà istituzionale.

La fine della “cultura del ridicolo”

Prima di Barack Obama, i Presidenti (o meglio gli ex Presidenti) tendevano a rispondere a domande sugli UFO con battute, sorrisi o riferimenti alla fantascienza.
Con Obama, il cambio di tono è stato evidente. Non ha sorriso, non ha fatto battute sugli “omini verdi”.

Ha confermato l’esistenza di dati tecnici, come filmati e registrazioni, che le autorità non riescono a spiegare.
Questo ha dato il “permesso” politico o meglio ha “costretto” molti altri funzionari governativi a parlarne più o meno seriamente.

“Filmati e registrazioni”: il peso delle prove

È doveroso sottolineare che l’ex Presidente Obama non ha parlato di “avvistamenti oculari”, che possono essere soggettivi, ma di prove sensoristiche.
Quando dice “registrazioni“, si riferisce a dati radar, telemetria satellitare e firme termiche.

La sua dichiarazione conferma che la comunità di Intelligence, possiede molto più materiale di quello che è stato rilasciato al pubblico, come ad esempio i famosi tre video della Marina militare.

L’ammissione di ignoranza, un atto di umiltà (strategica)

“Non sappiamo esattamente cosa siano.” Questa è l’ammissione più potente. Significa che non sono segreti americani: se fossero progetti “neri” degli Stati Uniti, l’ex Presidente ne sarebbe (o dovrebbe esserne) a conoscenza.

Inoltre c’è una evidente lacuna tecnologica, cioè esistono oggetti volanti che operano con delle capacità che gli Stati Uniti non comprendono o non possono replicare!

Obama ha tracciato una linea netta: gli oggetti sono reali (fisici, rilevati dai sensori), ma restano non identificati. Questa posizione è diventata la linea ufficiale del governo: non si salta subito alla conclusione “aliena”, ma si riconosce l’esistenza di un’anomalia che va studiata scientificamente. Purtroppo ancora tutto è mantenuto sotto un velo di mistero.

La “disclosure” attuale: un’azione coordinata per abituare l’opinione pubblica

Questa dichiarazione di Barack Obama è arrivata poche settimane prima del rilascio del primo rapporto ufficiale sugli UAP al Congresso. 

Il fatto che Obama abbia preparato il terreno mediatico, suggerisce un’azione coordinata per abituare l’opinione pubblica a una verità scomoda: il governo statunitense non ha il controllo assoluto del proprio spazio aereo.

Citazione chiave correlata, in quella stessa intervista, al The Late Late Show, nel 2021, Obama aggiunse: “Quando si tratta di alieni, ci sono cose che non posso dirti in onda“.
Anche se detta con un mezzo sorriso, questa frase ha alimentato l’idea che esistano livelli di classificazione ancora più profondi di quelli finora discussi.

Come d’altronde tutti noi possiamo immaginare, esistono ancora molti segreti, molti misteri, molte cose che non vengono rivelate.

Le dichiarazioni di Bill Clinton, 42° Presidente U.S.A.

All’ex Presidente Bill Clinton, viene posta una domanda da un interlocutore, sempre durante un’altre puntata del programma televisivo sopracitato: ”Qual è il tuo punto di vista su questi oggetti che sembrano sfidare le leggi della fisica?”

“Prima di tutto, è una domanda legittima ora. Ci sono molti misteri là fuori, che ci fanno capire quanto siamo piccoli. Ci sono molte cose che non sappiamo.”

  • William ”Bill” Clinton, 42° presidente degli Stati Uniti d’America
William Jefferson Clinton mentre pronuncia la frase poco sopra citata.

Il tentativo di Bill Clinton di fare luce sui misteri degli UAP durante la sua presidenza (1993-2001) è uno degli episodi più significativi per capire quanto sia spesso il muro di segretezza che circonda l’argomento, perfino per un Comandante in Capo.

Poco dopo l’insediamento Clinton diede un incarico specifico a Webster Hubbell (un suo stretto amico), allora facente parte delle Associate Attorney General (ASG) ovvero la terza carica più importante all’interno del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti (DOJ).

Nel suo libro di memorie del 1997, “Friends in High Places”, Webster Hubbell racconta un aneddoto diventato leggendario negli ambienti di ufologia.

Secondo quanto riportato da Hubbell, poco dopo l’insediamento alla Casa Bianca, il Presidente Bill Clinton gli fece una richiesta molto specifica e insolita, che Hubbell descrive come “serissima“. Hubbell scrive che Clinton gli disse:

“Webb, se ti metto lì alla Giustizia, voglio che trovi le risposte a due domande per me:
1) chi ha ucciso JFK?
2) esistono gli UFO?
“

Webster Hubbell scoprì la stessa cosa che viene divulgata nuovamente oggi

La risposta di Hubbell nel libro è piuttosto deludente per chi cerca “la verità”, ma molto significativa riguardo alla burocrazia del potere.

Usò un’espressione rimasta famosa: affermò di aver scoperto che esisteva un livello di segretezza e un “governo nel governo” (o una burocrazia permanente) che non condivideva le informazioni nemmeno con i vertici politici appena insediati.

Il parallelo con l’intervista di Obama

È interessante notare come questo racconto di Hubbell sia diventato il “modello” per quasi tutti i presidenti successivi. È evidente infatti che anche Obama, ha usato quasi la stessa struttura narrativa: “Appena arrivato ho chiesto degli alieni, mi hanno detto di no, ma ci sono cose nei cieli che non spieghiamo”.

Quella di Hubbell resta però la testimonianza più famosa di un alto funzionario che ammette di essere stato “rimbalzato” dalle agenzie di Intelligence su questo tema.

Clinton e l’indagine su Roswell (1994-1995)

È di rilevante importanza, riguardo all’ex Presidente Clinton, accennare che sotto la spinta della sua amministrazione e del deputato Steven Schiff, l’Air Force fu costretta a riaprire ufficialmente il caso Roswell del 1947 per fornire una risposta definitiva.

L’Air Force pubblicò nel 1995 il rapporto “The Roswell Report Fact vs. Fiction in the New Mexico Desert“.
Però l’effetto fu che, invece di chiudere il caso, questa spiegazione che cambiava la versione ufficiale per la quarta volta in cinquant’anni, aumentò lo scetticismo del pubblico e dello stesso ex presidente Clinton.

Simonetta Ercoli

Andrea Macchiarini

10 marzo 2026

Bibliografia e fonti
Documentario “the Age of Disclosure” (2025), regia Dan Farah.

https://youtu.be/ZBtMbBPzqHY?si=9Ml5h7Uzj8INVMTW
https://www.youtube.com/watch?v=xp6Ph5iTIgc
https://youtu.be/lQNevl2BuxM
https://ia601607.us.archive.org/20/items/DTIC_ADA326148/DTIC_ADA326148.pdf

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