G. Bush: “sui documenti UFO non dirò nulla, non te lo posso dire”

3 Marzo 2026
La Redazione
G. Bush: "sui documenti UFO non dirò nulla, non te lo posso dire"

Il segreto Presidenziale

Durante un’intervista televisiva sul canale ABC all’ex-presidente degli Stati Uniti d’America George W. Bush, il presentatore Jimmy Kimmel pone la seguente domanda: “Ha esaminato i file segreti, i documenti sugli UFO? Ora che non è più in carica, può fare tutto quello che vuole, giusto?”

George W. Bush ha mantenuto una linea di condotta molto simile a quella utilizzata finora dagli altri ex-presidenti: un mix di ironia, riserbo e mezze ammissioni che lasciano intendere come l’argomento sia protetto da un livello di segretezza che persiste anche dopo la fine del loro mandato.

“Sì, è vero, li ho cercati. Ma non ti dirò nulla. Non ti dirò niente di quello che c’è scritto.”

  • George W. Bush, 41° Presidente degli Stati Uniti d’America (2001-2009)

Quando Kimmel lo ha incalzato chiedendo se ci fossero segreti che non poteva rivelare nemmeno da ex-presidente, Bush ha risposto con un sorriso sornione.

“Sì… Ma non posso dirlo neanche a te. Mia moglie me lo ha chiesto e io le ho risposto: non posso dirtelo.”

  • George W. Bush, 41° Presidente degli Stati Uniti d’America (2001-2009)

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Questa citazione è rilevante, di impatto e conferma l’esistenza di materiale classificato specifico sul tema. Inoltre sottolinea che il “Segreto di Stato” permane anche dopo il mandato. Un mix di ironia texana e rigore istituzionale che alimenta il mistero.

È uno scambio diventato iconico, un classico esempio di quello che viene chiamato “il gioco del silenzio presidenziale“. 
George W. Bush, ospite da Jimmy Kimmel nel 2017, ha risposto con quel mix di ironia e fermezza tipico della famiglia Bush, lasciando il pubblico esattamente dove l’aveva trovato, cioè nel dubbio.

Ecco perché quel momento è così significativo di cosa succede realmente dietro le quinte.

La promessa elettorale di George W. bush del 1999

Durante la campagna elettorale, incalzato dai giornalisti in Florida, George W. Bush fece una dichiarazione che molti ricercatori ricordano bene. Alla domanda se avrebbe declassificato i file UFO una volta eletto, rispose:

“Se diventerò Presidente, chiederò loro [al Pentagono/servizi di Intelligence] di dirmi tutto quello che sanno e, se non comprometterà la sicurezza nazionale, lo renderò pubblico.“

  • George W. Bush, 1999

Tuttavia, dopo l’elezione e soprattutto dopo l’11 settembre 2001, la promessa di trasparenza sugli UFO cadde nel dimenticatoio.

L’ex-presidente George W. Bush durante l’intervista di Jimmy Kimmel avvenuta il 3 marzo 2017

Il paradosso del “Comandante in capo”

Sebbene un ex-presidente non sia più formalmente “in carica”, la sua gestione delle informazioni classificate segue regole ferree. Infatti, la fine del mandato non annulla l’obbligo legale di mantenere il segreto sui file di sicurezza nazionale. 

Il Giuramento è per sempre. Rivelare segreti di Stato è un reato federale, indipendentemente dal fatto di essere un ex inquilino della Casa Bianca.

Il Bisogno di sapere (Need to Know):come abbiamo già accennato in articoli precedenti, anche da Presidente, l’accesso non è automatico per “curiosità”. Esiste il principio del “bisogno di sapere”.
Se un programma UFO fosse gestito da un’agenzia d’Intelligence o dal Pentagono sotto protocolli estremamente ristretti (S.A.P., Special Access Programs), persino il Presidente degli Stati Uniti d’America potrebbe ricevere solo dei riassunti (briefing) e non l’accesso totale ai file completi.

Una risposta standard per i Presidenti

Si evince quindi che George W. Bush non è l’unico ad aver usato questa tattica. Sembra quasi che ci sia un manuale di stile per rispondere agli intervistatori curiosi.
Bill Clinton ha dichiarato di aver fatto controllare l’Area 51 e i file di Roswell, trovando (ufficialmente) “niente di rilevante”.

Barack Obama inizialmente scherzava sul tema, ma negli anni recenti ha ammesso seriamente: “Ci sono filmati e registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano”.
Recentemente durante un’altra intervista avvenuta il 14 febbraio 2026, Obama ha dichiarato:

“[Gli extraterrestri] Esistono, ma io non li ho mai visti, e non sono rinchiusi in quella cosa, come si chiama…

…Area 51. Non esiste nessuna struttura sotterranea, a meno che non ci sia un’enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al presidente degli Stati Uniti.”

  • Barack Obama, 44° Presidente degli Stati uniti d’America

Fino ad arrivare a Donald Trump che ha definito il briefing sugli UFO “molto interessante”, ma si è sempre fermato un passo prima di confermare qualsiasi teoria extraterrestre.

Sicuramente degna di nota è stata la sua dichiarazione del 20 febbraio 2026, pubblicata nel suo profilo personale sul social network “Truth” e subito dopo ripubblicata nel profilo ufficiale della Casa bianca su x.com:

“Visto l’enorme interesse dimostrato, darò istruzioni al Segretario alla Guerra e ad altri Dipartimenti e Agenzie competenti
affinché avviino il processo di identificazione e divulgazione dei documenti governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre,
ai fenomeni aerei non identificati (UAP) e agli oggetti volanti non identificati (UFO), nonché a qualsiasi altra informazione connessa a queste questioni altamente complesse, ma estremamente interessanti e importanti.“

  • Donald J. Trump, 45° e 47° (attuale) Presidente degli Stati uniti d’America
Trump ordina la pubblicazione dei file governativi sugli extraterrestri 3
La dichiarazione dell’attuale Presidente degli Stati uniti d’America pubblicata il 20 febbraio 2026 nel suo profilo su truth.com e ripubblicata su x.com dalla Casa Bianca.

Se questa è solo una strategia per distrarre l’opinione pubblica dall’uragano che si sta scatenando in tutto l’occidente in relazione pubblicazione dei cosiddetti “File di Epstein“, lo vedremo solo tra qualche tempo.

La sottile ironia di Bush

Dire “È vero, ma non te lo dirò”, è la mossa perfetta per  confermare il segreto, non il contenuto, ammettendo che esistono file riservati (il che è ovvio), ma non confermando che contengono la realtà sulla presenza sulla Terra di esseri intelligenti di origine extraterrestre.

Mantenere il velo di mistero per alimentare il mito presidenziale senza violare alcuna legge.
Infine per chiudere la conversazione George W. Bush trasforma una domanda potenzialmente scomoda in una battuta da talk-show.

È rilevante notare come, dal 2017 a oggi, il governo americano sia passato dal “non te lo dirò” di Bush a rilasciare rapporti ufficiali del Pentagono sugli UAP/UFO (Unidentified Anomalous Phenomena).

Negli ultimi anni il muro di segretezza evocato da Bush sta venendo intaccato da numerose e importanti crepe, ma non è ancora crollato del tutto. 

È evidente infatti che se George W. Bush giocava con il “non te lo dirò”, i rapporti del Pentagono oggi dicono molto, ma con un tattico linguaggio burocratico che spesso sembra un “te lo dico, ma non è quello che speri“.

Simonetta Ercoli

Andrea Macchiarini

3 marzo 2026

Bibliografia e fonti

Documentario “the Age of Disclosure” (2025), regia Dan Farah

https://www.youtube.com/watch?v=XaNPO2o2XZk

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