Portare la verità sulla visita extraterrestre a conoscenza di tutti

2 Febbraio 2026
La Redazione
Portare la verità sulla visita extraterrestre a conoscenza di tutti - integrale

L’impatto di “The Age of Disclosure” e le testimonianze dei “whistleblower” sulla realtà U.A.P.

Il velo di segretezza che per decenni ha avvolto il fenomeno degli oggetti volanti non identificati si sta rapidamente diradando. Dan Farah, noto regista e produttore (già celebre per il successo di fantascienza Ready Player One), ha recentemente rotto il silenzio mediatico presentando la sua ultima opera, il documentario “The Age of Disclosure”. 

In un’intervista rilasciata a Bret Baier su Fox News, Farah ha chiarito che il suo lavoro non si basa su speculazioni, ma su solide fondamenta costruite dai “whistleblower” governativi e interviste a figure istituzionali di altissimo profilo, tra cui l’attuale Segretario di Stato U.S.A. Marco Rubio.

Nel mondo anglosassone un whistleblower è una persona, spesso un dipendente, che segnala illeciti, frodi, corruzione, violazioni normative o comportamenti non etici di cui è venuta a conoscenza in un contesto lavorativo, che sia esso pubblico o privato, agendo nell’interesse pubblico per prevenire danni e promuovere trasparenza e integrità.

Le parole di Farah non lasciano spazio a interpretazioni: “Ogni singola persona che ho intervistato ha chiarito che la questione non era più se si trattasse di una situazione reale. È una situazione molto reale”.

Questo articolo analizza alcune delle testimonianze chiave contenute nel documentario, focalizzandosi sulle figure di Christopher Mellon, Luis Elizondo e John F. Stratton, e sul programma segreto del Pentagono che ha scosso l’opinione pubblica mondiale.

Da dove vengono queste cose?

Christopher Mellon, ex alto funzionario dell’intelligence statunitense, rappresenta una delle voci più autorevoli in questo processo di rivelazioni. Le sue dichiarazioni sono a dir poco dirompenti:

“Abbiamo recuperato una tecnologia che non ha avuto origine su questa Terra”.

Questa affermazione, è stata riportata pubblicamente anche dal New York Post.

Christopher Karl Mellon, ex vice Segretario aggiunto alla Difesa

Con riferimento alla volontà di queste persone di voler divulgare ciò di cui sono venuti a conoscenza, durante la loro carriera lavorativa, Mellon ha dichiarato:

“Quando divenne chiaro che non potevamo lavorare attraverso il sistema, sapevo per esperienza, avendo lavorato con la Commissione per i Servizi Armati del Senato, cosa ci voleva per spostare questa petroliera [metafora utilizzata per indicare il pachidermico sistema statale statunitense].“

  • Christopher Mellon

“Pensate a questa nave immensa, che ha un’inerzia enorme, e state cercando di farle cambiare rotta. Quando si tratta del Dipartimento della Difesa, solo il Congresso ha i mezzi per farlo, e il modo per attirare l’attenzione del Congresso è prima di tutto attraverso la stampa.“

  • Christopher Mellon

“Sapevo che dovevamo coinvolgere la stampa, per coinvolgere Capitol Hill, per poi tornare a cambiare il Dipartimento della Difesa, studiare il problema, e capire se ci fosse una minaccia. Da dove vengono queste cose? E come funzionano?”

  • Christopher Mellon

Mellon descrive il sistema burocratico della difesa statunitense come una “petroliera” dotata di un’inerzia enorme. Cambiare la rotta di questa nave immensa è un’impresa titanica. Secondo lui, il Dipartimento della Difesa non può cambiare dall’interno senza una pressione esterna. La sua strategia è stata chiara:

  • Coinvolgere la stampa per attirare l’attenzione dei media mondiali.
  • Sensibilizzare Capitol Hill, portando il Congresso a esercitare il suo potere di supervisione.
  • Obbligare il Dipartimento della Difesa a studiare il problema seriamente per comprendere l’origine e il funzionamento di queste tecnologie.

C’è una sofisticata campagna di disinformazione contro la popolazione!

Mellon denuncia inoltre l’esistenza di una sofisticata campagna di disinformazione perpetrata contro la popolazione, volta a mantenere l’oscurità su scoperte che cambierebbero il paradigma dell’umanità e la vita di tutti gli abitanti del pianeta.

 “Ci furono una serie di conversazioni difficili perché Luis [Elizondo] stava rinunciando a una carriera molto promettente. Amava quello che stava facendo. Era molto bravo in quello che faceva.
Era una decisione di vita così profonda per Luis da prendere per sé stesso e per la sua famiglia.
”

  • Christopher Mellon

“Ci fu un momento difficile in cui Luis, dovette decidere: getto la spugna? Ci arrendiamo? Lo ignoriamo? O si dimette?”

  • Christopher Mellon

Il dilemma: restare in silenzio oppure… dimettersi?

“C’erano davvero solo due opzioni.
La prima scelta era restare in silenzio e scegliere di far parte del più grande segreto dell’umanità, tenendo al contempo gli americani all’oscuro.
Oppure, avrei potuto dimettermi dalla mia posizione in segno di protesta e adempiere ai miei obblighi verso il popolo americano dicendo la verità su ciò che so riguardo agli UAP.
”

  • Luis Elizondo

Luis Elizondo, ex agente speciale del controspionaggio e direttore del programma AATIP (Advanced Aerospace Threat Identification Program, in italiano Programma Avanzato di Identificazione delle Minacce Aaerospaziali), si è trovato di fronte a un bivio etico senza precedenti. Nel documentario recentemente uscito, Elizondo racconta i due percorsi possibili:

  1. Restare in silenzio, diventando complice del più grande segreto dell’umanità e mantenendo i cittadini americani (e il mondo intero) all’oscuro.
  2. Dimettersi in segno di protesta, adempiendo ai propri obblighi verso il popolo e scegliendo la via della verità.

Come confermato da Mellon, non è stata una scelta facile.
Elizondo ha agito con la consapevolezza che, pur non potendo rivelare cose e fatti “classificati”, rivelazioni che avrebbero violato gli accordi di segretezza che aveva sottoscritto in passato, poteva informare i media sulla realtà del fenomeno U.A.P., cioè sulla visita extraterrestre sulla Terra, fornendo lo slancio necessario a colleghi come Jay Stratton per continuare la missione dall’interno del governo.

“Non potevo, né avrei mai rivelato informazioni riservate, ma sapevo che se avessi potuto dire una parte di ciò che era riservato per informare i media e i nostri funzionari governativi della realtà sugli UAP, Jay Stratton, forse sarebbe stato in grado di usare questo slancio per andare avanti e raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissi all’interno del governo.”

  • Luis Elizondo

La strategia della rivelazione

“Come impiegati governativi, non ci è permesso parlare con i media, così io e Lou [Luis Elizondo] elaborammo una strategia per superare questo ostacolo.”

  • Jay Stratton
Portare la verità sulla visita extraterrestre a conoscenza di tutti 2
John F. Stratton Jr. durante le riprese del documentario “The Age of Disclosure”

John F. Stratton, ha collaborato strettamente con Elizondo per trovare una via d’uscita dall’impasse normativa che impedisce agli impiegati governativi di parlare liberamente con i media. La loro collaborazione è stata fondamentale per trasformare un’indagine segreta in un dibattito pubblico nazionale, permettendo al Congresso e quindi al governo statunitense di iniziare a porsi domande sulla sicurezza nazionale e sulla natura di questi oggetti che solcano.

Il programma segreto del Pentagono: la conferma dei media

Per anni l’esistenza di reparti dedicati allo studio degli UFO è stata relegata al “regno della teoria del complotto”.
Questi sono termini sapientemente utilizzati e coniati esclusivamente per nascondere la verità e mantenere il segreto.
Tuttavia, le principali emittenti televisive statunitensi hanno recentemente confermato la realtà di questi programmi:

C.N.N.: Ha trasmesso la conferma che il Pentagono gestiva un programma segreto di ricerca dedicato specificamente agli UFO.
C.B.S.: Ha riportato negli anni l’esistenza di protocolli governativi segreti per indagare sistematicamente gli avvistamenti.

MSNBC: Citando un rapporto del New York Times, ha parlato della scoperta di un vero e proprio “Dipartimento X-Files”, ovvero un programma ufficiale per lo studio di oggetti volanti misteriosi. Esattamente quello chiamato proprio da loro “Legacy Program”, argomento già trattato nel nostro sito.

Questi notiziari stanno contribuendo a sancire la fine dell’era della negazione.
Il passaggio da “oggetti inesistenti”, “deliri e fantasie di pazzi” a “fenomeni aerei inspiegabili” (U.A.P.) di origine non terrestre è ormai definitivo nei documenti ufficiali.

Il rapporto del Pentagono di settembre 2021

Un momento di svolta fondamentale è arrivato con il rapporto del Pentagono pubblicato a metà settembre 2021. In questo documento ufficiale, gli Stati Uniti hanno ammesso di non avere spiegazioni per una serie di oggetti non identificati rilevati dai propri sistemi di difesa. Cosa più importante, il rapporto non riesce a escludere l’origine extraterrestre.

Stefani Reynolds, scrivendo per il New York Times, ha sottolineato come questo rapporto governativo sia destinato ad alimentare ulteriormente le analisi su fenomeni aerei che sfidano le leggi della fisica conosciuta.

Concludendo, si evince che le testimonianze di Mellon, Elizondo e Stratton, rese attuali e divulgate grazie al al lavoro cinematografico di Dan Farah e dalle ammissioni del Pentagono, segnano l’inizio di una nuova era: quella della rivelazione. 

Soprattutto mi viene spontaneo evidenziare che: la verità sugli UAP [cioè sulla visita extraterrestre sulla Terra] non è più una questione per pochi appassionati, ma una realtà documentata che coinvolge tutti, per primi i massimi vertici della difesa e della politica internazionale, fino a ogni singolo cittadino del pianeta.

Simonetta Ercoli

Macchiarini Andrea

2 febbraio 2026

Bibliografia e fonti

Documentario “the Age of Disclosure” (2025), regia Dan Farah.

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https://web.archive.org/web/20070613151313/https://www.cia.gov/library/center-for-the-study-of-intelligence/csi-publications/csi-studies/studies/97unclass/p69.gif

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