Cinema e messaggi subliminali (prima parte)
Pubblicato il 10 Novembre 2025
Pubblicato il 10 Novembre 2025

Cinema e messaggi subliminali (prima parte)

E se ti dicessi che dietro i cartoni animati, i film, le serie televisive più popolari o nelle band più famose c’è una regia unica che dirige e condiziona attraverso l’uso di simboli e messaggi subliminali?
Sembrerebbe la trama di un film thriller/horror ma in realtà è proprio così che gli “Illuminati” portano in scena la loro nefasta opera di manipolazione delle masse partendo proprio dai più piccoli per arrivare anche agli adulti, spesso ignari di tutto quello che proprio sotto i loro occhi si sta compiendo. Tutto questo e molto altro si delinea in una disamina molto dettagliata e ricca di esempi con tanto di immagini nel libro di Federico Marenghi “Cinema: tra finzione e realtà. Analisi e riflessioni di fatti e coincidenze misteriose”.

L’origine del cinema

Tradizionalmente viene fatta risalire alla sera del 28 dicembre 1895, quando a Parigi i fratelli Lumière organizzarono la prima proiezione pubblica a pagamento. Tuttavia, le radici del cinema affondano molto più indietro nel tempo, nel desiderio ancestrale dell’uomo di rappresentare il movimento, evidente nei graffiti preistorici o nei bassorilievi antichi.

Prima della nascita del cinematografo si susseguirono numerosi esperimenti ottici: la camera oscura di Leonardo da Vinci, perfezionamento di antichi modelli, la lanterna magica di Athanasius Kircher nel Seicento, e lo zootropio di William George Horner nell’Ottocento. Queste invenzioni prepararono la strada al cinema moderno.

Con Georges Méliès e David Griffith, il cinema divenne arte e linguaggio narrativo. Nacquero presto le prime star, come Rodolfo Valentino e Buster Keaton, che trasformarono gli attori in miti popolari. Tra i protagonisti della prima grande stagione del cinema, Charlie Chaplin creò personaggi universali e capolavori del cinema muto e sonoro.

Hollywood, sviluppatasi a inizio Novecento, divenne il cuore dell’industria cinematografica mondiale per il suo clima favorevole e la libertà dai monopoli newyorkesi. Negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, con l’arrivo del sonoro, il cinema americano consolidò un sistema produttivo potente e standardizzato, mentre negli anni ’60 e ’70 emersero movimenti indipendenti e nuove forme di espressione.

Oggi il cinema è un’industria globale capace di generare enormi profitti ma anche scandali e corruzione, come testimoniano recenti casi che hanno coinvolto figure di Hollywood e istituzioni prestigiose. Nonostante ciò, la “settima arte” continua a evolvere grazie alle innovazioni tecnologiche e al suo eterno fascino.

I messaggi subliminali

Andando avanti con la lettura uno dei capitoli più interessanti del libro è proprio quello che analizza in modo critico e molto documentato il fenomeno dei messaggi subliminali, spiegandone natura, utilizzo e controversie. Purtroppo anche in questo caso ci sono pareri diversi e discordanti. C’è chi ritiene che i messaggi subliminali siano volutamente inseriti per manipolare l’inconscio e dall’altra invece chi invece li considera frutto di errori o scherzi grafici privi di intenti maligni.

Per capire meglio cosa sia un messaggio subliminale possiamo dire che un messaggio è subliminale quando viene percepito dall’inconscio ma non dalla mente cosciente. La visione umana può percepire una immagine in un filmato solo se essa è presente almeno in 12 fotogrammi. Può assumere la forma di immagini, parole o suoni troppo rapidi o mascherati per essere notati consapevolmente. Esistono due principali tecniche audio:

  • Forward masking: sovrapposizione diretta del suono.
  • Back-masking: inserimento del messaggio a ritroso o in modo quasi impercettibile.

Gli effetti psicologici, secondo gli studiosi, non sono duraturi a meno che gli stimoli non vengano ripetuti nel tempo.

Origine e primi esperimenti

Il concetto appare nel 1957 con I Persuasori Occulti di Vance Packard, che denunciava le tecniche pubblicitarie occulte.
Nel 1956 James Vicary condusse il famoso esperimento con il tachistoscopio per proiettare, durante un film, messaggi come “Mangia i popcorn” o “Bevi Coca-Cola”. In conseguenza di questa manipolazione, le vendite di popcorn incrementarono quasi del 58 % e quelle di Coca-Cola del 18%.

Negli anni successivi il tachistoscopio e le sue varianti furono impiegati per addestramento militare e scopi terapeutici (es. depressione, balbuzie), per migliorare la percezione visiva e il rendimento lavorativo e per vari esperimenti psicologici e pubblicitari su larga scala.

Le applicazioni tecnologiche

Negli anni ’70 e ’80 comparvero dispositivi come Memosys, un dispositivo che attraverso un trasduttore osseo posto sulla parte frontale della testa permette la percezione di segnali direttamente al subconscio e Genius Memory della Romano Institute: un apparecchio tecnologico per la memorizzazione passiva utilizzando un sistema di trasmissione che traduce qualsiasi messaggio verbale in vibrazioni sonore quasi impercettibili.

Ma non solo apparecchiature elettroniche: si diffondono pubblicità sull’uso di alcuni farmaci come il “Memosan” dichiarato da una commissione di periti farmacologici non efficace e addirittura colpevole di provocare turbe psichiche ed abbassamenti del livello di memoria.

Attorno alla fine degli anni ’70, Beker presentò una versione aggiornata del tachistoscopio chiamandolo Little Black Box, un dispositivo brevettato capace di leggere cassette e mescolare segnali provenienti da fonti diverse, rendendoli infine percettibili solo inconsciamente. Questa macchina venne definita anche come la scatola nera della coscienza, perché trovava impiego nei supermercati mixando la musica di sottofondo con messaggi del tipo: “Io sono onesto, io non ruberò”. Secondo un articolo apparso su Family Health Magazine, una catena di grandi magazzini pagò Beker e il suo collega Louis Romberg 10.000 dollari per l’utilizzo di tale apparecchiatura, riportando una diminuzione del 37% dei furti e un conseguente risparmio di 600.000 dollari.

Tantissimi altri esempi si potrebbero fare: nel libro viene citato ad esempio quello in cui il presidente Gianni Agnelli in una sua lettera agli azionisti della Fiat parlava di messaggi subliminali con i quali “sonorizzare” i propri stabilimenti al fine di aumentare la produttività e migliorare il rapporto tra i lavoratori e l’azienda.

Diffusione e controversie

Esperimenti di vari studiosi, tra cui Del Hawkins e Hal Beker, confermarono la possibilità di influenzare lievemente stati motivazionali, come la sete o l’onestà. Alcuni supermercati e aziende usarono dispositivi subliminali per ridurre i furti o migliorare l vendite.
Negli USA e in URSS furono create apparecchiature per manipolare la mente tramite stimoli subliminali, generando allarmi etici e politici. L’ONU definì tali pratiche una minaccia ai diritti umani e alla libertà culturale.

Cinema, musica e cultura pop

Molti studiosi e registi, tra cui Tobe Hooper (Non aprite quella porta), ammisero l’uso di messaggi subliminali per aumentare l’impatto emotivo.
Il film “L’Esorcista” (1973) è uno dei tre film di cui si è certi che contengano sub-stimoli. Immagini di sangue, demoni e maschere di morte sono stati inserite per migliorare il senso complessivo di orrore creato dal film.

Album musicali dagli anni ’60 in poi (Beatles inclusi) avrebbero utilizzato back-masking e immagini fugaci per creare suggestioni inconsce. Tuttavia, l’industria del cinema e della musica raramente riconosce ufficialmente questo impiego.

Ma la cosa che più di tutte colpisce e lascia a bocca aperta è come questo tipo di tecnologie vengano utilizzate in cartoni animati, che quindi colpiscono e condizionano una fascia d’età molto giovane addirittura infantile. Questa è la fase della crescita in cui si è più vulnerabili e suscettibili agli impulsi e agli stimoli esterni.

I bambini sono come spugne capaci di recepire ogni forma di messaggio e di conservarlo all’interno del subconscio per tutta la vita, quasi come un trauma.

Scrive Federico Marenghi, l’autore del libro: “Questo è appunto il caso dei lungometraggi per bambini prodotti dalla Disney. Si è notato, analizzandoli accuratamente, che la natura dei messaggi subliminali presenti nei cartoni animati della Disney, tanto amati da adulti e bambini, sia principalmente a sfondo sessuale.”
Il quantitativo di questi messaggi è elevatissimo se moltiplicato per l’immensa mole di film prodotti dalla Disney.

Per citarne alcuni:

  • Aladdin
  • La Sirenetta
  • Topolino e il Fagiolo Magico
  • Il Re Leone
  • Bianca & Berni
  • Il gobbo di Notre-Dame
  • Chi ha incastrato Roger Rabbit?
  • Rapunzel
  • Peter Pan
  • Pocahontas
  • Hercules
  • La Bella e la Bestia
  • Dumbo
  • La carica dei 101
  • Cenerentola
  • Topolino…

Il culto di Lucifero

Per rincarare la dose non bastavano solo i messaggi subliminali a sfondo sessuale: si rivela la mano ideatrice e promotrice di tali oscenità di cui moltissime case di produzione cinematografiche e musicali fanno parte e sono eterodirette.

Spicca tra tutti il simbolo più importante e da tutti conosciuto come “L’Occhio di Horus” o “Occhio di Osiride”, adottato dalla Massoneria e dagli Illuminati.

Questo simbolo massonico di origine egizia, presente anche sul retro della banconota da 1 dollaro americano, rappresentato in cima a una piramide insieme al motto: “Un nuovo ordine per le età”, Novus Ordo Seclorum in latino, rappresenta il fulcro del credo mistico della religione, se così si può chiamare, degli Illuminati: il culto di Lucifero.

Il culto di Lucifero costituisce il nucleo della religione degli Illuminati.

A questo punto ci potremmo chiedere: cosa c’entrano questi riferimenti esoterici, antisemiti e massonici con la Disney?

Per rispondere a questa domanda dovremmo conoscere chi è il fondatore della Walt Disney e di quale cerchia di potere occulto faceva parte. Ma questo merita di essere approfondito in separata sede per conoscere meglio le trame che si nascondono dietro quello si può definire come un controllo mentale mondiale.

In conclusione l’uso dei messaggi subliminali rimane un tema controverso: da un lato è visto come una potenziale minaccia al libero arbitrio e alla salute mentale, dall’altro come uno strumento di ricerca psicologica e comunicativa.
Nonostante divieti e censure, tali tecniche continuano a essere applicate, spesso in modo oscuro o indiretto, nei media, nella pubblicità e nella cultura di massa.

Pietro J. Di Stefano

10 novembre 2025

Bibliografia e fonti

Libro “Cinema: tra finzione e realtà. Analisi e riflessioni di fatti e coincidenze misteriose” di Federico Marenghi (2023)
https://www.ibs.it/cinema-tra-finzione-realta-analisi-libro-federico-marenghi/e/9791255043058

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