La resa dei piccoli e l’abbraccio della grazia!
Pubblicato il 3 Agosto 2026
Pubblicato il 3 Agosto 2026

Nel cuore del Vangelo Matteo 11,25-30 risuona la promessa dei piccoli. Gesù loda il Padre per aver velato i misteri del Regno agli occhi dei sapienti e dei dotti di questo mondo, scegliendo di rivelarli ai semplici. I “piccoli” sono le anime che non presumono di salvarsi da sole, ma che si consegnano, nude e fiduciose, alle braccia di Dio. Il Suo giogo non è catena né legge opprimente, ma il ritmo stesso della Sua vita: un’offerta d’amore e di totale abbandono al Padre.

Camminare con Lui significa non essere mai più soli nella tempesta. Egli si fa carico della parte più pesante del legno, per donare un ristoro autentico e una pace profonda alle anime affaticate dal viaggio della vita.

“Ascolta. Ascolta. Ascolta il tuo cuore, il tuo respiro… in quel silenzio io ti sto parlando. Una voce mi scuote!”

Oggi, prima che si levasse la tua voce nella conferenza che ancora una volta ci hai donato, nostro amato Giorgio, i miei occhi hanno accarezzato questa pagina sacra. E tra i frammenti di luce dei messaggi cristici che hai seminato sul nostro cammino, hai scolpito una verità assoluta: se non impariamo a fidarci di Lui attraverso di Te, non potremo scorgere la via della salvezza.

A queste parole, fiumi di lacrime hanno iniziato a rigarmi il volto. Lacrime segrete, invisibili al mondo; stille benedette che non portano dolore, ma che accarezzano il cuore, alleggerendolo dai pesi che il tempo vi accumula. Sì, perché un’improvvisa gioia mi pervade e una voce interiore, come un sussurro di vento caldo, mi dice: “Ti sei sempre fidata di Giorgio, della sua parola che è riflesso vivente di Cristo. Continua a camminare, e sostieni chi vacilla”.

Ma la mente sfiora l’ombra della debolezza. E in quell’istante sento il bisogno di scuotermi, di ridestare l’anima: “Come puoi cedere alla fragilità, di non riuscire tu che credi profondamente nel Padre? Ricorda, in ogni battito, la forza sovrumana di Giorgio, l’immenso, infinito Amore che egli offre, senza mai sosta, all’Eterno”.

Così le lacrime continuano a scendere, come una pioggia che lava e purifica l’anima. Penso a ciò che hai ripetuto stasera, con il cuore trafitto dal dolore, avvertendoci che se non opereremo con la massima fiducia in Te, le tue mani rimarranno legate e non potrai soccorrerci. Tu, Giorgio, ti consumi e ti doni interamente a Lui per riscattare le nostre miserie, le nostre ombre, le nostre stanchezze. E quasi ti scusi, con una grazia che commuove, quando ti trovi a chiederci piccole briciole rispetto all’oceano di grazia che ci riversi sul petto.

Perdonaci, e sii il nostro avvocato. Intercedi per noi presso il Padre, perché di fronte a questo infinito Amore mi sento polvere, una creatura piccolissima che fatica a comprendere e ad accogliere tanta luce.

“Se non capite, fidatevi!”

Come un mantra celestiale, questo grido vibra nel mio plesso solare, ed esplode in una domanda che trafigge il silenzio: “Non ci stai chiedendo nulla… ci stai solo spalancando, ancora e ancora, le porte della speranza. Perché non ce ne rendiamo conto?”

Ma poi, una forza superiore e dolcissima mi culla, riportandomi verso una sponda di serena quiete: “Non temere. Finché dimori nella fede in Giorgio e nel suo atto d’amore per il Padre, i tuoi passi saranno vicini a Lui”.

Per questo, Giorgio, e per questo, Padre Eterno, io mi consegno a Voi ed è in questa resa che desidero abbandonarmi, affinché la gnosi si riveli come la sapienza totale che sento il richiamo di custodire e fare mia nel tempo, unendo ogni mio sforzo alla totale fiducia.

Desidero solo sciogliere i nodi dell’anima, spiegare le ali e volare, perdendomi per sempre nel Vostro immenso abbraccio.

Con Amore,

Simonetta Ercoli

30 luglio 2026

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