“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”
Pubblicato il 31 Luglio 2026
Pubblicato il 31 Luglio 2026
"Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro"

Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.” (Mt 18,20)

Martedì 28 luglio, il nostro consueto martedì dedicato alla riunione operativa, non si è svolto. Le condizioni di salute di Marco e altri impegni hanno cambiato i nostri programmi.

Ma, come spesso accade quando ci si affida alla volontà di Dio, ciò che sembrava un cambiamento si è trasformato in un dono.

Abbiamo deciso semplicemente di ritrovarci insieme, di condividere una cena nel nostro piccolo angolo di Paradiso, il giardino dell’Arca. Eravamo lì con Piero, Gabri, Claudia, Roberto Pezzini e io.

In quel luogo il tempo sembra rallentare. Le parole acquistano un peso diverso, i sorrisi diventano preghiera e persino il silenzio parla al cuore. Si ride, si scherza, si condividono pensieri semplici e profondi. Eppure ciò che si respira va oltre tutto questo: è fraternità, è comunione, è quell’amore che nasce quando ci si ritrova uniti nel nome del Cristo.

Poi è arrivato Marco Marsili.

Confesso che non me lo aspettavo. Nei giorni precedenti l’avevo sentito davvero molto provato e sapevo quanto stesse affrontando un momento difficile. Vederlo arrivare, camminare verso di noi e sedersi a tavola è stato come ricevere un dono inatteso. La sua voce era tornata quasi normale e nei nostri cuori è esplosa una gioia sincera. Era bello rivederlo sorridere.

Con il suo arrivo è cambiato qualcosa. È difficile spiegarlo con le parole, ma credo che tutti lo abbiamo percepito. L’atmosfera si è fatta ancora più intensa, più luminosa, come se una presenza invisibile avesse avvolto quella tavola.

Durante la cena abbiamo parlato dei progetti per l’Arca, delle cose da costruire insieme, dei passi da compiere. Poi Marco ci ha raccontato un episodio accadutogli pochi giorni prima, un episodio che ci ha profondamente toccati.

Ci ha confidato che stava vivendo un momento di grande fatica. Il corpo era debilitato e il cuore era attraversato da rabbia, stanchezza e inquietudine. In quel momento teneva in braccio la piccola Maria Luce.

Lei lo ha guardato con quella purezza che solo i bambini possiedono.

Poi, con una semplicità disarmante, si è avvicinata e gli ha dato un bacio sul cuore.

Marco ci ha raccontato che proprio in quell’istante tutto è cambiato. Come se quel gesto avesse sciolto ogni peso, come se quell’amore puro avesse raggiunto il punto più profondo della sua anima. Parlava con una commozione così autentica che gli occhi si sono riempiti di lacrime.

In quel momento ho pensato che Dio ama servirsi delle mani più piccole per compiere le opere più grandi. Perché i bambini, quando sono strumenti del Suo amore, riescono a ricordarci il Cielo meglio di qualunque parola.

Ed è stato proprio mentre Marco raccontava questo episodio che sono arrivati i saluti dei Fratelli.

Più volte il cielo si è illuminato con grandi e intensi flash.

Ognuno vivrà quei segni secondo la propria sensibilità. Io posso dire soltanto ciò che ho vissuto nel cuore: ho sentito che non eravamo soli. Ho percepito quella luce come una carezza, una conferma, un invito a continuare il cammino con fede.

Come se il Cielo stesso ci stesse ricordando che ogni gesto d’amore autentico lascia un’eco anche oltre ciò che possiamo vedere.

Poco dopo abbiamo osservato anche qualcosa di molto particolare. Non posso dire con certezza cosa fosse. Potrebbe essere stato un velivolo insolito, come potrebbe esserci un’altra spiegazione. Abbiamo visto tre luci disposte a triangolo che sembravano appartenere a un’unica struttura. Qualunque fosse la loro natura, quell’istante ci ha lasciati pieni di stupore e di domande.

Ciò che abbiamo osservato è una cosa simile a questa però poi mentre si allontanava si sono viste anche delle luci rosse lampeggianti tipo quelle degli aerei.

Rimaniamo con il dubbio ma anche con l’entusiasmo! CHISSA’ CHI ERA !!!

Ma il segno che custodisco nel cuore non è quello.

Il segno più grande è stato vedere un padre rinascere grazie al gesto d’amore di una bambina.

Perché l’amore vero possiede una forza che il mondo fatica ancora a comprendere. È un linguaggio che non ha bisogno di dimostrazioni. Quando nasce da Dio, arriva dove nessuna medicina, nessun ragionamento e nessuna parola possono arrivare.

Quella sera ho compreso ancora una volta che il miracolo più grande non è vedere qualcosa nel cielo.

Il miracolo più grande è permettere al Cielo di entrare nel proprio cuore.

È stata una serata che porterò sempre con me.

Concludo con una preghiera che rivolgo prima di tutto a me stesso.

Signore, donami l’umiltà di rimanere un uomo semplice, anche se dovessi essere l’ultimo del carro. Fa’ che non cerchi mai grandezze terrene, ma soltanto la grazia di vivere i Tuoi insegnamenti.

Ricordami ogni giorno che ogni bene che possiedo, ogni persona che amo, ogni dono ricevuto, non mi appartiene davvero, ma mi è stato affidato dalla Tua infinita misericordia. Tutto è grazia. Tutto è secondo la Tua Legge. Tutto è nella Tua volontà.

Fa’ che io non dimentichi mai che soltanto l’Amore rimane.

** “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sarò in mezzo a loro. Pregherò con loro, amerò con loro, perché il mondo creda a Te, o Padre. Fa’ che possiamo conoscere il Tuo amore e avere vita in Te.

Voi che siete miei discepoli, siate testimoni di un amore immenso. Siate luce, siate speranza, siate pace.

Se resterete uniti nel Mio nome, vedrete il volto di Dio, perché Dio è Pace.

E Tu, Spirito Santo, rinnova i nostri cuori, sostienici nelle prove, rendici fedeli fino alla fine, affinché il Regno del Padre si compia anche in mezzo a noi.

CON AMORE,

Roberto Ghirelli

29 luglio 2026

Seguici

Sostieni le nostre attività!

Potrebbe interessarti anche

Il peso del suono

Il peso del suono

Il peso del suono. La scoperta che sta sorprendendo il mondo della fisica Una nuova ricerca teorica suggerisce che le onde sonore non trasportano...