Steven Spielberg: “Credo fermamente che siano qui”
Pubblicato il 12 Giugno 2026
Pubblicato il 12 Giugno 2026
Steven Spielberg: "Credo fermamente che siano qui"
Il regista Steven Spielberg durante l’intervista recentemente rilasciata al programma CBS Sunday Morning.

Steven Spielberg:”Credo fermamente che siano stati qui e che siano qui”

C’è un filo rosso, invisibile ma indistruttibile, che collega la notte in cui un piccolo Steven Spielberg di cinque anni ammirava lo sciame meteorico delle Perseidi nel New Jersey alla genesi del suo 34° lungometraggio, “Il giorno della rivelazione” (Disclosure Day).
Un filo che non unisce solo la sua straordinaria carriera cinematografica, ma che sembra voler connettere la fantascienza alla realtà più stringente.
Ed è proprio durante l’attesissimo tour promozionale per il lancio del film che il regista Premio Oscar ha fatto saltare il banco.

Ai microfoni di Ben Mankiewicz (critico e conduttore cinematografico, volto e presentatore di TMC, canale televisivo interamente dedicato ai classici del cinema), per lo storico programma CBS Sunday Morning, Spielberg ha rilasciato dichiarazioni shock che hanno immediatamente fatto il giro del mondo, spostando il dibattito dal piano della finzione a quello della realtà:


Basandomi sulle prove indiziarie che ho raccolto durante tutta la mia vita e su tutte le testimonianze che ho sentito al Congresso [USA], penso assolutamente che siano stati qui, e che siano qui. E chissà, forse sono sempre stati qui.


Non si parla più solo di “effetti speciali” o di nostalgici ricordi legati a Incontri ravvicinati del terzo tipo (girato quarantanove anni fa tra il caldo asfissiante dell’Alabama e il fascino della Devil’s Tower). Oggi, a 79 anni, Spielberg parla con la gravità e la lucidità di chi osserva la cronaca odierna.

Steven Spielberg: “Credo fermamente che siano qui”
Fermo immagine tratto dal trailer ufficiale del film “Disclosure Day”

Dalla finzione al “Deep State”: cos’è Disclosure Day

Se Incontri ravvicinati si chiudeva con la speranza di un contatto, Disclosure Day (sceneggiato da Spielberg stesso sulle Note del suo iPad) esplora lo scenario opposto: la presenza aliena c’è, ma è stata sistematicamente occultata.

Il film, un thriller geopolitico che vede Emily Blunt nei panni di una meteorologa che eredita inspiegabili abilità, ruota attorno a un gigantesco data-leak.
Cosa accadrebbe se l’intero archivio di prove visive degli ultimi 80 anni venisse liberato in rete in un colpo solo?

Il film è di finzione, anche se Spielberg lo considera quasi un dettaglio tecnico.

Pensateci: quando il Grande Ignoto è conosciuto da alcuni, ma non da tutti, è proprio questa disparità che mi ha spinto a scrivere la storia di ‘Disclosure Day‘”, ha affermato.

Una considerazione personale: la scelta di Spielberg di virare verso il thriller cospirativo non è solo una mossa commerciale, ma uno specchio dei nostri tempi. Se negli anni ’70 post-Watergate il pubblico dubitava del governo, oggi, nell’era della post-verità e del potere delle Big Tech, la sfiducia nelle istituzioni ha raggiunto il picco storico.

Spielberg intercetta questo sentimento: il “mostro” del film non è l’alieno, ma chi nasconde la verità.

I riferimenti ufficiali: quando il cinema incontra il Congresso

Già dalla premessa si capisce perché Disclosure Day non sembri voler raccontare solo “gli alieni”. Al centro c’è la verità come oggetto conteso: chi la possiede, chi la manipola, chi pretende di mostrarla al mondo. È un tema perfettamente inserito nel presente, in un’epoca in cui immagini, documenti, video militari, testimonianze e smentite istituzionali convivono nello stesso flusso di notizie.

Oggi, con Disclosure Day, il tema passa attraverso parole molto contemporanee: segreti, Uap, whistleblower, governi, immagini da verificare, verità da rendere pubbliche.

L’aspetto più dirompente anche dell’intervista rilasciata dal regista, è il fondamento della sua convinzione. Spielberg non cita testi esoterici, ma dichiara apertamente di basarsi sulle “testimonianze ascoltate al Congresso“.

Qui il piano cinematografico si fonde inevitabilmente con la cronaca reale degli ultimi anni, segnata da una storica e progressiva apertura delle istituzioni americane sul tema UAP (Unidentified Anomalous Phenomena).


Le audizioni al Congresso del 2023: impossibile non pensare alle testimonianze giurate davanti alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, in particolare quella dell’ex ufficiale dell’intelligence David Grusch, il quale ha dichiarato che il governo statunitense è in possesso di velivoli di origine non umana e di “biologie” non umane.

Il Pentagono e l’AARO: negli ultimi anni, il Dipartimento della Difesa USA ha istituito l’AARO (All-domain Anomaly Resolution Office) per indagare ufficialmente sui fenomeni aerei non identificati, declassificando video ormai celebri (come i filmati Gimbal e Tic Tac registrati dai piloti della US Navy).

Il report della NASA: anche l’agenzia spaziale americana ha istituito un team indipendente per studiare scientificamente gli UAP, ammettendo che il fenomeno esiste, è reale e rappresenta uno dei più grandi misteri del nostro tempo, pur chiedendo un approccio privo di stigma sociale.

Il paradosso di un “ambasciatore” senza contatto

Nonostante Spielberg si definisca ironicamente un “ambasciatore” per gli extraterrestri e ammetta, ridendo, di non aver mai visto un UFO (“Non è terribile? Me lo merito!”), la sua analisi si sposta su un piano teologico e filosofico profondo. Il regista parla di “shock ontologico” l’impatto che avrebbe un’improvvisa rivelazione ufficiale della vita extraterrestre sulla società e sulle religioni:

Dio è il Dio solo di questo pianeta o di ogni sistema in cui esiste la vita?

È una domanda che la stessa speculazione teologica reale si sta ponendo da tempo (basti pensare alle storiche aperture della Specola Vaticana sull’eventualità di “fratelli extraterrestri”).

Il bisogno dello straordinario

In un mondo frammentato da polarizzazioni politiche e culturali, l’ufologia e il mistero del cosmo rimangono, secondo Spielberg, uno degli ultimi terreni comuni dell’umanità. La convinzione condivisa che “l’impossibile sia possibile” ci unisce tutti.
Vedere il regista che ha plasmato l’immaginario fantascientifico globale guardare il cielo non più solo con gli occhi del sognatore, ma con quelli dell’analista informato, fa riflettere!
Forse Disclosure Day non è solo un film d’azione per il pubblico moderno. Forse è il modo in cui Steven Spielberg ci sta preparando a un domani in cui la fantascienza diventerà, semplicemente, storia.

Simonetta Ercoli

12 giugno 2026

Leggi qui la nostra analisi sul film Disclosure Day

Bibliografia e fonti

https://www.youtube.com/watch?v=MjAp_NlOH1g

https://pagesix.com/2026/05/28/entertainment/steven-spielberg-stuns-fans-by-suggesting-close-encounters-with-aliens-in-new-film-trailer/

https://www.bestmovie.it/news/disclosure-day-cosa-ce-di-vero-alieni-film-steven-spielberg/969075/

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