L.Elizondo: “L’evento di Roswell nel 1947 successe davvero”
Pubblicato il 4 Maggio 2026
Pubblicato il 4 Maggio 2026
L.Elizondo: "L'evento di Roswell nel 1947 successe davvero"
Fermo immagine tratto da un documentario, scritto e prodotto dal capitano James MacAndrew e stato realizzato in occasione della pubblicazione nel 1997 da parte dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti del volume «The Roswell Report: Case Closed», potrebbe rappresentare una ricostruzione molto fedele dello scenario che i militari della U.S. Army si trovarono di fronte quando arrivarono nel sito dell’incidente di Roswell nel 1947. (Crediti: National Archives)

Nei precedenti articoli legati alla nostra rubrica interna “dichiarazioni autorevoli” abbiamo esplorato, attraverso le voci dei dott. Hal Puthoff ed Eric Davis, l’esistenza di una struttura burocratica parallela nata per gestire il recupero di tecnologie non umane. Se l’ufo-crash di Roswell (1947) è spesso considerato l’anno zero della moderna ufologia, le testimonianze di ex alti funzionari del Pentagono e della CIA ci permettono oggi di mappare con precisione chirurgica cosa accadde in quei giorni e perché il silenzio sia durato oltre settant’anni.

In questo nuovo approfondimento, colleghiamo le tessere di un mosaico che vede protagonisti ex direttori di programmi segreti della DIA e veterani dell’intelligence.

Senza dubbio, non c’è stato nessun programma che sia stato tenuto così bene fuori dalla portata pubblica come il recupero di mezzi sconosciuti. Questa linea di forte controllo è iniziata, almeno nell’amministrazione Truman, con l’incidente di Roswell.

– Dott. Harold Puthoff, fisico quantistico e direttore scientifico del programma AATIP (D.I.A.)

Nell’AATIP, scoprimmo che l’evento UAP all’aeroporto dell’esercito americano di Roswell nel 1947 successe davvero.

– Luis Elizondo, ex-ufficiale del Dipartimento della Difesa, direttore programma AATIP (D.I.A.)

Fu descritto come un UAP a forma di tacco di stivale che si ruppe in due pezzi all’impatto, e gli osservatori videro geroglifici o un qualche tipo di scrittura.

– Jay Stratton, Intelligence della Marina, dirigente senior della D.I.A. in congedo, programma AATIP

Possono essere descritti come rune o glifi, geroglifici, che erano sull’astronave stessa. E nell’incidente furono recuperati corpi non umani.

– Luis Elizondo, ex-ufficiale del Dipartimento della Difesa, direttore programma AATIP (D.I.A.)

Non un disco, ma un oggetto a forma di “tacco di stivale”

Mentre la cultura popolare ha cristallizzato l’immagine del “disco volante”, le testimonianze interne di Jay Stratton e Luis Elizondo (entrambi figure chiave del programma AATIP) forniscono dettagli strutturali molto diversi:

  • la forma, il mezzo viene descritto come un velivolo a forma di “tacco di stivale”, spezzatosi in due tronconi all’impatto;
  • i glifi, uno degli elementi più scioccanti riguarda la presenza di una forma di scrittura — descritta come rune, geroglifici o glifi — incisa sulla superficie dell’astronave;
  • il recupero di materialebiologico, il dott. Eric Davis conferma un dato numerico preciso, quattro corpi non umani furono estratti dai rottami dell’incidente, dando il via a quello che sarebbe diventato il “Programma Legacy“.

Quattro corpi non umani furono recuperati dall’incidente UAP a Roswell.

– Dott. Eric Davis, astrofisico e consulente scientifico programmi UAP, per il governo e industria della Difesa

Il materiale recuperato dall’incidente, inclusi i corpi, fu inviato a Wright Field, che ora si chiama Wright-Patterson Air Force Base. È lì che gli Stati Uniti avevano i migliori esperti.

– Jay Stratton, Intelligence della Marina, dirigente senior della D.I.A. in pensione, programma AATIP

Pensate al contesto generale del 1947. Gli USA avevano vinto la guerra e stava per iniziare la Guerra Fredda con l’URSS.
Questi UAP presentavano una tecnologia dal potere incommensurabile. Era imperativo che gli Stati Uniti fossero in grado di analizzarla prima di chiunque altro o prima che chiunque lo sapesse.

– Luis Elizondo, ex-ufficiale del Dipartimento della Difesa, direttore programma AATIP (D.I.A.)

L’architettura del silenzio, come il segreto divenne legge

Il materiale e i resti biologici non rimasero in New Mexico. Jay Stratton chiarisce che il carico fu trasferito a Wright Field (oggi Wright-Patterson Air Force Base), all’epoca l’unico centro d’eccellenza capace di analizzare tecnologie così avanzate.

Tuttavia, il vero “capolavoro” del segreto fu legislativo. Come sottolinea Luis Elizondo, la firma del National Security Act (1947) e del successivo CIA Act (1949) fornì lo scudo legale perfetto:

La creazione dell’Aeronautica e della CIA permise di centralizzare il controllo operativo sugli UAP.

Le leggi autorizzarono operazioni segrete al di fuori della normale supervisione parlamentare, permettendo al programma di sparire nei bilanci “neri” dello Stato.

Non puoi dirlo ai tuoi amici senza dirlo ai tuoi nemici. È un elemento chiave in ogni decisione su cosa pubblicare o meno.

– Jay Stratton, intelligence della Marina, dirigente senior della D.I.A. in congedo, programma AATIP

Nel 1947, quando lo videro, capirono che era reale e si resero conto di non avere idea di cosa fosse, e di non poterne parlare perché il ruolo del Presidente degli Stati Uniti e quello dell’esercito è difendere gli Stati Uniti e proteggere i suoi cittadini. Se è qualcosa da cui non possono proteggersi, non si faranno mai avanti per raccontarlo. Non spaventeranno nessuno.

– Jim Semivan, alto funzionario della C.I.A. (1982-2007)

Non vogliono dire al pubblico americano della minaccia perché non possono fare nulla al riguardo.

– Dott. Eric Davis, astrofisico e consulente scientifico programmi UAP, per il governo e industria della Difesa

Sembra scontato ma non lo è: la “minaccia” che rappresenterebbe l’attuale visita extraterrestre sulla Terra è da intendersi di tipo militare rispetto alla sovranità dello spazio aereo statunitense.
Come tutti i contattisti veri hanno sempre riferito, soprattutto Eugenio Siragusa ieri e Giorgio Bongiovanni oggi, la presenza extraterrestre sulla Terra è di carattere messianico ed è assolutamente positiva per l’umanità intera: sono coloro che i nostri antenati chiamavano “angeli”, cioè i messaggeri.

Fu solo un paio di mesi dopo Roswell, che il presidente Truman, firmò il National Security Act del 1947, che istituì sia l’Aeronautica che la Central Intelligence Agency. Quello fu il punto di partenza da cui sia la CIA che l’Aeronautica iniziarono a prendere il controllo operativo degli UAP, ma solo un paio di anni dopo, quando Truman firmò il Central Intelligence Agency Act, alla CIA fu permesso di condurre operazioni segrete al di fuori dei normali canali di supervisione. Essenzialmente, gestire le operazioni senza che nessuno lo sapesse.

Da Roswell in poi, la strategia da trattare con il pubblico e garantire la segretezza degli Stati Uniti fu quella di adottare la strategia di negare tutto, non ammettere nulla, fare contro-accuse, diffondere false narrazioni, intimidire e screditare i testimoni. 

L’Esercito sfata il disco volante di Roswell mentre il mondo si agita, negare, negare, negare… Creare uno stigma intorno a questo argomento per evitare qualsiasi tipo di rivelazione.

Essenzialmente: negare, negare, negare.

Creare uno stigma intorno a questo argomento per evitare qualsiasi tipo di rivelazione.

– Luis Elizondo, ex-ufficiale del Dipartimento della Difesa, direttore programma AATIP (D.I.A.)

L’ordine esecutivo 12333 vieta azioni volte a influenzare l’opinione pubblica, e i media, ma il Programma Legacy, di recupero lo ha ignorato. In realtà, influenzano l’opinione pubblica con una campagna di disinformazione attiva.

– Dott. Eric Davis, astrofisico e consulente scientifico programmi UAP, per il governo e industria della Difesa

La dottrina della negazione – paura e controllo

Perché mentire? La risposta dei funzionari è pragmatica e inquietante allo stesso tempo. Jim Semivan (CIA) e il dott. Eric Davis concordano: il governo si trovò di fronte a una tecnologia contro cui non poteva difendere i cittadini.

Se è qualcosa da cui non possono proteggersi, non si faranno mai avanti per raccontarlo. Non vogliono dire al pubblico della minaccia perché non possono fare nulla al riguardo.” 

Dott. Eric Davis, astrofisico e consulente scientifico programmi UAP, per il governo e industria della Difesa

Da notare come per i militari e gli uomini legati al governo americano, la presenza extraterrestre è vista come una assoluta minaccia. È come minimo da millenni che il nostro pianeta è visitato da loro e da sempre la loro presenza è stata così discreta che ad oggi ancora c’è chi non crede alla loro esistenza (la maggioranza della popolazione mondiale).

A questo senso di “impotenza militare” è seguita una una strategia di difesa interna del governo statunitense basata su:

  • stigmatizzazione dell’argomento, ridicolizzare i testimoni per evitare indagini serie;
  • una strategia attiva di disinformazione, il dott. Davis denuncia come il Programma Legacy abbia violato l’Ordine Esecutivo 12333, che vieterebbe di influenzare l’opinione pubblica nazionale, conducendo invece vere e proprie campagne di manipolazione mediatica.

Verso il cuore del mosaico

Le dichiarazioni di questi esperti non sono semplici opinioni, ma il resoconto di chi ha avuto accesso ai file “classificati” in possesso della Defense Intelligence Agency (DIA). 

L’incidente di Roswell non è stato un errore di comunicazione, ma l’evento che ha ridefinito il concetto di sicurezza nazionale, trasformando l’impossibilità di difesa in un segreto impenetrabile.

Ma se Roswell è il punto di partenza americano, la storia dei recuperi affonda le radici in eventi ancora più remoti e geograficamente distanti.

Una vera e propria manipolazione sistematica dell’opinione pubblica

Le dichiarazioni di Elizondo, Stratton e Davis non si contraddicono, ma si completano: Stratton descrive l’oggetto, Davis i corpi, Elizondo la struttura legale che li ha nascosti, questa è la continuità.

Il ruolo della base aerea di Wright-Patterson, si conferma come il centro nevralgico storico per l’ingegneria inversa.

Emerge un quadro in cui la segretezza non è servita solo a proteggere la tecnologia dai nemici stranieri, ma a proteggere lo Stato dall’ammissione della propria vulnerabilità, trattasi di una vera e propria manipolazione pubblica.

Simonetta Ercoli

4 maggio 2026

Bibliografia e fonti

Documentario “the Age of Disclosure” (2025), regia Dan Farah.

https://catalog.archives.gov/id/2788598

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