
Intervista a Mara Testasecca e Emmanuel Mouriño. Modera Miriam Andaloro.
Il 23 febbraio scorso, presso l’Associazione Del Cielo a la Tierra España, in collaborazione con “Manos para el Mundo”, si è svolto l’evento intitolato “In cammino con Giorgio Bongiovanni: Testimonianze vive dai luoghi della Missione”, uno spazio di riflessione e memoria dedicato alla vita e all’Opera di Giorgio Bongiovanni, stigmatizzato dal 1989, attivista e giornalista.
L’intervista è stata moderata da Miriam Andaloro e ha visto la partecipazione di Mara Testasecca, ospite d’eccezione la cui presenza ci ha profondamente onorati, e di Emmanuel Mouriño, presidente dell’Associazione in Spagna.
Entrambi, collaboratori e testimoni diretti del percorso spirituale e umanitario dello Stigmatizzato di Floridia, hanno condiviso la loro esperienza al suo fianco in diversi luoghi del mondo, offrendo una testimonianza intima, vissuta e ricca di significato.
Mara Testasecca: L’inizio di un cammino
Mara ha raccontato come, da giovane, trovò uno scopo nella ricerca di risposte profonde sulla vita e sulla spiritualità.
Il suo avvicinamento iniziò con Eugenio Siragusa in Sicilia, che la introdusse verso un universo più ampio, dove i contatti Extraterrestri e la reincarnazione non erano semplici idee, ma esperienze concrete narrate da Eugenio e vissute lungo il suo percorso personale.
Mara ha ricordato che, insieme a un gruppo di giovani con interessi simili, volle andare a conoscere personalmente Eugenio, che la arricchì profondamente per il suo carisma e per la chiarezza con cui rispondeva alle loro domande.
Fu lui ad aprirle un mondo di conoscenze sulla vita nell’Universo e sugli incontri extraterrestri (a partire dalle sue esperienze di contatto dal 1952) e ad ispirare tutto il gruppo a impegnarsi nello studio e diffusione di queste idee.
Durante quel primo viaggio, nel 1980, Mara conobbe Giorgio Bongiovanni, allora sedicenne, destinato a diventare mentore di quel gruppo nella diffusione di un Messaggio che avrebbe unito Spiritualità, attivismo e impegno sociale.
Giorgio, insieme ad altri giovani, fece da ponte diretto con Eugenio, guidando il gruppo nei primi passi di apprendimento e organizzazione.
Per Mara, la missione rappresenta totale dedizione, impegno verso la verità e servizio al prossimo. Il suo percorso include la partecipazione nella costituzione e avvio di diverse associazioni italiane come Funima International e “Giordano Bruno” (tra le altre), abbracciandone sia l’ambito culturale che quello umanitario.
Nel tempo, Mara condivise anche innumerevoli esperienze insieme a Emmanuel, accompagnando i viaggi e le attività di diffusione di Giorgio, consolidando così un impegno collettivo per la giustizia, la Spiritualità e la solidarietà internazionale.

Emmanuel Mouriño: Incontri che segnano il destino
Emmanuel conobbe Giorgio Bongiovanni nel 1976, a casa di Eugenio Siragusa, dove viveva a quell’epoca. Fu un incontro breve, di appena mezz’ora, ma fulminante e profondo, che segnò l’inizio di un’amicizia duratura.
Nel 1980 tornarono a incontrarsi: Emmanuel presentò a Giorgio la sua futura moglie, Charo, e condivisero un pomeriggio che rafforzò ulteriormente il loro legame, senza bisogno di dilungarsi con parole speciali.
Nel 1989, la Stigmatizzazione di Giorgio a Fátima suggellò un vincolo definitivo. Emmanuel comprese la portata dell’evento grazie a Eugenio e ad altri responsabili del Movimento, e si sentì chiamato a sostenerlo e a diffondere il Messaggio.
Nello stesso anno, Emmanuel conobbe Mara e altri giovani del gruppo di Sant’Elpidio a Mare, consolidando relazioni che avrebbero dato inizio a viaggi condivisi in Sudamerica e Africa, impegnandosi nella Missione di accompagnare Giorgio e portare speranza in diversi luoghi.

Viaggi ed esperienze: Sudamerica e Africa
Le testimonianze di Mara ed Emmanuel hanno messo in evidenza l’intensità dei viaggi al fianco di Giorgio Bongiovanni. Dal Sudamerica all’Africa, furono testimoni di miseria, ingiustizia e sofferenza, ma anche della capacità di Giorgio di trasmettere speranza e compassione.
In Camerun, per esempio, Giorgio accoglieva file di persone per ore, abbracciando bambini denutriti, benedicendo pane, acqua e altri alimenti, nonostante il dolore delle sue Stigmate. Si alzava all’alba per poter ricevere ogni persona con pazienza e dedizione.
La scena si ripeteva quotidianamente, malgrado le quotidiane sanguinazioni, diventando un esempio di dedizione totale, resilienza e vocazione che colpiva profondamente tutti i presenti.
Il contesto in cui si svolgevano questi incontri aggiungeva una dimensione straordinaria all’esperienza: l’Africa, con il suo caldo intenso, l’umidità e gli spostamenti difficili tra folle e luoghi al limite dell’indigenza, non impediva a Giorgio di mantenere il sorriso, la gioia e l’attenzione totale verso gli altri.
L’unico modo per trarre refrigerio, ha ricordato Emmanuel, era attraverso salviettine umidificate. Eppure Giorgio non smetteva mai di dare esempio di Amore e dedizione, dimostrando che la sua vocazione era pura e limpida fin dalla giovinezza.

(la capitale della Repubblica Democratica del Congo), conclusa con un abbraccio spirituale e fisico di liberazione.
Giorgio Bongiovanni come simbolo di Verità e Giustizia
In contesti difficili, come lo Zaire sotto Mobutu o in Paesi in conflitto, Giorgio divenne un simbolo di verità e libertà.
In un episodio memorabile, denunciò in diretta televisiva il dittatore, esponendosi a un rischio estremo, mentre Mara, Emmanuel e il team venivano scortati dai militari fino all’hotel.
Un altro episodio, in uno stadio, confermò il suo impegno per la giustizia, quando gridò “Libertà, libertà, libertà” davanti a folle numerose, creando una connessione profonda con la popolazione.
Mara ha ricordato anche aneddoti vissuti in Russia, Lituania ed Estonia, dove Giorgio sopportò freddo estremo, interruzioni del gas e situazioni di guerra, sanguinando dalle mani e dal costato, e continuando comunque la sua Opera e la dedizione verso persone, giornalisti e collaboratori.
La costanza e l’Ispirazione
L’impatto di questi viaggi fu duraturo: in Sudamerica, molte persone che conobbero Giorgio divennero amici e membri attivi delle sue associazioni; in Africa, nonostante le guerre civili e le difficoltà, i semi di amicizia e speranza che Giorgio piantò diedero frutto, lasciando ricordi indelebili di incontri umani, fede e impegno per la giustizia.
La costante di tutti i viaggi senza ombra di dubbio è stata la capacità di Giorgio di unire persone diverse, credenti e non credenti, creando reti di collaborazione e azione umanitaria.
Per Mara ed Emmanuel, poterlo accompagnare è stato un apprendimento continuo di impegno, coerenza e fede attiva.
Il suo esempio ha trasmesso loro che la Missione supera l’azione individuale: è uno slancio verso la verità e il servizio per il prossimo, un modello che ispira, trasforma ed espande la coscienza.
L’assenza di paura: fiducia e protezione
Alla domanda di Miriam se avessero mai provato paura o percepito pericolo durante i viaggi con Giorgio, la risposta di Mara ed Emmanuel è stata immediata e unanime: mai. Nemmeno nei momenti più rischiosi, come quando i militari fecero irruzione in televisione bloccando la trasmissione, ebbero timore.
Forse era l’incoscienza della giovinezza, ma anche una fiducia totale nelle forze superiori, in Dio o nel divino, che permetteva loro di agire con serenità.
Ciò che doveva essere fatto, si faceva, senza esitazione né preoccupazione.
Mara ha sottolineato che, come donna nel gruppo, si è sempre sentita particolarmente protetta dalla forza e figura di Giorgio; questa sensazione di sicurezza non riguardava solo lei, ma permeava tutto il team.
La sua salda presenza e la sua leadership, trasmetteva un profondo senso di protezione e sicurezza.
Questa assenza di paura dimostrava non solo coraggio, ma anche la straordinaria capacità di Giorgio Bongiovanni di creare un ambiente in cui il coraggio, la fede e l’azione giusta potevano fiorire anche di fronte ai pericoli più estremi.
La Comunione Cristica
La Comunione Cristica è stata il filo invisibile che attraversava tutti i viaggi di Emmanuel e Mara con Giorgio Bongiovanni, che agiva come catalizzatore di questa unione, canalizzando un messaggio che trascendeva l’individuo in sé per toccare le coscienze del politico, dello scienziato, del giovane studente, del ricercatore, dell’attivista, del giornalista.
La sua Missione è sempre stata quella di unire: unire i simili, unire i diversi, unire perfino coloro che avevano idee opposte, purché l’obiettivo finale fosse nobile e giusto.
La Comunione Cristica si manifesta nella trasparenza, nella chiarezza delle parole e delle azioni di Giorgio, nella sua totale dedizione agli altri e nella capacità di generare fiducia e cooperazione anche negli scenari più avversi.
Attraverso questo legame, la differenza non diventa divisione, ma forza; la diversità si trasforma in opportunità di collaborazione; il dolore, la miseria e l’ingiustizia sociale si convertono in impulso ad agire, servire e amare.
La Comunione Cristica non è un ideale lontano, non è utopia: si vive, si respira e si trasmette in ogni gesto della vita, in ogni incontro con chi cerca il cambiamento, lasciando un’eredità di unità, speranza e coscienza espansa.
Calice umano
Giorgio Bongiovanni si manifesta come un vero Calice umano, un contenitore vivente di dedizione e Amore che trascende il quotidiano e l’atteso.
Per Mara ed Emmanuel, la sua presenza non è solo quella di un amico: è un compagno che offre sostegno costante, generosità incondizionata e fedeltà assoluta. Il suo carattere straordinario si percepisce nel modo in cui vive e condivide la vita; in ogni gesto, parola o sguardo si rivela un impegno profondo verso la verità e il benessere degli altri, riflesso della sua coscienza elevata e della sua connessione con dimensioni superiori.
Ciò che lo distingue è la coerenza tra parola e azione: Giorgio non solo predica valori, ma li incarna in ogni decisione, anche la più piccola, trasformandoli in esperienze tangibili per chi gli sta accanto.
Questo Calice umano si riempie di sofferenza condivisa, gioia, speranza e forza, e le offre senza riserve agli altri, permettendo a chi si avvicina a lui di sentirsi sostenuto, compreso e accompagnato lungo il proprio cammino.
Giorgio non cerca riconoscimento né ricompense; la sua grandezza risiede nel dare, nel riflettere con la propria vita ciò che molti chiamano trascendenza, e nel far sentire che l’Amore, la fede e la dedizione possono essere vissuti appieno nella quotidianità.
Educare i giovani all’azione positiva
Educare i giovani non significa imporre credenze, ma offrire loro l’opportunità di scoprire da sé il valore dell’agire con responsabilità ed empatia.
I giovani devono avere spazi in cui partecipare a progetti sociali, ambientali o comunitari, sperimentare l’azione positiva e rafforzare la propria coscienza.
Come mostra l’esempio di Sonia Tabita, figlia di Giorgio Bongiovanni, del movimento artistico Our Voice, avvicinarsi a queste esperienze permette di apprendere valori come la solidarietà, la giustizia e il rispetto per la vita, promuovendo uno sviluppo personale ed etico fondato sull’azione e non sull’indottrinamento.
Il ruolo fondamentale delle famiglie
Mara ed Emmanuel hanno concordato sul fatto che le famiglie abbiano un ruolo essenziale nel guidare e accompagnare i giovani, non solo trasmettendo conoscenze, ma vivendo i valori che desiderano insegnare.
I genitori che agiscono con coerenza e impegno, mostrando con il proprio esempio l’importanza di contribuire al bene comune, ispirano i figli a sviluppare coscienza, empatia e responsabilità. Creare opportunità affinché i giovani partecipino ad azioni positive e si sentano ascoltati rafforza i legami familiari e permette a ciascun giovane di scoprire il proprio cammino verso una vita etica, solidale e consapevole.
A conclusione dell’intervista, a Mara è affiorata un’immagine che l’ha profondamente commossa: ricordare Gesù Cristo e le sue parole secondo cui “quando fate qualcosa a uno degli ultimi, è come se l’aveste fatto a Me”.
Riflettere sul Maestro, sul suo Amore incondizionato e sul suo insegnamento di superare il proprio ego ha emozionato tutti noi.
L’esempio di Giorgio Bongiovanni ci ispira ad agire con bontà, responsabilità e impegno verso gli altri.

Grazie infinite a Mara Testasecca per aver condiviso le sue esperienze con tanto Amore e sensibilità, ed a Emmanuel (per noi affettuosamente Manú) per la sua presenza costante e la sua testimonianza di vita.
Grazie anche a tutte le persone che ci accompagnano, ci leggono e ci seguono in questo cammino, e a coloro che continueranno a trovare in queste parole ispirazione per avvicinarsi all’azione positiva e a una vita consapevole.
Daria Gradella
5 Aprile 2026
Con Amore,



