
Sei giorni prima di Pasqua, Gesù entrò a Gerusalemme.
I fanciulli gli andarono incontro con i rami di palma nelle mani.
A gran voce acclamavano:
“Osanna nell’alto dei cieli! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”
“Osanna nell’alto dei cieli! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”
Alzate, o porte, i vostri archi, alzatevi soglie an;che, ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore degli Eserciti è il re della gloria!
Il Signore mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia portare una parola all’afflitto.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.
Annuncerò il tuo Nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli, gli dia gloria tutto il suo popolo!
Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò sé stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò sé stesso facendosi obbediente fino alla morte in croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.
Marco Marsili
28 marzo 2026



