La leggenda del misterioso UFO di Utsuro-Bune (nave-cava)
Pubblicato il 19 Marzo 2026
Pubblicato il 19 Marzo 2026
La leggenda del misterioso UFO di Utsuro-Bune (nave-cava)

Volgendo lo sguardo verso l’Oriente, precisamente al Giappone, possiamo imbatterci in una storia carica di fascino e veramente incredibile, che aprirà lo scenario a numerosi eventi misteriosi che si susseguirono progressivamente nella terra del Sol Levante. Più che di una storia, si tratta di molti racconti, che sono emersi da antichi manoscritti e che hanno come protagonista l’Utsuro-Bune, ovvero la “Nave Cava” del Giappone. 

Le testimonianze, trascritte già nei primi decenni del XIX secolo, parlano di una strana “Nave Cava” approdata nel 1803 presso la costa di Hitachi, in quella che oggi è chiamata la prefettura di Ibaraki. La misteriosa imbarcazione è stata descritta in almeno tre importanti testi del XIX secolo:

  • il Toen Shosetsu (Le storie del giardino dei conigli del 1825);
  • lo Hyoryuki-shu (Diari e storie di naufraghi del 1835);
  • l’Ume no chiri (Polvere di pesco del 1844).

Secondo i tre testi, il 22 febbraio 1803, un gruppo di pescatori della regione di Hitachi trovò una barca di circa 3,30 metri di altezza e 5,45 metri di larghezza, che galleggiava vicino alla riva. La sua forma ricordava quella di un ‘bruciatore di incenso Kōhako’. Venne anche descritta attraverso l’immagine di ‘due ciotole per il riso accoppiate’, per dare l’idea della struttura discoidale dell’oggetto. La cupola superiore della nave, si dice, fosse realizzata in palissandro, che le dava un particolare colore rossastro lucido, e quella inferiore di listoni di metallo bronzeo. Vi erano anche finestre di vetro rinforzate con barre di metallo, da cui si intravedevano gli interni. 

Si racconta che alcuni uomini si avvicinarono a tal punto da fare aprire la parte superiore della nave con un colpo di pressione, rilasciata da un loro tocco. Tra lo stupore generale, uscì una giovane donna sui 18-20 anni. I suoi capelli e le sue sopracciglia erano del ‘colore delle albicocche bruciate’ (rosse), la sua pelle era ‘bianca come petali di sakura’ ed indossava un abito lungo, elaborato, di un tessuto sconosciuto. I pescatori, impressionati dal suo aspetto inconsueto, cercarono di comunicare con lei, ma la ragazza parlava una lingua straniera incomprensibile. Nelle mani, teneva una scatola bianca, di circa 23 centimetri, che non permise a nessuno di toccare. 

Qualche pescatore cominciò a sbirciare all’interno della nave, attraverso le finestre di vetro, e vide che era tutta decorata con testi scritti in una lingua strana e sconosciuta. Vi erano contenute alcune provviste, tra cui due tappeti eleganti come letto di fortuna, una brocca d’acqua, un braciere, un piatto di terracotta decorativo, una tazza da tè, alcune torte e porzioni di carne. 

A questo punto la donna cominciò a dare segni di fastidio per l’invadenza, continuando a stringere gelosamente la sua scatola. Così il capo dei pescatori si scusò per il comportamento dei suoi uomini e, inchinandosi verso la ragazza, ordinò a tutti di andarsene da quel luogo.  

Al ritorno ai loro villaggi, la storia si diffuse rapidamente. Chi era questa donna misteriosa e cosa voleva da loro?  Nessuno sapeva cosa fare con la strana ragazza. Un abitante del villaggio ipotizzò che la donna potesse essere una principessa straniera, magari esiliata per un grave motivo, come l’adulterio. Nella scatola poteva nascondere anche la testa dell’amante giustiziato. Si fecero molte ipotesi, e la domanda più assidua riguardava l’inconsueto viaggio solitario di una donna che, chissà da dove e perché, era giunta presso le loro coste.  

Da qui in poi cominciò a serpeggiare l’idea che si trattasse di una storia inventata dai pescatori. Il folklore giapponese d’altronde è disseminato di strane creature marine: l’Amabie profeta di pandemie (un pesce simile a un uccello a tre zampe), il bake-kujira (balena fantasma) che porta maledizioni o il famoso kappa (yokai acquatico che ama i cetrioli). Questa strana signora, che emergeva da una misteriosa nave cava, non era semplicemente un’altra creatura di fantasia? O forse, era una visitatrice che veniva da mondi lontani?

Gli abitanti del villaggio, intanto, temettero che, se si trattasse davvero di una principessa esiliata, sarebbero stati costretti a spendere una grossa somma di denaro per indagare su di lei. Decisero che la soluzione migliore fosse riportarla in mare e abbandonarla al suo destino. La strana donna fu costretta a risalire sulla sua barca e spinta di nuovo in mare.

Principessa aliena o principessa russa?

Il racconto dell’Utsuro-bune (“vascello vuoto”) è piuttosto conosciuto in Giappone ed è, da tempo, oggetto di dibattito sul suo significato e la sua origine. Già nel XIX secolo, alcuni studiosi si interrogarono su ciò che potesse essere realmente accaduto su quella remota spiaggia della provincia di Hitachi. Ma soprattutto: si trattò di un fatto realmente accaduto, o fu solo un racconto folkloristico frutto di fantasia? Nei decenni successivi al 1803, la storia, con alcune variazioni, venne ripresa da antropologi, storici e ufologi in diversi testi letterari. Il manoscritto originale purtroppo è andato perduto, rendendo impossibile stabilire se alcuni elementi siano stati alterati nel tempo.

Tra le ipotesi, la più estrema, e forse la più affascinante, interpreta l’episodio come un caso di incontro ravvicinato con un’entità extraterrestre in visita sulla Terra. I disegni dell’imbarcazione misteriosa, infatti, metterebbero in evidenza una sorprendente somiglianza con i moderni “dischi volanti”. Confrontando, anche, la testimonianza delle iscrizioni trovate nelle pareti interne della navicella, queste coinciderebbero con le descrizioni degli interni di dischi volanti moderni, trovati negli anni ’40 negli USA.

Quanto alla misteriosa ragazza, la descrizione sembra indicare chiaramente un’origine occidentale: secondo alcune ipotesi del XIX secolo, potrebbe essere stata addirittura una principessa russa. I pescatori la definirono con il termine “banjo”, che si potrebbe tradurre come “donna barbara”: un termine con cui, al tempo, i giapponesi indicavano genericamente gli occidentali. Pur essendo strano per l’epoca che una donna navigasse da sola, non è totalmente impossibile.

La storia dell’Utsuro-Bune è divenuta, nei secoli, uno dei primi resoconti mondiali su un possibile contatto con Esseri provenienti da altri mondi. Uno dei maggiori studiosi di questa teoria è il Professor Emerito Tanaka Kazuo, dell’Università di Gifu. Nato nel 1947, specializzato in ingegneria ottica dell’informazione, è anche ricercatore di spicco sulle leggende degli Utsuro-Bune (navi vuote). Ha pubblicato Edo utsurobune misuterī nel 2009 con uno pseudonimo, tradotto e pubblicato in inglese nel 2019 con il titolo ” The Mystery of Utsuro-bune”.

Tanaka racconta di aver iniziato a studiare questa leggenda della “nave cava” dopo i mortali attacchi con gas sarin nella metropolitana del 1995, commessi dalla setta Aum Shinrikyō. “Si parlava molto delle profezie del fondatore di Aum, Asahara Shōkō, e delle sue affermazioni sulla capacità di fluttuare nell’aria. Eppure i membri più anziani della setta facevano parte dell’élite scientifica. Ho iniziato a tenere lezioni sui fenomeni paranormali da una prospettiva scientifica, il che significava che raccoglievo ogni tipo di materiale didattico, come quello sugli UFO negli Stati Uniti e sul folklore giapponese. Nel frattempo, mi sono imbattuto nella leggenda dell’Utsuro-Bune “. Aggiunge: “Molto prima delle storie americane sugli UFO, il velivolo raffigurato nei documenti giapponesi del periodo Edo per qualche motivo assomigliava a un disco volante. Questo mi affascinava“.

Ci sono innumerevoli misteri legati alla “nave cava”, come il significato della scrittura incisa al suo interno. Tanaka afferma che una teoria sostiene che assomigli alle lettere pseudo-romane a volte visibili sul bordo delle stampe ukiyo-e .”Quindi potrebbe essere semplicemente decorativa. Anche se non è impossibile scoprire prove che si tratti di una scrittura aliena!” Detto questo, ride. “È probabile che ci saranno ulteriori scoperte di materiali attualmente sconosciuti relativi all’ Utsuro-bune e nuove rivelazioni. Questa leggenda è così affascinante perché è possibile elaborare così tante teorie diverse. Avere una storia come questa in Giappone, risalente a 140 anni prima degli avvistamenti UFO americani, che stimola l’immaginazione a questo livello mi ricorda quanto profonda e affascinante possa essere la cultura giapponese

Una mostra sull’Utsuro-Bune

Nel 2023 il Joyo Historical Materials Museum nella città di Joyo, ha ospitato una mostra intitolata “Fushigi World Utsuro-bune” (Il misterioso mondo degli Utsuro-bune), esponendo circa 10 oggetti, tra cui documenti recentemente scoperti.

Alcuni dei materiali storici relativi alla vicenda sono stati scoperti solo di recente. Negli ultimi dieci anni, è stato soprattutto il Professor Emerito Kazuo Tanaka a condurre la maggior parte delle  ricerche sull’Utsuro-bune. Nel 2010 e nel 2012 ha studiato i documenti sugli Utsuro-bune rinvenuti in residenze private a Mito e Hitachi, nella prefettura di Ibaraki, il luogo esatto in cui l’imbarcazione è approdata.

La mostra ha permesso di  fare un viaggio virtuale, attraverso secoli ed i numerosi documenti storici, su questa leggenda, che è divenuta una Storia ed una Ricerca, di quelli che possiamo chiamare gli “avvistamenti di oggetti volanti e misteriosi in Giappone”.

Ciò che rende affascinante l’argomento Utsuro-Bune è che, ad oggi, non esiste una conclusione definitiva.  Si accavallano e sovrappongono teorie diverse, ma non del tutto scollegate. L’Utsuro-bune rimane un affascinante enigma che stimola l’immaginazione, mescolando possibili elementi di verità storica, folklore e scienza.

Ai giorni nostri, l’Utsuro-Bune è divenuto il simbolo dell’esplorazione verso nuove frontiere, dell’incontro, del contatto con altri mondi e realtà, della prossimità al diverso, una dimensione a cui il Giappone aspira e, allo stesso tempo, teme. Auguriamo al Paese Nipponico e a tutti i popoli del Mondo di continuare ad investigare su tutti i misteriosi incontri che, sempre più frequentemente si palesano su questi cieli , sui mari e sulla terra. Si possa tutti trovare la possibilità di comunicare, nonostante le differenze, e non ripetere il comportamento dei pescatori, che respinsero e lasciarono al suo destino la giovane Principessa dai capelli rossi. 

Con amore,

Simona Arrighi

19 marzo 2026

Bibliografia e fonti


https://yokai.com/utsurobune/?srsltid=AfmBOorl4sgbgQjQyUPLWylMGtKFx0orynI9nUdBU73Y07f17rcwv5Aj

https://www.asahi.com/ajw/articles/14847329

https://www.tuttogiappone.eu/utsurobune-un-racconto-misterioso/

https://www.sempredirebanzai.it/la-leggenda-del-misterioso-ufo-di-utsuro-bune-arrivato-in-giappone-nel-1803/

https://www.nippon.com/en/japan-topics/g00879/


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