Nell’incarnazione le chiavi della nostra felicità
Pubblicato il 24 Febbraio 2026
Pubblicato il 24 Febbraio 2026
Nell’incarnazione le chiavi della nostra felicità
Olio su tela di Elizabeth Wang (2000). (Crediti: Elizabeth Wang).

Domanda

Ciao, si può sapere dove andremo al nostro trapasso? Penso che sia un interrogativo di molti.
Ti ringrazio e buona continuazione.
Cordiali saluti
Leo

Risposta

Ciao Leo, grazie per averci scritto.

A guidare l’evoluzione degli esseri umani della terza dimensione è la legge della reincarnazione, o legge del flusso e riflusso, che dipende dalla legge di causa ed effetto. In particolare, nei mondi di sofferenza come il nostro, vige il principio della dualità per cui accade che, per acquisire la consapevolezza del bene, si debba sperimentare il male.

La conseguenza di tutto ciò è una dipendenza alle leggi del karma fino a che non avremo acquisito un’evoluzione tale che non sarà più necessario fare esperienze attraverso il nostro libero arbitrio, in quanto l’uomo sarà finalmente cosciente della sua eternità spirituale ed in sintonia con la coscienza universale.

“Chi crede in me, non morirà mai” – le sacre parole di Cristo intendevano proprio questa condizione.

Il fatto è che dopo la morte fisica, la quale rappresenta solamente un passaggio verso uno stato frequenziale differente, noi non abbiamo più un sesso e più un’età, non essendo più prigionieri della materia e vivendo invece la nostra realtà spirituale. E non siamo nemmeno più soggetti alla dimensione temporale. Siamo degli spiriti disincarnati che devono prendere coscienza di ciò che hanno vissuto nell’ultima incarnazione e che devono decidere la loro successiva incarnazione. Ovviamente non siamo liberi di fare quello che vogliamo, perché siamo sotto la guida e la tutela di esseri superiori con il compito di aiutarci ad evolvere. 

In questo luogo, cosiddetto aldilà, dovremo salvo eccezioni vivere un periodo di “purgatorio”, cioè prendere consapevolezza degli errori che abbiamo commesso, vivere e registrare quelle emozioni dentro di noi, così da essere coscienti dei propri “peccati” e da non commetterli più in futuro. Dopo questa condizione saremo indirizzati verso una nuova esperienza nella materia scelta in base a quello che è meglio per noi e per la nostra ascesa evolutiva.

Quello che la scienza cosmica extraterrestre ci insegna, e in primis il vangelo, è di vivere il momento del trapasso in maniera sacra. Intendo dire che dobbiamo prendere coscienza che siamo spiriti eterni nati dalla scintilla divina, siamo immortali. La morte non esiste! Esiste soltanto un cambiamento di stato necessario per il nostro divenire e per il divenire di tutto ciò che ci circonda, dal micro al macro. 

E bisogna essere consapevoli dell’importanza di come viviamo l’incarnazione, perché è proprio lì che mettiamo o togliamo i mattoncini della nostra evoluzione. Tutto è governato  dalla legge di causa ed effetto che è la legge dell’universo: se noi viviamo in sintonia con essa, rappresentata al meglio dai comandamenti e dagli insegnamenti del Vangelo, porremo le basi per un’evoluzione più rapida e felice. Al contrario, se saremo in distonia con essa, la nostra ascesa evolutiva sarà lenta e piena di sofferenza. Quindi, in pratica, è nelle azioni concrete e quotidiane che si decide la nostra evoluzione. Nella scelta del modo di vivere la nostra incarnazione risiedono le chiavi della nostra felicità.

Un caro saluto,

Luigi Benedetti

2 febbraio 2026


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