
Nella puntata del 2 febbraio 2026, il programma Pulsar su Telecittà, condotto da Daniela Gregnanin, ha ospitato Marco Marsili per approfondire il tema “Extraterrestri: i segreti dei governi“.
In base ai temi ricorrenti trattati da Marco in questa trasmissione, i punti focali della discussione hanno riguardato principalmente La Disclosure (Rivelazione), il passaggio da una fase di negazione a una di “rivelazione controllata” da parte dei governi e Il Messaggio Etico, sottolineando spesso che gli extraterrestri non interverranno apertamente finché l’umanità non avrà compiuto un salto di consapevolezza etica e spirituale. In parole semplici, il messaggio è che la “visita” ufficiale non avverrà finché gli esseri umani non avranno abbandonatola violenza e le guerre come mezzo di risoluzione dei conflitti e finché non avranno smesso di essere una minaccia per se stessi e per l’equilibrio del pianeta (spesso con riferimento al pericolo nucleare).
L’idea di fondo è che gli alieni non sono “salvatori” che risolveranno i nostri problemi dall’alto, ma osservatori in attesa che la nostra specie diventi abbastanza matura e pacifica da poter essere accolta in una comunità cosmica più ampia senza causare danni.
Dalle storie di fantascienza alla verità dello Stato
Da diversi decenni, il tema degli UFO (Unidentified Flying Object in italiano Oggetto Volante non Identificato), oggi definiti UAP (Unidentified Anomalous Phenomena in italiano Fenomeni anomali non Identificati) è stato confinato ai margini del dibattito pubblico, trattato come folklore o, peggio, come sintomo di instabilità mentale. Tuttavia, l’uscita del documentario “The Age of Disclosure” (novembre 2025) ha segnato un punto di non ritorno, agendo come un detonatore informativo che ha definitivamente scoperchiato il cosiddetto “Vaso di Pandora”.
La fine del ridicolo
Il dato più dirompente emerso dalle recenti dichiarazioni riportate da Marco nell’intervista, è la metamorfosi delle fonti. Non sono più “testimoni oculari isolati” a parlare, ma l’ossatura stessa delle istituzioni come: Vertici Militari, ex ufficiali dell’intelligence che confermano il monitoraggio di velivoli dalle prestazioni fisiche impossibili per le tecnologie umane. Comunità Scientifica, accademici che ora ammettono l’interazione tra civiltà diverse come un’ipotesi di lavoro necessaria. Apparati Governativi, gli stessi enti che per settant’anni hanno eseguito una sistematica opera di derisione, oggi ammettono: “È tutto vero”.
Un nuovo modo di comunicare tra i servizi segreti e i cittadini
Siamo di fronte a un cambiamento storico nel modo in cui l’esercito e i servizi segreti americani parlano con la gente. Hanno deciso di cambiare strategia: non nascondono più le informazioni, ma hanno iniziato a raccontare ufficialmente quello che sanno, creando un filo diretto con il pubblico che prima non esisteva.
Le parole del Dott Hal Puthoff, citate da Marco durante la trasmissione, non sono semplici opinioni personali, ma rappresentano il nucleo di un’indagine strutturata che ha coinvolto la DIA (Defense Intelligence Agency). Dove egli, non è un testimone qualunque, ma un fisico che ha diretto programmi di ricerca per la CIA e la DIA (come il celebre programma Advanced Aerospace Threat Identification Program – AATP).
Il fatto che queste dichiarazioni siano state raccolte in modo sistematico per il documentario “The Age of Disclosure”, cambia totalmente il peso dell’informazione.
La consapevolezza del messaggio
I testimoni di queste fonti hanno scelto deliberatamente di esporsi.
Non si tratta di fughe di notizie (leaks) involontarie, ma di una deposizione pubblica coordinata. Quando un uomo con il background di Puthoff dichiara che “altre intelligenze interagiscono con la popolazione umana”,lo fa con consapevolezza.
Il punto più dirompente del discorso di Puthoff non riguarda solo i “mezzi avanzati” (i velivoli), ma l’interazione con la popolazione.
“Ci sono altre intelligenze… che interagiscono con la popolazione umana.”
Questa frase sposta il dibattito da un piano puramente fisico-militare ad uno sociologico ed etico. Non è un fenomeno lontano, ma riguarda tutti noi. Ammettere che c’è un’interazione significa riconoscere che gli extraterrestri non sono qualcosa di distante o che riguarda solo i piloti militari. Al contrario, la loro presenza è ovunque e fa parte della vita di tutti i giorni di ogni essere umano.
Il prossimo passo della disclosure
Abituarsi alla realtà un po’ alla volta. Questo documentario dimostra che i governi stanno cercando di evitare il panico. Invece di dare una notizia bomba all’improvviso, che spaventerebbe tutti, usano esperti molto importanti (come scienziati e dirigenti dell’intelligence) per preparare la gente un passo alla volta. L’obiettivo è farci abituare gradualmente a una verità che ormai è diventata ovvia e chiarissima.
Questa “indagine trasformata in documentario” suggerisce che i governi stiano cercando di prevenire il caos.
Infatti, invece di un annuncio improvviso che causerebbe il panico, usano figure autorevoli come Puthoff per abituare gradualmente la massa a una verità che Marco Marsili definisce “lapalissiana”.
Se analizziamo le dichiarazioni del Colonnello Karl Nell, di Christopher Mellon e del Dottor Garry Nolan e i loro profili, ci rendiamo conto che siamo di fronte a un’operazione di verità coordinata:
Il Colonnello Karl Nell: Parlando di un’interazione: “l’intelligenza non umana esiste, ha interagito con l’umanità e lo sta facendo su questo pianeta da molto tempo”, demolisce l’idea che il contatto sia un evento futuro. È un evento storico e continuativo.
Christopher Mellon, con il suo perentorio “Sono qui, è tutto reale, sta succedendo e sta succedendo ora“, l’ex Sottosegretario alla Difesa per l’Intelligence, punta alla semplicità. Non c’è spazio per interpretazioni: la presenza è fisica, attuale e pervasiva.
Dott. Garry Nolan (Stanford), in qualità di scienziato e consulente CIA, sposta il piano sulla gerarchia evolutiva, affermando che “Non siamo l’unica forma di vita intelligente nell’universo. C’è qualcosa qui con noi sul pianeta che è intelligente e più intelligente di noi“.
Il documentario “The Age of Disclosure” rappresenta il momento in cui le autorità hanno smesso di nascondere la verità. Quando Christopher Mellon afferma: “sono giunto alla conclusione che non solo non siamo soli nell’universo, ma siamo stati scoperti da un’intelligenza proveniente da un’altra parte dell’universo“, cambia completamente il nostro punto di vista; non siamo più noi a cercare tracce di vita in un universo vuoto e silenzioso, ma siamo noi a essere osservati da migliaia di anni. In pratica, non siamo i cacciatori, ma gli “ospiti” di qualcuno che ci conosce da molto tempo.
Un messaggio chiaro: la verità diventa ufficiale
Quello che sta accadendo, evidenzia Marco Marsili, non è più una serie di notizie isolate o casuali, siamo di fronte a una rivelazione organizzata, pensata per far capire a tutti gli abitanti del pianeta cosa sta succedendo davvero.
Non si parla più di “oggetti misteriosi” che forse esistono, ma di un’interazione sicura e accertata. In pratica, i capi dell’esercito e i più grandi scienziati stanno dicendo chiaramente che non ci sono più dubbi: il contatto è reale e non si può più negare.
Tuttavia, come sottolineato con acume critico, questa rivelazione, pur essendo vasta, non è ancora totale.
Oltre la tecnologia: una nuova idea di vita
Infatti la presenza degli extraterrestri ci obbliga a cambiare il modo in cui pensiamo all’anima e al legame che ci unisce all’universo. Non dobbiamo immaginarli semplicemente come “altri piloti” alla guida di macchine sofisticate, ma di una gerarchia di intelligenze che abitano dimensioni che noi, solo ora, iniziamo a percepire come “realtà sottili”.
Una verità che va oltre la tecnologia
Sebbene le recenti ammissioni governative segnino un punto di svolta storico, esse non costituiscono ancora una rivelazione totale.
Anche se oggi i governi ammettono che gli extraterrestri esistono, questa rivelazione rimane incompleta. La realtà di questi esseri non riguarda solo la materia fisica, ma coinvolge anche quelli che noi chiamiamo aspetti spirituali o energetici.
Per capire davvero chi sono, dobbiamo superare l’idea che siano solo “piloti su mezzi avanzati”. Essi appartengono a una realtà molto più vasta, dove scienza e spirito sono la stessa cosa. Finché le istituzioni parleranno solo di metallo e radar, ignorando la parte invisibile e profonda di questo contatto, la nostra comprensione rimarrà ferma a metà. La vera rivelazione è totale: riguarda sia il corpo che l’anima, sia la Terra che l’intero Universo.
Una divulgazione autenticamente integrale non può prescindere dalla dimensione trascendentale; quegli aspetti che la nostra civiltà definisce “spirituali” sono, in verità, componenti intrinseche di una realtà cosmica che unifica lo spirito alla materia. Finché il discorso istituzionale rimarrà ancorato esclusivamente all’evidenza fisica, ignorando la natura inter-dimensionale e spirituale di tali intelligenze, la comprensione umana resterà parziale, ferma alla soglia di una verità che è, per sua natura, universale e assoluta.
Il paradosso della verità: un segreto svelato a metà
Marco necessariamente ribadisce che il documentario The Age of Disclosure ha finalmente squarciato il velo, portando prove schiaccianti: gli extraterrestri sono qui, ci osservano da sempre, monitorano le nostre basi nucleari e interagiscono con noi. È una rivelazione storica, eppure c’è un grosso problema di fondo.
La critica che arriva dalle stesse fonti extraterrestri (attraverso il mondo dei contattisti) è molto chiara: “L’iniziativa è ottima, ma il modo in cui la state gestendo è sbagliato”. Il messaggio è semplice: ”Perché queste assolute verità non vengono diffuse ovunque, a reti unificate e gratuitamente?”. È infatti paradossale che dichiarazioni così importanti — che cambiano la nostra idea di vita e di universo — vengano trasmesse su canali a pagamento o restino confinate a una cerchia ristretta di spettatori. Se è tutto vero, e se i governi hanno finalmente deciso di ammetterlo, questo documentario dovrebbe essere trasmesso a reti unificate, gratuitamente e in tutto il mondo. Nascondere una verità così grande dietro ad un abbonamento o non pubblicizzarla al massimo, significa, di fatto, continuare a limitare la libertà e la consapevolezza delle persone.
Comunque è un inizio e anche un punto di svolta, un giro di boa importante!

Non solo navicelle, ma anche resti biologici
Viene sottolineato da Marco che David Grusch, un importante funzionario dell’intelligence, ha fatto una dichiarazione scioccante: ”Il governo non ha soltanto recuperato e studiato i dischi volanti, ma è in possesso anche di materiale biologico”. In parole povere, questo significa che sono stati ritrovati i corpi (o resti organici) degli esseri che guidavano quei mezzi. Non abbiamo solo la loro tecnologia, ma le prove fisiche che si tratta di creature non umane. Questo è stato dichiarato e verbalizzato al Senato degli Stati Uniti d’America!
La verità nell’epoca della distrazione
Fondamentale la riflessione fatta da Marco Marsili: se una notizia così enorme fosse uscita negli anni ’70 o ’80, avrebbe fatto il giro del mondo in un istante, scuotendo profondamente l’intera umanità, “perché in quegli anni le persone erano molto più attente e sensibili a questi temi”.
Oggi, invece, la massa è distratta. Se leggiamo una notizia sugli extraterrestri mentre navighiamo sui social, spesso la ignoriamo. Continuiamo a fare scrolling e subito dopo troviamo il video di una ballerina, una notizia sulla partita di calcio o i numeri del Superenalotto. La verità più importante della storia, finisce mescolata al tempo perso.
Invece una rivelazione del genere non dovrebbe passare inosservata, ma dovrebbe “mandare in tilt” ogni smartphone, televisore e computer del pianeta e l’unico modo giusto per comunicare che “non siamo soli” sarebbe proiettare il messaggio in tutte le lingue, a reti unificate, su ogni schermo della Terra e per un anno intero. Solo così l’umanità potrebbe davvero fermarsi e capire che tutto è cambiato.
Chi comanda nei nostri cieli?
Un altro punto che ribalta l’idea della nostra superiorità militare è che le intelligenze extraterrestri che ci visitano agiscono in totale libertà.
Queste intelligenze entrano nel nostro spazio aereo senza chiedere permessi e senza che nessuno possa fermarle o abbatterle. In pratica, “fanno il bello e il cattivo tempo”.
Quando sentiamo che il governo ha recuperato un disco volante caduto, non è merito della nostra bravura. Marco Marsili sottolinea che sono loro che decidono di lasciar cadere appositamente alcuni mezzi (con estrema sintesi, togliendo il campo energetico di protezione dell’astronave). Lo fanno per due motivi: darci una prova concreta della loro esistenza e permetterci di studiare la loro tecnologia (quella che viene chiamata retro-ingegneria), aiutandoci a capire come funzionano i loro mezzi.
Dovendo sintetizzare, è opportuno aggiungere che:
La conclusione è netta: “non è un’ipotesi per il futuro. È tutto vero, sta accadendo qui e sta accadendo ora”.
Il controllo totale sul nucleare: loro c’erano già
Fin dai tempi del Progetto Manhattan (quando l’uomo stava ancora imparando a creare la bomba atomica), gli extraterrestri erano già presenti. Non osservavano solo le esplosioni, monitorando l’intera catena del nucleare, erano presenti ovunque, sopra i laboratori scientifici, i magazzini di stoccaggio e persino dove venivano smaltite le scorie, in tutti gli Stati Uniti. I militari americani cercavano di intercettarli con i loro aerei da caccia, ma non potevano fare nulla.
“Questi oggetti volanti hanno prestazioni impossibili per noi, restano fermi e un attimo dopo scattano da zero a 100.000 km/h in un istante.”
In breve: fin dal primo momento in cui l’uomo ha toccato l’energia nucleare, queste intelligenze hanno iniziato a sorvegliare ogni nostra mossa, dimostrando la loro superiorità tecnologica assoluta a cui l’esercito non ha mai potuto opporsi.
La verità extraterrestre deve entrare nelle università
Chi conosce queste informazioni ha il dovere di divulgarle, specialmente nei luoghi dove si formano i futuri leader, come le facoltà di Scienze Politiche. Questo è fondamentale, perché negli ultimi 150 anni, questa verità ha influenzato le decisioni a livello geopolitico internazionale. Loro monitorano e intervengono per frenare le follie belliche dell’umanità.
Il mistero degli strani avvistamenti di cui parlano i telegiornali non sono semplici droni. Si tratta di astronavi grandi come autobus che bloccano aeroporti e basi militari. Se fossero droni nemici (terrestri), verrebbero distrutti subito. Non vengono abbattuti perché è impossibile farlo. I militari ormai lo sanno e spesso non provano nemmeno più ad alzarsi in volo.
In sintesi: la presenza extraterrestre non è solo un tema per appassionati, ma la forza invisibile che ha guidato la geopolitica mondiale fino ad oggi.
Sfera di Buga
Viene ricordata da Marco Marsili la “Sfera di Buga”, la quale rappresenta un punto di svolta fondamentale nella divulgazione: per la prima volta, un autentico oggetto extraterrestre non finisce nelle mani dei militari o chiusa in qualche base segreta, ma viene messa a disposizione delle persone comuni.
Non è il governo a possederla, ma il popolo e non si tratta più solo di racconti o video sfocati, ma di un oggetto fisico che possiamo osservare e studiare. È come se queste intelligenze avessero scelto di scavalcare le autorità per consegnare una prova concreta della loro esistenza direttamente nelle mani dell’umanità.
La gente ha voglia e ha bisogno di cose concrete. Ecco, oggi abbiamo la possibilità di accedere a informazioni che hanno una concretezza che fino ad ora non avevano.
Il messaggio che arriva dalle intelligenze superiori è un avvertimento severo: ci trattano come bambini che giocano con il fuoco (la guerra nucleare), ignorando i rischi enormi che corriamo.
I punti chiave come proteggere Gaia perché per gli extraterrestri, il singolo essere umano conta poco; ciò che conta davvero è la Terra (Gaia).
L’Universo come un corpo solo, il nostro pianeta è visto come una piccola cellula di un unico, immenso corpo universale. Evitare il contagio: Se la “cellula” Terra si ammala o viene distrutta, il danno si riflette su tutto l’Universo. Loro intervengono per impedire che le nostre guerre rovinino un equilibrio cosmico molto più grande di noi.
Il segreto difeso dal dogma: perché ci hanno nascosto la verità
La rivelazione non è avvenuta prima per un motivo incredibile: i vertici del potere hanno avuto paura.
Potere assoluto sul nucleare, alti funzionari della Difesa confermano che gli UFO hanno attivato e disattivato testate nucleari sia in USA che in Russia, dimostrando di poter neutralizzare le nostre armi in ogni momento.
Il blocco religioso al Pentagono, molti leader militari (come riferito da Luis Elizondo e Jay Stratton) sono fanatici religiosi. Per anni hanno bloccato le ricerche insinuando che gli extraterrestri fossero “demoni” o opera di Satana, rifiutandosi di studiarli.
Lo shock di Roswell (1947). Trovarsi di fronte a esseri vivi che comunicano con la telepatia ha mandato in panico i potenti dell’epoca, i quali, non avendo la cultura adatta per capire, hanno scelto il silenzio totale. Questo in difesa del potere, perchéammettere la presenza aliena significherebbe far crollare tutto il sistema terrestre, i governi perderebbero autorità, le banche il controllo e le religioni la loro centralità.
Oggi però il paradigma sta cambiando: non siamo soli nell’Universo, e non lo siamo mai stati nemmeno sulla Terra.
Una civiltà che ha risolto tutto
Siamo visitati da esseri che hanno superato ogni nostro limite. Per loro concetti come fame, sete, malattie o mancanza di energia non esistono più; viaggiano distorcendo lo spazio-tempo e vivono in un benessere totale.
Il punto più incredibile però è un altro, mentre noi ci dividiamo tra fede e scienza, loro hanno studiato Dio, l’anima e l’aldilà come se fossero leggi della fisica, hanno quindi studiato la Scienza dello Spirito.
Oltre la religione, sanno scientificamente cosa succede prima di nascere e dopo la morte. Non hanno “fede”, ma conoscenza.
Questa realtà travolge tutto ciò che crediamo di sapere: se accettassimo la loro presenza, crollerebbe ogni nostra certezza politica, economica e religiosa, perché scopriremmo di essere ancora “all’asilo” della conoscenza universale.
Le due strade per il contatto
Il contatto ufficiale con gli extraterrestri può avvenire in due modi spiega Marco Marsili:
La via drammatica (il Reset. Se l’umanità dovesse scatenare una guerra nucleare, loro interverrebbero per salvare il pianeta. In questo caso, agirebbero come “anticorpi” che eliminano un virus (l’umanità violenta) per proteggere la cellula (la Terra).
La via pacifica (la Massa Critica). Se almeno il 51% della popolazione di un paese chiedesse sinceramente il contatto, loro atterrerebbero pubblicamente, offrendo protezione e aiuto per iniziare una nuova era.
Cosa offrono e cosa chiedono? Se decidessimo di accoglierli, gli extraterrestri ci offrirebbero tecnologie che sembrano miracoli, ma a una condizione precisa: cambiare totalmente il nostro stile di vita.
Il paradosso dell’egoismo umano
Il vero ostacolo al contatto non sono gli alieni, ma la nostra mentalità. Molte persone, messe davanti alla scelta tra vivere 1300 anni in salute o tenere la propria automobile e la propria casa privata, sceglierebbero i beni materiali.
L’umanità è pronta a rinunciare al “mio” per il “nostro” in cambio di un paradiso terrestre? Marco Marsili solleva questo dubbio, sperando in un risveglio della coscienza che ci permetta di preferire il bene comune e l’evoluzione spirituale al possesso di oggetti.
Simonetta Ercoli
8 febbraio 2026



