In soli 3 giorni è nata una macchia solare “gigantesca”
Pubblicato il 5 Febbraio 2026
Pubblicato il 5 Febbraio 2026
In soli 3 giorni è nata una macchia solare "gigantesca"
Qui una breve descrizione dell’immagine, scritta dall’astronomo amatoriale Sylvain Weiller, colui che ha scattato questa fotografia: “Il più potente brillamento solare (X4.2 del 04/02/2026) che abbia mai avuto la fortuna di catturare in tutta la mia vita come astronomo dilettante! Questa mattina, nonostante le nuvole, avevo allestito tutta l’attrezzatura, e un po’ più tardi stavo in silenzio fumando perché le nuvole mi avevano fatto mancare i video del più forte brillamento solare di classe M… Tutto sembrava calmarsi, ma con mia grande sorpresa, in un minuto circa l’attività è esplosa sul mio schermo. Non potevo crederci – è stato enorme!” (Crediti: Sylvain Weiller)

Che cosa è accaduto sulla superficie del Sole e che poi si è riverberato in tutto l’intero Sistema solare negli ultimi 6 giorni?

O meglio: che cosa si è mosso all’interno del Sole e che poi ha fatto sentire il suo effetto in tutto il Sistema solare?

Eh sì, perché l’inusuale e intensa attività solare degli ultimi 6 giorni si riverbererà per tutto il Sistema solare, come è prerogativa di tutte le attività della nostra stella. Solo che in questo caso i brillamenti solari si sono susseguiti con un una frequenza davvero alta.

La nascita e crescita della macchia solare “AR4366”

A partire da venerdì 30 gennaio 2026 è iniziata a formarsi sulla superficie del Sole una nuova macchia solare, o meglio una nuova regione attiva. Gli osservatori solari nello spazio, telescopi spaziali orbitanti attorno al nostro pianeta, hanno ripreso il rapido accrescimento di questa macchia solare mentre stava “sorgendo” dall’orizzonte occidentale della nostra stella.

NOTA: sopra e sotto, destra e sinistra, occidente e oriente, nello spazio perdono di significato senza un riferimento fisso.
Eh si, perché basti pensare che chi osserva il medesimo fenomeno nello spazio dall’altro emisfero del pianeta rispetto al nostro in Italia, è davvero posizionato a testa in giù rispetto a noi, dato che siamo in piedi su una sfera (il nostro pianeta). Per questo gli australiani o i neo zelandesi, ad esempio, vedono tutto rovesciato e sotto-sopra rispetto a noi.

Quindi l’orizzonte occidentale è da intendersi valido rispetto alle immagini inviateci dagli osservatori solari nello spazio, come ad esempio SOHO (SOlar and Heliospheric Observatory).

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Come è possibile vedere da questo collage di immagini, realizzate ad un giorno di distanza l’una dall’altra, a partire da venerdì 30 gennaio 2026 fino a domenica 1° febbraio 2026 questa macchia solare è cresciuta fino a raggiungere una ragguardevole lunghezza di circa 10 volte il nostro pianeta Terra.

A che cosa è dovuta la formazione delle cosiddette macchie solari?

È una catena di conseguenze dovute alla legge di causa-effetto.
Partendo da cause che oggi non conosciamo e che la comunità scientifica attuale non riesce ancora a comprendere, potentissimi e complessi campi elettromagnetici escono dall’interno della nostra stella per poi tornare all’interno di essa. Campi magnetici di due polarità, positivi e negativi.

Nel punto esatto in cui le linee di campo escono e rientrano dalla superficie solare, il plasma solare si addensa elettro-magneticamente attorno ad esse, perdendo un po’ di temperatura rispetto alle altre regioni circostanti.
Per questo motivo, grazie all’utilizzo di appositi filtri specifici per la luce solare diretta e concentrata, noi vediamo nelle immagini che le macchie solari assomigliano a vere e proprie macchie nere.
In realtà le cosiddette macchie solari ad occhio nudo sarebbero talmente luminose da accecarci all’istante e talmente calde da bruciarci all’istante.
Con parole semplici sono costituite dalla stessa materia di cui è costituita la superficie solare, solamente un po’ più addensata e leggermente più fredda rispetto alle altre zone.

Quindi quando vediamo le macchie solari, nelle immagini dal web oppure a occhio nudo utilizzando appositi filtri solari, sono indice della presenza del passaggio verticale delle linee di campo del campo magnetico del Sole. Campo magnetico assolutamente non paragonabile in potenza e intensità rispetto a quello di nessun pianeta appartenente al Sistema solare.

Le dimensioni di AR4366

Alla data di martedì 4 febbraio 2026, questa regione solare attiva aveva raggiunto delle dimensioni davvero ragguardevoli: oltre 320 000 chilometri di lunghezza per oltre 24 000 chilometri di larghezza circa.

Paragonando queste dimensioni titaniche con quelle del nostro pianeta Terra possiamo affermare che, sempre alla data del 4 febbraio 2026, questa regione attiva della superficie solare era lunga oltre 20 volte e larga oltre 2 volte le dimensioni nostro pianeta.
E questa crescita così straordinaria è avvenuta in appena 5 giorni circa. Fino alla data della stesura di questo articolo, per ogni giorno che passa le sue dimensioni si stanno ancora accrescendo, dimostrando di essere una regione in continua evoluzione.

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Come appariva la macchia solare AR4366 il 03 febbraio 2026. (Crediti: James Kevin)

Possiamo paragonare quindi le macchie solari a delle “isole” magnetiche sulla superficie del Sole. Quindi possiamo paragonare AR4366 è un vero e proprio “arcipelago” completo.

L’astronomo dilettante James Kevin ha scattato questa foto il 3 febbraio dal suo osservatorio vicino a Manila, nelle Filippine. Ha affermato: “Questa macchia solare è iniziata come un poro poco appariscente solo pochi giorni fa. Da allora è cresciuta enormemente in dimensioni!

L’utilizzo della metafora dell’isola è una metafora che rende bene l’idea. Le macchie solari sono concentrazioni di magnetismo che galleggiano su un mare di plasma solare. “L’arcipelago” AR4366 è costituito da una grande isola due volte più larga della Terra insieme a decine di isole minori che vanno dalle dimensioni dei continenti terrestri fino a quelle di piccoli pianeti.

L’intensa e insolita attività energetica di AR4366

Questa regione attiva nei suoi pochissimi giorni di esistenza ha prodotto una serie “record” di attività: lo testimoniano i ben 53 brillamenti di classe M e i 6 brillamenti di classe X avvenuti in 4 giorni, tra cui il terzo più potente del ciclo (X8.1, lunedì 2/02) e un X4.2 mercoledì 4/02.

Elenchiamo qui di seguito solo i brillamenti solari più potenti di classe X emessi da questa macchia solare in elenco:

  • domenica 1° febbraio 2026, ore 13:34 italiane, brillamento X1;
  • lunedì 2 febbraio 2026, ore 00:57 italiane, brillamento X8.1 (il terzo più potente di questo ciclo solare attuale);
  • lunedì 2 febbraio 2026, ore 01:36 italiane, brillamento X2.8;
  • lunedì 2 febbraio 2026, ore 09:13 italiane, brillamento X1.6;
  • martedì 3 febbraio 2026, ore 15:08 italiane, brillamento X1.5;
  • mercoledì 04 febbraio 2026, ore 13:13 italiane, brillamento X4.2.

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Il diagramma “ufficiale” delle rilevazioni spaziali effettuate dalle sonde GOES, in cui è riportata l’attività energetica dei brillamenti solari in tempo reale. Questo schema si riferisce all’intervallo di tempo che va dalle 11:00 del 01 febbraio 2026 alle 10:00 del 05 febbraio 2026 (ora italiana). (Crediti: spaceweather.com)

Cosa possiamo dedurre e imparare da quello che è accaduto?

Nessuna potente CME, cioè eruzione di massa coronale, si sta dirigendo direttamente verso il nostro pianeta a seguito della straordinaria attività solare scaturita dalla superficie nel punto denominato AR4366.
O meglio nelle ore passate il campo magnetico della Terra è stato coinvolto solo marginalmente dal plasma solare lanciato nello spazio a seguito dei potenti brillamenti solari sopra elencati.

Possiamo imparare da ciò che è da poco accaduto che eventi per noi potenzialmente catastrofici, per la nostra civiltà basata sull’utilizzo dell’energia elettrica, possono nascere e prepararsi senza preavviso in appena 3 giorni.

La collocazione geografica sulla superficie solare della macchia solare AR4366 è stata per almeno 3-4 giorni in “posizione geoefficace“: se eventuali potenti eruzioni solari (CME) si fossero sprigionate a seguito dei brillamenti da poco occorsi, il nostro pianeta ne sarebbe stato coinvolto direttamente.

Ma noi civiltà umana della Terra invece che strutturarci e prepararci a prevenire questo tipo di eventi inevitabili e periodici, siamo solo divisi e concentrati a conquistare l’uno le risorse dell’altro, a fare guerre per il tornaconto di pochissimi ricchi rispetto alla totalità della popolazione mondiale. Raccoglieremo ciò che seminiamo con assoluta cecità e follia.

Notizie, dati e considerazioni

Andrea Macchiarini

5 febbraio 2026

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Fonti e riferimenti

Immagine in evidenza:

https://www.spaceweather.com/archive.php?view=1&day=05&month=02&year=2026
https://spaceweathergallery2.com/indiv_upload.php?upload_id=230800



Immagini:

https://gs671-suske.ndc.nasa.gov/

https://www.swpc.noaa.gov/news/space-weather-activity-story-week-1-7-february-2026

https://spaceweather.com/archive.php?view=1&day=04&month=02&year=2026

https://spaceweathergallery2.com/indiv_upload.php?upload_id=230770





Bibliografia e siti internet consultati:

https://www.swpc.noaa.gov

https://www.spaceweather.com/archive.php?view=1&day=02&month=02&year=2026

https://www.spaceweather.com/archive.php?view=1&day=03&month=02&year=2026

https://spaceweather.com/archive.php?view=1&day=04&month=02&year=2026

https://www.spaceweather.com/archive.php?view=1&day=05&month=02&year=2026

https://www.spaceweatherlive.com/en/solar-activity/solar-flares.html

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