La scoperta di vita su Marte
Pubblicato il 22 Gennaio 2026
Pubblicato il 22 Gennaio 2026
La scoperta di vita su Marte
Alla data marziana di Sol 257 è stata scattata questa fotografia dal rover Opportunity della NASA. si possono notare esemplari marziani che ricordano alcune specie di funghi terrestri (Basidiomycota), alcuni con steli e lo spargimento di quelle che sembrano spore e il cappuccio esterno, la tazza inferiore e il velo universale che copre i funghi embrionali. È per ora impossibile, tuttavia, determinare con un livello elevato di certezza se si tratta in realtà di organismi viventi. Le somiglianze nella morfologia non costituiscono una prova certa. (Crediti: NASA)

La ricerca di vita su altri pianeti ha radici molto antiche, ma è diventata scientifica solo negli ultimi secoli.

Nel XVIII e XIX secolo, astronomi come William  Herschel e Giovanni Schiaparelli ipotizzarono persino canali su Marte e civiltà marziane.

Nel XX secolo inizia la vera ricerca scientifica; negli anni ’50-’60 nasce l’astrobiologia, una scienza multidisciplinare che studia l’origine, l’evoluzione e la distribuzione di vita nell’Universo.

La ricerca della vita nello spazio si avvale di osservazioni telescopiche, missioni spaziali come il rover Perseverance su Marte, l’analisi di molecole organiche nello spazio e la simulazione di ambienti extraterrestri in laboratorio.

Il pianeta Marte

La scoperta della Nasa

Nella trasmissione di Jaime Maussan, Interstellar, è stata data una delle notizie più importanti di tutti i tempi. 

Il 10 Settembre del 2025 la Nasa, attraverso il suo direttore ad interim Sean P. Duffy, ha fatto un annuncio storico e trascendentale, in cui ha sottolineato che il rover Perseverance aveva rilevato prove di vita microbica su Marte. 

Secondo le informazioni, la prova è venuta da un campione di roccia chiamato Sapphire Canyon che ha rivelato un motivo colorato simile a macchie di leopardo: la superficie della roccia mostra chiazze tondeggianti o irregolari, più scure rispetto al fondo circostante. Il contrasto ricorda davvero il mantello di un leopardo: macchie scure su fondo chiaro, a volte con un alone rossastro o verdastro dovuto all’ossidazione dei minerali come la Vivianite e Greigite, che sulla Terra sono associati alla materia organica in decomposizione o a zone umide ricche di carbonio.

Gli scienziati credono che queste caratteristiche suggeriscano chiaramente un’origine biologica.

Alcune immagini delle cosidette “macchie di leopardo” presenti sulla superficie di Marte.

Metano su Marte

Dalla diffusione di questa notizia storica, vari ricercatori hanno ulteriormente confermato che ci sono chiari segni di vita sul pianeta Marte.

L’argomento scientifico più forte è la presenza di metano.

Da vari decenni ormai le sonde spaziali hanno rilevato tracce di questo gas nell’atmosfera marziana. Su Marte la prima rivelazione significativa fu effettuata nel 2003 da telescopi terrestri. Più tardi, nel 2014, il rover Curiosity della Nasa è stato il primo a rilevare e misurare nel cratere Gale Crater tracce di metano.

Il metano è una molecola composta da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno e la sua presenza su un pianeta suscita grande interesse, perché sulla Terra è prodotta principalmente da processi biologici come l’attività di batteri. La cosa sconcertante è che il gas metano rilevato su Marte è in aumento nella primavera marziana e diminuisce in inverno.
Il motivo spiegato è che, con l’aumento del caldo in primavera, i batteri che generano metano si riproducono in abbondanza e, quando le temperature si abbassano, la loro attività diminuisce.

Questa è la teoria fondata che afferma che i microrganismi simili agli archea terrestri potrebbero produrre il gas metano.

Ritrovamento di funghi su Marte

Da gennaio 2004 a giugno 2018 il rover Opportunity ha fotografato Marte, dove è stato dimostrato in modo conclusivo che ci sono abbondanti forme di vita simili a funghi terrestri.

Le immagini dimostrano l’esistenza di esemplari molto simili ai funghi basidiomiceti terrestri.

I ricercatori hanno scoperto che, in modo ciclico, appaiono e scompaiono migliaia di figure scure per centinaia di metri, che potrebbero essere colonie di funghi o alghe.

Infatti, varie fotografie scattate dal rover Opportunity descrivono in sequenza un’area dove si nota una variazione nella forma del terreno sottostante: nel sol 1143 (il giorno marziano, denominazione secondo la NASA) si vedono strutture sferiche insieme a una roccia e un’area praticamente libera. 7 giorni dopo, nel sol 1150, è stato fotografato lo stesso posto e gli scienziati hanno scoperto che in questo breve periodo di tempo sono apparsi 18 esemplari.
Ricordiamoci che nel pianeta Terra i funghi sono caratterizzati dalla loro rapida apparizione, sono in grado di germogliare nel terreno dopo un giorno di pioggia.

In un’altra regione della superficie di Marte, Meridiani Planum, durante il sol 1145 il rover Opportunity fotografa 9 esemplari sferici e solo tre giorni dopo, sol 1147, fotografa 12 esemplari in più, le dimensioni variano da 3 a 8 mm di diametro.

Come si può apprezzare più nel dettaglio dalle foto, all’interno dei cerchi si può osservare una specie di fusto o radice e anche la terra sembra screpolata, come se gli esemplari fossero germogliati.

Ai lati degli apparenti funghi marziani si osserva una specie di polvere biancastra molto simile alle spore, che sono i mezzi di riproduzione dei funghi nel nostro pianeta. 

Queste scoperte aprono scenari molto interessanti e che non devono passare inosservati: prove che dimostrano con forza che c’è vita su Marte e la possibilità che ci sia vita in tutto l’universo, quella vita che può essere comune e che può evolversi in intelligenza cosmica.

Notizie, dati e considerazioni

Massimiliano Lazzaro

22 gennaio 2026

Bibliografia e fonti



https://www.youtube.com/watch?v=Vrsjjia-tXM

https://web.archive.org/web/20170429114331/http://archive.oapd.inaf.it/pianetav/L15_03S.html

https://science.nasa.gov/mission/mars-2020-perseverance/

https://www.researchgate.net/profile/Rhawn-Joseph/publication/351252619_Fungi_on_Mars_Evidence_of_Growth_and_Behavior_From_Sequential_Images/links/60941e6692851c490fbf8dbf/Fungi-on-Mars-Evidence-of-Growth-and-Behavior-From-Sequential-Images.pdf

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