
Immaginate di essere davanti alla televisione, seduti sul divano in una normale serata di fine novembre. La luce è fioca, forse una tazza di tè sul tavolino.
La routine: il notiziario locale del 26 novembre 1977 della Southern Television, le solite voci rassicuranti che raccontano traffico, meteo, politica.
E poi accade.
L’immagine del programma inizia a tremare, le linee si distorcono, un ronzio vibra dalle casse. Non è il solito disturbo analogico: è persistente, innaturale, come un segnale che si sovrappone dall’esterno.
E all’improvviso… una voce.
Grave. Metallica. Lenta.
Sembra provenire da un altrove impossibile da definire.
Il conduttore, Andrew Gardner, continua a muovere le labbra sullo schermo, ignaro, ma la sua voce è sparita.
Sovrapposta da quella cosa: Vrillon.
A parlare – se di “parlare” si poteva ancora dire – era un’entità che si identificava come Vrillon, portavoce del cosiddetto Comando Galattico di Ashtar.
Non c’era alcuna immagine aliena, nessun volto: solo una voce.
Il messaggio, interamente in inglese, durò sei minuti, per un totale di circa seicento parole.
Per chi era davanti allo schermo, quei sei minuti furono un’eternità. Alcuni spettatori riferirono persino di aver visto una luce insolita nel cielo, riflessa dalle finestre, come se il messaggio non arrivasse solo dal televisore, ma dall’universo stesso.
La voce esortava l’umanità ad abbandonare le armi, a cessare i conflitti, a entrare in una “Nuova Era” di consapevolezza spirituale.
Parlava di rischi globali, di pace universale, di un futuro da costruire insieme. Nessuna minaccia, nessuna ostilità: solo un ammonimento cosmico, come se qualcuno – o qualcosa – si fosse preso la libertà di intervenire in diretta televisiva per avvertire un’intera specie.
Il tono non aveva nulla di scherzoso.
Anzi, la serietà glaciale del messaggio rendeva tutto più inquietante.
Per quei minuti, i 500.000 telespettatori collegati divennero – senza volerlo – testimoni di un evento che sembrava non appartenere alla realtà quotidiana, né al mondo come lo avevano sempre conosciuto.
Alla fine, il segnale tornò alla normalità con la stessa improvvisa semplicità con cui era stato interrotto e il presentatore continuò il notiziario, come se nulla fosse accaduto.
Ma migliaia di persone, nelle loro case, non erano più le stesse.

La ricostruzione del messaggio completo di Vrillon
Qui di seguito riportiamo la trascrizione integrale del messaggio:
“Questa è la voce di Vrillon, un rappresentante del Comando Galattico di Ashtar, e sta parlando a voi.
Per molti anni ci avete visto come luci nel cielo. Parliamo ora a voi in pace e saggezza, come abbiamo fatto con i vostri fratelli e sorelle di questo pianeta Terra.
Veniamo per avvertirvi sul destino della vostra razza e del vostro mondo, in modo che possiate comunicare ai vostri simili la strada da prendere per evitare il disastro che minaccia il vostro pianeta e gli esseri che vivono intorno a voi. È in questo modo che potete condividere il grande risveglio con il pianeta che passa nella nuova Era dell’Acquario.
La nuova era può essere un tempo di grande pace ed evoluzione per la vostra razza, ma solo se i vostri governanti diventeranno consapevoli che le forze del male possono oscurare il loro giudizio.
Restate qui ancora e ascoltate, poiché questa occasione potrebbe non tornare più.
Tutte le vostre armi di malvagità devono essere rimosse. Il tempo dei conflitti è ora passato e la razza alla quale appartenete può procedere verso le più alte fasi della sua evoluzione, se mostrerete di esserne degni.
Avete un tempo, ma breve, per imparare a vivere insieme nella pace e nella benevolenza. Piccoli gruppi, ovunque sul pianeta, lo stanno già imparando ed esistono per passare alla luce dell’alba della nuova era che attende tutti voi. Siete liberi di accettare o rifiutare i loro insegnamenti, ma soltanto coloro che impareranno a vivere nella pace passeranno ai più alti regni dello sviluppo spirituale.
Ascoltate ora la voce di Vrillon, rappresentante del Comando Galattico di Ashtar che vi parla.
Siate consapevoli che vi saranno molti falsi profeti e guide che operano nel vostro mondo. Essi succhieranno la vostra energia — l’energia che voi chiamate denaro — usandola per fini diabolici, dandovi in cambio soltanto avanzi senza valore.
Il vostro divino Sé superiore vi proteggerà. Dovete imparare a essere sensibili alla voce della Verità dentro di voi, che può dirvi ciò che è verità e ciò che è confusione, caos e menzogna. Imparate ad ascoltare la voce della Verità nel vostro interno: essa vi guiderà sul sentiero dell’evoluzione.
Questo è il nostro messaggio per i nostri cari amici. Vi abbiamo osservato crescere per molti anni, così come voi avete osservato le nostre luci nei cieli. Ora sapete che noi siamo qui, e che ci sono miriadi di esseri intorno e sulla Terra, più di quanti i vostri scienziati ammettano.
Noi siamo profondamente interessati a voi e al vostro cammino attraverso la luce, e faremo tutto il possibile per aiutarvi. Non abbiate paura: cercate solamente di conoscervi e di vivere in armonia, al passo con il vostro pianeta.
Noi del Comando Galattico di Ashtar vi ringraziamo per la vostra attenzione.
Stiamo ora lasciando i vostri piani di esistenza.
Possiate essere benedetti dall’Amore e dalla Verità Suprema dell’Universo.”
La reazione immediata del pubblico
“Cos’è stato? Chi ha parlato? È reale?” Nelle case inglesi fu il caos.
Appena il messaggio terminò e il telegiornale riprese normalmente, le linee telefoniche di Southern Television furono sommerse da chiamate. Testimoni riferirono: famiglie in panico che temevano un annuncio ufficiale extraterrestre, persone convinte che fosse iniziato un contatto interplanetario, spettatori arrabbiati che pensavano a un sabotaggio, altri ancora semplicemente confusi e affascinati.
Il fatto che l’immagine fosse rimasta quella del presentatore, immobile e ignaro, mentre l’audio veniva sostituito, rese tutto ancora più inquietante.
Per molti, quell’istantanea dissonanza fu più spaventosa del contenuto stesso.
Siamo infatti nel 1977: guerra fredda, psicologia da incubo nucleare, avvistamenti UFO in crescita, la “New Age” in pieno fermento e il pubblico ovviamente reagì di conseguenza:
- Panico: Molti spettatori credettero immediatamente che si trattasse di un annuncio d’emergenza, un messaggio governativo criptato, un allarme su un attacco imminente.
- Incredulità: Altri rimasero sbalorditi dalla calma glaciale della voce, così diversa da una normale interferenza: “Non sembrava un disturbo. Sembrava… intenzionale.”
- Fascino e curiosità: Nei circoli ufologici e spirituali, invece, il messaggio fu accolto come un possibile “contatto positivo”, un messaggio di Ashtar Sheran, una conferma delle profezie dei vari contattisti.
I giornali locali: tra scetticismo e mistero
L’indomani, i giornali britannici aprirono le testate con titoli ambigui, sospesi tra ironia e allarmismo, si oscillava tra un tono scandalistico e sensazionalista, l’ironia verso il fenomeno e il timore di un precedente pericoloso per la sicurezza delle telecomunicazioni.
Alcuni quotidiani parlarono apertamente di “messaggio alieno”, altri si limitarono a “interferenza pirata”.
Il caso fece il giro del mondo: l’United Press International (UPI) diffuse la storia negli Stati Uniti, alcuni editoriali commentarono che nessuno sembrava aver preso seriamente in considerazione che… forse il messaggio non fosse una semplice burla.
In poche ore, in pratica, Vrillon divenne un fenomeno internazionale.


Le autorità: impreparate e imbarazzate
“È la prima volta che accade una cosa simile”. La reazione ufficiale fu rapida ma imprecisa. L’IBA, acronimo di Independent Broadcasting Authority, dichiarò che la trasmissione era stata un atto di pirateria, anche se “tecnicamente difficile” da realizzare, e che era la prima volta che un dirottamento del genere avveniva in Gran Bretagna. Ma dietro le quinte, le autorità non avevano alcuna pista.
Nessuno venne identificato.
Nessun veicolo sospetto fu visto nei pressi del ripetitore.
Nessuna rivendicazione fu mai fatta.
Il 6 dicembre 1977, Sir John Whitmore — figura rispettata e difficilmente incline alla fantasia — intervenne alla radio commerciale britannica, sollevando dubbi sulla ricostruzione ufficiale e citando l’esistenza di una registrazione completa dell’episodio.
Anche alcuni quotidiani e commentatori dell’epoca si mostrarono scettici: due giorni dopo l’incidente, una lettera al The Times domandava apertamente: «Come può l’IBA — o chiunque altro — essere sicuro che la trasmissione fosse una bufala?»
Dall’altra parte dell’Atlantico, l’editoriale di un quotidiano dell’Oregon osservò che nessuno sembrava aver mai preso in considerazione l’idea che “Asteron” (come fu chiamato in una delle prime trascrizioni) potesse essere reale o che il suo messaggio potesse avere un senso.
Secondo alcune fonti dell’epoca, persino i tecnici dell’IBA e della Southern Television erano spiazzati: si trattava di una falla che nessuno aveva previsto davvero.
Il mistero di Robert Delora: il capro espiatorio perfetto
In un secondo momento, nel tentativo di chiudere rapidamente il caso, un portavoce della Southern Television dichiarò che “un mistificatore di nome Robert Delora” avrebbe utilizzato un ripetitore situato nelle vicinanze di quello ufficiale per trasmettere il messaggio pirata. Una spiegazione comoda, forse persino rassicurante. Ma chi era davvero questo Robert Delora? La risposta, sorprendentemente, è: non si è mai saputo.
Nessun registro pubblico, nessuna notizia, nessun precedente come radioamatore, tecnico, sabotatore o ricercatore indipendente. Nessuna comparsa su giornali dell’epoca. Nessuna testimonianza.
Il nome “Delora” fu come una pietra lanciata nello stagno: fece un piccolo splash e poi scomparve nelle profondità del nulla, riemerse soltanto nel 2003, quando alcune autorità britanniche, riesaminando l’interferenza di Vrillon, tornarono a indicare il misterioso Delora come responsabile, ma ancora una volta senza presentare alcuna prova verificabile.
Né un’indagine ufficiale, né una confessione, né un atto giudiziario. Nulla.
E oggi, anche setacciando la rete e gli archivi digitalizzati, non esiste traccia di un individuo con quel nome collegabile alla vicenda, né prima né dopo il 1977. Un fantasma amministrativo. Un nome evocato solo per mettere un punto a una storia che non si riusciva a spiegare.
Se davvero esisteva, nessuno ha mai dimostrato come avrebbe potuto: conoscere le frequenze interne della rete STL, modulare un audio perfettamente sincronizzato, mantenere un’interferenza stabile per oltre cinque minuti, operare indisturbato da una collina esposta e soprattutto non lasciare alcuna traccia della sua esistenza.
La domanda non è più “chi era Delora?”, ma perché creare un nome che non porta da nessuna parte?
Per alcuni, la risposta è semplice: per spostare l’attenzione da ciò che veramente inquietava le autorità, cioè che il messaggio potesse essere autentico.
Come fu possibile il “Southern TV signal hijacking”
Il punto debole: il ripetitore di Hannington. Nel 1977 la Southern Television non trasmetteva dalla sede centrale direttamente alle antenne domestiche. Usava una rete di ripetitori terrestri. Il ripetitore di Hannington, che serviva buona parte dell’area colpita dall’interferenza, non riceveva il segnale tramite cavo, bensì tramite un sistema line-of-sight microwave, cioè un segnale radio diretto a microonde, proveniente da un’altra stazione.
Questo significa che il ripetitore semplicemente “ri-trasmetteva’’ ciò che riceveva via antenna. Non c’erano protezioni digitali, né crittografia, né controllo del segnale, ma per manipolarlo era sicuramente necessaria un’attrezzatura professionale. Secondo molti tecnici dell’epoca, realizzare un’operazione simile senza lasciare tracce sarebbe stato quasi impossibile.

Ciò che a noi appare come un elaborato lavoro da specialisti, per una civiltà con un avanzamento tecnologico superiore di secoli, millenni (o milioni di anni) sarebbe solo un minimo atto di ingegneria comunicativa.
Nell’interpretazione extraterrestre, la scelta di alterare soltanto l’audio è significativa: interferire con il video avrebbe sicuramente generato panico immediato, interrotto il notiziario e creato caos, in questo modo invece si raggiunsero migliaia di persone in modo discreto.
È stato, in altre parole, il minimo intervento possibile per massimizzare il messaggio e minimizzare la paura.
Le ipotesi: ufficiali, alternative e oltre
Quando si analizza l’enigma della misteriosa interferenza televisiva, ci si trova davanti a un ventaglio di spiegazioni che spaziano dal tecnico al trascendente. Nel corso degli anni sono emerse quattro grandi interpretazioni, ognuna con i suoi sostenitori, i suoi punti deboli e il suo fascino particolare.
- Pirateria televisiva (ipotesi ufficiale): la spiegazione “razionale” più diffusa sostiene l’azione di un gruppo di pirati televisivi. Tuttavia: nessuno si è mai fatto avanti, nessuna apparecchiatura sospetta è stata trovata,
la potenza necessaria per sovrascrivere il segnale UHF su una vasta area sarebbe stata enorme. - Esperimenti militari: secondo un’altra ipotesi, il segnale potrebbe essere stato frutto di test militari di interferenza o operazioni coperte durante il periodo della Guerra Fredda. Nessuna prova, nessuna conferma, solo speculazioni.
- Fenomeno ufologico: questa è la tesi preferita da molti ricercatori. La natura non ostile del messaggio, il riferimento al Comando Galattico di Ashtar, la coerenza con decenni di contattismo documentato, la totale assenza di rivendicazioni umane.
- Manifestazione paranormale o medianica collettiva: secondo alcuni medium e gruppi spirituali il messaggio sarebbe una interferenza psichica a livello elettromagnetico, un fenomeno simile alla scrittura automatica, ma su scala tecnologica.
Queste quattro ipotesi ufficiali, alternative e oltre, tracciano i confini di un mistero che continua a sfuggire a ogni spiegazione definitiva e a stimolare domande sempre nuove.
Un messaggio extraterrestre? Le sorprendenti analogie con i contattisti
Quando quella sera, la voce sconosciuta interruppe le trasmissioni di Southern Television presentandosi come Vrillon del Comando Galattico di Ashtar, molti ricercatori di fenomeni UFO ebbero la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di già sentito.
Il nome Ashtar infatti non era nuovo: da decenni ricorreva nelle comunicazioni dei principali contattisti del Novecento, da George Adamski a George Van Tassel, dalle rivelazioni dei medium del Circolo Medianico della Pace di Berlino alle trasmissioni di messaggi diffusi da Eugenio Siragusa.



Il “discorso” infatti presentava una sorprendente continuità con la narrativa spirituale dei contattisti; i suoi punti principali, una sorta di manifesto etico e cosmico dove riecheggiavano i temi più ricorrenti del contattismo “positivo”, quali:
- Un invito alla pace planetaria, considerata condizione essenziale per entrare in armonia con le civiltà cosmiche.
- Una condanna della violenza, vista come malattia evolutiva di cui l’umanità deve liberarsi.
- Un appello alla responsabilità spirituale, affinché ogni individuo maturi una consapevolezza più alta del proprio ruolo nell’universo.
- Un monito sull’uso distruttivo della tecnologia, in particolare riguardo al pericolo atomico.
- Il riferimento a una futura “nuova era”, un cambiamento vibrazionale o energetico al quale l’umanità deve prepararsi.
Chi conosce i messaggi di Adamski, le canalizzazioni di Van Tassel da Ashtar Sheran , o i lunghi comunicati trasmessi da Eugenio Siragusa, riconosce immediatamente questo schema: un linguaggio cosmico intriso di etica universale, avvisi al ravvedimento, avvisi ad eventi di passaggio e speranza evolutiva.
Il “discorso di Vrillon” quindi, resta uno dei rari casi in cui un messaggio tipico del contattismo è stato diffuso in diretta a un’intera regione, amplificando teorie già radicate da anni.
L’opinione di Eugenio Siragusa: la voce di Woodok
In Italia, la figura più autorevole nel passato in questo campo è stato Eugenio Siragusa (1919–2006).
Dopo la sua celebre esperienza del 1952 sull’Etna, in cui affermò di aver incontrato due Esseri di Luce, Siragusa divenne un punto di riferimento per migliaia di ricercatori spirituali e ufologici.
Il Centro Studi Fratellanza Cosmica da lui fondato, si diffuse in tutta Italia e in vari paesi esteri e quando venne a conoscenza del caso, affermò che secondo lui quella voce non apparteneva a Vrillon, né a un emissario di Ashtar, ma a Woodok, uno degli uomini azzurri facente parte di una delle più antiche razze extraterrestri proveniente da un’altra galassia. Costui è impegnato nella sorveglianza del nostro pianeta, facente parte di una grande Confederazione Interplanetaria e legato sia al misterioso progetto di cooperazione cosmica noto come “ Caso Amicizia”, sia alle antiche tradizioni nuragiche.

Nelle sue dichiarazioni, Siragusa riconobbe nel tono del messaggio lo stesso stile che, a suo dire, gli esseri gli avevano trasmesso nel corso dei decenni: un misto di severità paterna e di compassione cosmica.
L’enfasi sulla responsabilità morale dell’umanità, sull’uso improprio della tecnologia nucleare e sull’avvicinarsi di una “svolta epocale” coincideva con numerosi suoi scritti documentati negli anni ’60 e ’70.
L’identificazione di Eugenio Siragusa, pur impossibile da verificare, contribuisce a inserire l’episodio di Vrillon dentro un quadro molto più ampio: quello di una lunga storia di relazioni tra l’umanità e le civiltà “maestre”, custodi di un progetto evolutivo universale.
Un messaggio per chi è pronto ad ascoltare
Se si osserva l’accaduto dal punto di vista spirituale, il messaggio trasmesso attraverso lo schermo televisivo assume la forma di un richiamo interiore, antico quanto le tradizioni iniziatiche del pianeta:
- Pace e responsabilità come fondamenti di un’evoluzione collettiva.
- Risveglio e discernimento, due parole chiave nei percorsi di crescita spirituale, una trasformazione interiore, presentata non come imposizione, ma come invito naturale verso una frequenza più elevata.
La voce di Vrillon non minaccia, non domina, non incute terrore: propone.
È questo, anche secondo molti studiosi, a rendere il messaggio così diverso dal tono tipico di uno scherzo o di un’azione ostile.
A quarantotto anni di distanza, l’episodio continua a essere interpretato in modi differenti. Potrebbe essere stato un avvertimento, un esperimento, un contatto autentico, o qualcosa che ancora non comprendiamo. Non esistono prove definitive che permettano di collocarlo in una categoria chiara. Ed è forse proprio questo a renderlo così affascinante: la possibilità che qualcuno abbia davvero cercato di parlare all’umanità.
Al di là delle spiegazioni tecniche, delle ipotesi ufficiali e delle speculazioni, rimane una domanda che ancora oggi vibra nel cuore degli appassionati di ufologia e di ricerca spirituale: e se, quel giorno del 1977, “qualcuno” là fuori avesse davvero provato a comunicare con noi?
Molti ricercatori lo credono. Altri lo sperano.
Qualunque sia la verità, il caso Vrillon continua a ricordarci che il confine fra scienza, mistero e spiritualità è molto più sottile di quanto immaginiamo.
Ci sono eventi che non appartengono solo alla cronaca, sono come fenditure sottili nel velo del mondo, spiragli attraverso cui filtra una luce diversa, più antica, più vasta, più vera.
Il messaggio di Vrillon, qualunque ne sia l’origine, somiglia a questo: una corrente d’aria stellare che per sei minuti ha sfiorato le case, le abitudini, la quiete di una serata qualunque.
Un soffio cosmico entrato nel cuore del nostro quotidiano, come se il cielo avesse deciso di scuoterci.
Che si tratti di un messaggio autentico o di un fenomeno ancora inspiegato, ciò che colpisce è la qualità del contenuto: un invito alla pace, alla responsabilità, all’unità, rivolto non a un gruppo ristretto, ma all’intera umanità attraverso uno dei mezzi di comunicazione più capillari dell’epoca.
Sembrava dire: “Guardatevi. Guardate ciò che siete diventati. E ricordate ciò che potete essere.”
In un mondo che, allora come oggi, corre verso il rischio dell’autodistruzione, ecologica, morale, spirituale, parole come quelle di Vrillon sembrano assumere la forma di un monito benevolo. Una sorta di eco cosmica che ci ricorda che non siamo soli, e che il nostro destino non è separato dal resto dell’universo.
Dietro quell’improvvisa interferenza si cela davvero un appello dei nostri Fratelli maggiori del Cielo: un invito a cambiare rotta prima che sia troppo tardi, a scegliere la cooperazione al posto del conflitto, l’armonia invece della divisione, la consapevolezza al posto dell’indifferenza.
“Forse” ci hanno sfiorati per ricordarci che l’universo intero osserva i nostri passi e spera che imbocchiamo finalmente la via della saggezza.
“Forse” l’interferenza era davvero una mano tesa verso di noi. Perché ogni civiltà non evoluta, prima o poi, arriva davanti a un bivio: quello tra l’oscurità che la divora, e la luce che la può trasformare.
In quel discorso, qualcuno o qualcosa, sembrava implorarci dolcemente: “Scegliete la luce. Scegliete la vita. Scegliete la pace, prima che il tempo svanisca e che sia troppo tardi.”
In ogni caso, il suo significato profondo rimane intatto: l’umanità è chiamata a crescere, a risvegliarsi, a ricordare la propria natura spirituale.
E come tutti i messaggi che arrivano da lontano, che sia attraverso un segno, un sogno, o un segnale televisivo, sta a noi decidere se ignorarli o lasciarci trasformare.
“Forse” in quel crepitare dell’etere del 1977, c’era un semplice invito: “Siamo con voi. Ma ora tocca a voi scegliere chi volete diventare.”
E noi… “E noi… siamo pronti ad ascoltare? E, soprattutto, abbiamo la forza e il coraggio di lottare perché questo mondo ritrovi la sua luce?”
Maria Assunta Bettelli
11 dicembre 2025
Bibliografia e fonti
Southern Television, Regno Unito, notiziario serale di sabato 26 novembre 1977.
https://www.youtube.com/watch?v=6BWHVmBY0Cs



