Muroc 1954: l’incontro taciuto (prima parte)
Pubblicato il 1 Dicembre 2025
Pubblicato il 1 Dicembre 2025

Muroc 1954: l’incontro taciuto

Relazione presentata al III Convegno Interregionale di Bari

È alquanto diffusa l’idea che talune circostanze inducano a ritenere probabile, se non prossimo, un incontro ufficiale con esponenti di una civiltà extraterrestre avanzata, con la correlata esigenza di definire regole e procedure per evitare equivoci ed incomprensioni e porre basi solide per l’instaurazione di una rapporto di amicizia e di collaborazione. È persino superfluo ricordare quanto l’umanità avrebbe da giovarsi dei ritrovati tecnologici e scientifici di una civiltà di secoli più avanti della nostra, pur con tutte le cautele e le preoccupazioni espresse, da un punto di vista sociologico (e non solo), da un Roberto Pinotti.

E mentre si è cominciato a dibattere di un vero e proprio protocollo di contatto, con la coraggiosa e meritoria elaborazione tentata in Italia dal CUN e dalla Commissione CETI, occorre anche ripensare ad un episodio risalente alla metà del secolo scorso, da sempre avvolto in un’aura leggendaria e che non ha mai ricevuto conferme ufficiali, riguardante un contatto ufficiale ai massimi livelli tra la maggiore superpotenza di questo pianeta ed una civiltà extraterrestre: ci riferiamo al presunto incontro avvenuto nel Muroc Air Field (oggi Edwards Air Force Base) di Edwards, in California, nei primi mesi del 1954 tra il Presidente Dwight EISENHOWER ed una delegazione aliena.

Gli antefatti

Ma prima di scendere nel dettaglio di questo evento, occorre ricordare – seppur brevemente – qual era il clima di quegli anni, attraverso una sequenza di episodi significativi:

–  alla fine del 1947, in esito alle ondate di segnalazioni che avevano fatto seguito al ben noto avvistamento di Kenneth ARNOLD, l’USAF decise di avviare il Project  Sign consistente in un’inchiesta ufficiale del Governo USA sugli oggetti volanti non identificati: dopo poco più di un anno, esso venne abbandonato in favore di un altro progetto, il Project Grudge, a capo del quale fu posto il Cap. Edward J. RUPPELT (quest’ultimo si concluse ufficialmente il 27.12.1949 con un Rapporto Speciale che dichiarava l’inspiegabilità del 23% dei casi);


– il 7.01.1948 si verificava il notissimo incidente aereo in cui perdeva la vita il Cap. Thomas MANTELL (presunto abbattimento ad opera di un disco volante?);

– il 17.03.1949 si sarebbe verificato un atterraggio per avaria di un disco volante nei paraggi di Aztec, New Mexico: vero o falso che fosse, il 30 maggio di quello stesso anno il Ministro della Difesa James FORRESTAL, prima dimissionario e poi ricoverato per disturbi psichici (perché riteneva che i Russi fossero riusciti ad atterrare sul suolo statunitense), si suicida (col passare degli anni si teorizza che venne assassinato);

–  il 17.03.1950, esattamente un anno dopo il presunto atterraggio di Aztec, circa 500 dischi, altissimi, sfilavano sopra la città di Farmington, sempre nel New Mexico;

– verso la metà del 1951 il Cap. RUPPELT, richiamato in servizio, era assegnato ad un progetto di indagine dell’USAF (che proseguiva segretamente il lavoro del progetto Grudge) e lo riorganizzava ribattezzandolo come progetto Blue Book;


– nel frattempo, le scorribande di siffatti velivoli sconosciuti sui cieli degli Stati Uniti (e, per la verità, dell’intero Pianeta) continuavano senza requie, culminando nel sorvolo della stessa capitale, Washington D.C., in due successive ondate, il 19 ed il 26-27 luglio del 1952; 


–  il 6.08.1953 veniva avvistata un’enorme piattaforma spaziale sulle Hawaii (nell’esatto anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima); 

– il 23.11.1953 il caccia F89 pilotato dal Ten. Felix MONCLA spariva dopo essersi apparentemente scontrato in volo con un oggetto volante non identificato sul Lago Superiore.

Tutti questi episodi, ed in particolare il sorvolo della capitale, stavano a dimostrare le inarrivabili prerogative tecniche di codesti velivoli, capaci di penetrare fin nel sancta sanctorum del potere statunitense (lo spazio aereo intorno alla Casa Bianca ed al Campidoglio) e di farsi beffe degli F-94 inviati in missione di intercettazione: è comprensibile perciò che i vertici del potere militare USA fossero in uno stato di profondo sconcerto, perché (nonostante le pubbliche dichiarazioni di segno contrario) ancora non era ben chiaro quali fossero gli intendimenti dei piloti di questi velivoli e se essi rappresentassero una minaccia potenziale alla sicurezza nazionale.

Neppure va sottaciuto che proprio nei primissimi anni ‘50 si affermava il fenomeno del “contattismo”, ad opera dei vari George Hunt WILLIAMSON, George VAN TASSEL, Howard MENGER per non citare che i più noti: il più famoso di tutti, l’americano di origine polacca George ADAMSKI riferì di avere avuto il suo primo contatto fisico con uno degli occupanti dei dischi a Desert Center, in California, nel novembre 1952. Tratto comune del fenomeno, non privo di aspetti controversi, era la presa di contatto ad iniziativa di esponenti di razze extraterrestri dalle sembianze assolutamente umane, peraltro in termini pacifici ed amichevoli, di comuni cittadini del pianeta Terra, cui venivano fornite sommarie informazioni sui luoghi di provenienza e sui principi tecnico-scientifici di funzionamento dei dischi volanti, oltre alla “missione” di diffondere un messaggio imperniato sul concetto di pace e, soprattutto, sul bando dell’uso di armi atomiche.

L’interesse dell’opinione pubblica sul fenomeno era altissimo e si rifletteva anche nelle scelte dell’industria dell’entertainment, come dimostra la produzione cinematografica di sci-fi di quel periodo (basti pensare a films come The Flying Saucer, per la regia di Mikel CONRAD, del 1950, in cui si avallava la tesi di un’origine terrestre e, guarda caso, sovietica dei dischi volanti, o al celeberrimo Ultimatum alla Terra, di Robert WISE, o ancora a La “Cosa” da un altro mondo di Howard HAWKS, ambedue del 1951).


Insomma in quegli anni si respirava davvero un clima di attesa inquieta e di profonda incertezza intorno ai piloti dei dischi volanti ed ai loro intendimenti.


L’evento

E veniamo ora ai fatti: il 20 febbraio 1954 (secondo altri nella seconda metà di aprile dello stesso anno) il presidente USA in carica, Dwight “Ike” EISENHOWER (eletto nel gennaio dell’anno precedente), sarebbe stato protagonista, insieme ad alcuni vertici militari, di un incontro segreto con alieni atterrati, in rappresentanza ufficiale della loro razza, nella base militare di Muroc, in California.

La notizia non trapelò subito, ma venne divulgata alcuni anni dopo da scrittori come un Desmond LESLIE (Inghilterra) ed un Jimmy GUIEAU (Francia). In Italia venne ripresa da un articolo di Bruno GHIBAUDI apparso sul quotidiano Il Tempo del 6.01.1963 e dall’opera del console Alberto PEREGO Rapporto sull’aviazione di altri pianeti, edita quello stesso anno.

Secondo questi resoconti, nella seconda metà di aprile del 1954 ben cinque dischi di tipo differente atterrarono a Muroc ed i loro piloti, esseri umani in tutto simili a noi, consentirono agli ufficiali della base di visitare l’interno dei loro apparecchi, fornendo spiegazioni sui principi del volo elettromagnetico e sulle strumentazioni di bordo. Vi sarebbe stata poi una riunione ufficiale cui avrebbero assistito, oltre al presidente americano in persona, anche tre civili: un parente dell’ex presidente TRUMAN, l’autorevole rappresentante di un importante agenzia di stampa ed un vescovo della Chiesa Episcopale Metodista. Pare che le Autorità della base avessero deciso il fermo dei piloti spaziali, ponendoli sotto custodia, allo scopo di poter meglio studiare i loro mezzi volanti, attorno ai quali furono eretti in tutta fretta dei capannoni provvisori, non potendo i dischi essere spostati dal luogo dove si trovavano. 

Ma l’espediente non servì a nulla, poiché i dischi si rimisero in moto e decollarono sfondando i tetti dei capannoni in cui erano rinchiusi; quanto ai loro occupanti, essi avevano semplicemente lasciato i locali in cui erano stati posti sotto custodia senza che le sentinelle ricordassero alcunché.

Secondo le congetture del Console PEREGO, la coincidenza tra l’epoca del supposto atterraggio e la crisi internazionale di Indocina stava ad indicare che il peculiare interesse degli extraterrestri era quello di impedire l’uso dell’arma atomica nella penisola indocinese, e che pertanto essi avrebbero rivolto un preciso invito in tal senso al Presidente EISENHOWER. In effetti – prosegue PEREGO – non fu utilizzata la bomba atomica in Indocina e Dien Bien Phu venne sacrificata.

La vicenda fu ripresa nel 1980, allorché una parte del libro The Roswell Incident, scritto a quattro mani da Bob MOORE e Charles BERLITZ, diede conto di un’approfondita indagine condotta sull’episodio. Nel libro emerse che nel 1954 il Sig. Meade LAYNE, ricercatore metafisico a capo del Borderland Sciences Research Association (oggi B.S.R. Foundation) aveva ricevuto una lettera dall’amico Gerald LIGHT di Los Angeles, la quale confermava punto per punto l’accaduto, per avervi il Sig. LIGHT assistito personalmente, nelle quarantotto ore trascorse alla Base Aerea di Edwards. Egli nella missiva faceva anche i nomi degli altri civili che erano stati presenti ai fatti: si trattava del finanziere Edwin NOURSE (il parente di TRUMAN) del Brookings Institute, del giornalista Franklin ALLEN del gruppo HEARST e del vescovo, poi cardinale, James McINTYRE di Los Angeles.

Le ricerche espletate, anche presso la documentazione del B.S.R.F., non consentirono di identificare con sicurezza Gerald LIGHT: tutto quello che si appurò è che egli era stato uno scrittore e conferenziere molto dotato ed interessato a tematiche quali la chiaroveggenza e l’occultismo. Tuttavia dalla lettera di LIGHT emerse che l’episodio era avvenuto nella notte del 20 febbraio 1954, dunque circa due mesi prima di quanto comunemente accettato fino a quel momento. Nel periodo fra il 17 ed il 24.02.1954 EISENHOWER si trovava effettivamente nella località californiana di Palm Springs, a breve distanza da Muroc, ospite dello Smoke Tree Ranch dell’amico Paul Ray HELMS, per godere di un periodo di riposo: da qui egli scomparve la sera del 20 febbraio, secondo i sostenitori dell’atterraggio alieno per essere condotto segretamente alla base di Muroc. La sparizione del Presidente per qualche ora dal ranch del suo ospite è in verità un fatto storicamente accertato: cominciarono a circolare voci incontrollate (si disse addirittura che EISENHOWER fosse morto), al punto che l’addetto stampa della Casa Bianca James HAGGERTY venne frettolosamente convocato a Palm Springs e, riuniti i giornalisti nell’Hotel Mirador, rilasciò la dichiarazione che il Presidente, mangiando una coscia di pollo, si era rotto una capsula e l’amico Paul HELMS l’aveva accompagnato da un dentista, tale Dott. PURCELL, per farla riparare. EISENHOWER riapparve poi in pubblico la mattina successiva, partecipando ad una funzione religiosa in una chiesa della zona. Tutto spiegato, dunque?

Non proprio: quando la vedova del dentista venne intervistata da Bob MOORE nel 1979 non rammentava nulla del coinvolgimento del marito in un evento che pure si sarebbe dovuto discostare dalla quotidiana routine, a parte la circostanza che la sera successiva al 20 febbraio, nel corso di una cena all’aperto, il marito era stato presentato ai giornalisti come “il dentista che aveva curato il Presidente”. Inoltre svolgendo una ricerca presso la Biblioteca Eisenhower, nella sezione relativa ai files riguardanti lo stato di salute del Presidente, MOORE non ebbe a reperire alcun documento (referto o ricevuta) relativo ad un intervento ai denti compiuto nel mese di febbraio 1954; per di più, nella sezione contenente i ringraziamenti ed i riconoscimenti spediti dalla Casa Bianca a tutti coloro che avevano avuto qualcosa a che fare con il soggiorno del Presidente a Palm Springs, non esisteva alcun tipo di ringraziamento diretto al Dott. PURCELL (mentre, per esempio, vi era il ringraziamento al Reverendo che aveva celebrato la funzione domenicale presso la chiesa di Palm Springs la mattina del 21 febbraio 1954).

Infine, la vedova del giornalista Frank SCULLY (autore del best seller ufologico Behind the Flying Saucers) riferì a MOORE che nel 1954, avendo lei ed il marito acquistato una casetta sulle montagne soprastanti la base aerea di Muroc ed avendo ingaggiato dei carpentieri per alcuni lavori nel giugno di quell’anno, uno di essi – che aveva in precedenza lavorato alla base aerea – riferì appunto che vi era stata la visita segreta del Presidente EISENHOWER alcuni mesi prima.

Adattamento da articolo originale:

Fercoli, ragazzo di 15 anni

01 dicembre 2025

Bibliografia e fonti

Fonte: “Muroc 1954: l’incontro taciuto” di Gaetano Anaclerio

https://www.cunpugliabasilicata.it/articoli/muroc-1954-lincontro-taciuto/

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