Notizia: tre eruzioni solari in rotta verso la Terra
Pubblicato il 12 Novembre 2025
Pubblicato il 12 Novembre 2025
Notizia: tre eruzioni solari in rotta verso la Terra

Facendo seguito al precedente articolo pubblicato pochissimi giorni fa nel sito web della nostra Associazione dal titolo Notizia: l’instabile e grande AR4274 è orientata verso di noi, sono passati appena tre giorni e la macchia solare AR4274 ha dimostrato di essere eccezionalmente attiva.

Di seguito riassumiamo le tre grandi coppie di eventi di questi giorni, caratterizzati ciascuno da brillamento solare ed espulsione di massa coronale a cui stiamo assistendo in prima persona: ne siamo pienamente coinvolti!

  • Domenica 9 novembre 2025, ore 08:35: brillamento classe X1.8 seguito da eruzione solare.
  • Lunedì 10 novembre 2025, ore 10:19: brillamento classe X1.2 seguito da eruzione solare.
  • Martedì 11 novembre 2025, ore 11:04: brillamento classe X5.1 seguito da eruzione solare.

Ben 3 brillamenti solari di classe X, il massimo della scala in potenza energetica, seguiti da un’espulsione di massa solare dalla sua superficie in 3 giorni !

In arrivo tra pochissime ore l’eruzione solare più intensa

Tutti e tre questi eventi sono stati prodotti dalla macchia solare denominata AR4274.
Per essere più precisi e per capire meglio come funziona la nostra stella, sia i brillamenti che le rispettive eruzioni solari sono state generate dalle potentissime linee di forza del campo magnetico solare: queste fuoriuscendo dall’interno della nostra stella verso la superficie convogliano e concentrano il plasma solare di cui è costituita tutta la superficie, in delle regioni più dense rispetto a quelle circostanti. Queste regioni più dense sono state chiamate “macchie solari”.

Proprio adesso mentre queste informazioni vengono spiegate all’interno di questo articolo, la parte più consistente di plasma solare, in viaggio nello spazio interplanetario del Sistema solare, deve ancora raggiungere il nostro pianeta.
Questa mattina dalle ore 04:00 circa (italiane), due CME hanno colpito il campo magnetico terrestre, provocando una “tempesta geomagnetica solare” di grado G4 e creando una aurora boreale rossa ben visibile dalle nostre Alpi.

Ma questo è stato causato dall’arrivo delle due CME più deboli; l’ondata di particelle solari più intensa, secondo le previsioni del NOAA, dovrebbe arrivare in prossimità del nostro pianeta alle ore 15:00 italiane circa (14:00 UTC) di oggi.

Caratteristiche particolari dei brillamenti solari più forti

Il brillamento solare classe X5.1 di ieri, proveniente dalla macchia solare 4274 ha scagliato nello spazio una quantità immensa di protoni energetici verso la Terra. Ricordiamo che i protoni, assieme ai neutroni ed agli elettroni sono le particelle sub-atomiche costituenti la materia di cui noi siamo costituiti e che noi conosciamo quotidianamente.

Alcune di queste particelle posseggono così tanta energia che stanno penetrando dall’atmosfera direttamente fino al suolo. Questo è un evento molto significativo“, afferma il professor Clive Dyer del Surrey Space Centre. “I monitor di [rilevazione dei] neutroni di tutto il mondo lo stanno rilevando.

Grafico di rilevazione dei neutroni provenienti dal Sole, da cui si vede chiaramente il picco di rilevazione in occasione del brillamento solare classe X5.1 avvenuto alle ore 11:04 italiane (10:04 UTC) di martedì 11 novembre 2025. (Crediti: spaceweather.com)

Questo tipo di fenomeno è chiamato un “evento a livello del suolo” (GLE o Ground Level Event). Gli eventi di questa portata sono rari, avvengono solo una o due volte ogni ciclo solare, cioè ogni 11 anni. “Questo è paragonabile al GLE del 13 dicembre 2006“, afferma Dyer. È un evento che si verifica con una cadenza di una volta ogni 20 anni circa.

Per fare un confronto e fornire un dato indicativo, durante il GLE del 2006, i passeggeri dei voli aerei ad alte latitudini (vicino ai poli nord e sud) hanno sperimentato un tasso di dose di picco di assorbimento delle particelle subatomiche prodotte da Sole molto più alta del normale (25-30 microSievert all’ora), a quota di crociera. Questo si è tradotto in un aumento stimato del 20% della dose totale di radiazioni efficaci assorbite dalle persone. Qualcosa di simile potrebbe accadere ora.

L’analisi del GLE di oggi ci aiuterà a prepararci per eventi più grandi come una ripetizione [dell’evento] del 23 febbraio 1956, […] che ha prodotto un aumento di mille volte delle radiazioni a 40000 piedi“, afferma Dyer. Quarantamila piedi corrispondono ad una altitudine di circa 12 chilometri.

Già da ieri poco dopo il verificarsi del brillamento X5.1 dell 11:04 italiane, i protoni solari stanno disturbando direttamente i sensori dei satelliti, creando disturbi nei sistemi di imaging in orbita nello spazio attorno al nostro pianeta.

Tutto il disturbo presente nelle immagini dello strumento chiamato “coronagrafo C3” dell’osservatorio solare spaziale SOHO è causata da particelle energetiche che colpiscono il rivelatore CCD della fotocamera. L’appannamento delle telecamere è un importante effetto collaterale di forti eventi di radiazioni. (Crediti: spaceweather.com)

Stasera dopo il tramonto, guardando verso nord, possibilmente da luoghi bui e lontani dalle luci artificiali, potremmo essere testimoni del raro fenomeno naturale delle aurore boreali di colore rosso.
Ricordiamo che la notte vera e propria oggi inizia alle ore 18:28 (alba astronomica), quindi già dalle 18:00 circa sarà possibile iniziare a vedere qualcosa, se si verificasse.

Ma perchè vediamo l’aurora boreale di colore rosso?
Abbiamo già risposto a questa domanda in questo articolo dal titolo “Aurora boreale dall’Italia: perché la vediamo di colore rosso?

Che cosa significa un’aurora boreale di colore rosso?
Anche questo aspetto è stato già approfondito all’interno del seguente documentario “AURORA BOREALE – Hitler e i diavoli d’oggi“.

Notizie, dati e considerazioni

Andrea Macchiarini

12 novembre 2025

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Fonti e riferimenti

Immagine in evidenza:

https://soho.nascom.nasa.gov/sunspots/



Immagini:

helioviewer.org

https://gs671-suske.ndc.nasa.gov/

https://www.spaceweather.com



Bibliografia e siti internet consultati:

https://www.swpc.noaa.gov/

https://www.spaceweather.com/archive.php?view=1&day=09&month=11&year=2025

https://www.spaceweather.com/archive.php?view=1&day=10&month=11&year=2025

https://www.spaceweather.com/archive.php?view=1&day=11&month=11&year=2025

https://www.spaceweather.com/archive.php?view=1&day=11&month=11&year=2025

https://www.media.inaf.it/2024/05/22/solar-dynamo-near-surface/




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