
La macchia solare che oggi abbiamo classificato come AR4274 sta crescendo di dimensioni e la sua posizione sulla superficie solare è rivolta direttamente verso il nostro pianeta.
Poco sopra potete vedere le sue reali dimensioni aggiornate al momento della stesura di questo testo.
Come era prevedibile in base alle osservazioni dei giorni scorsi, questa specifica macchia solare relativamente grande e attiva è emersa appena sei giorni fa dall’orizzonte sinistro della superficie solare, grazie al naturale moto di rotazione della superficie solare attorno al proprio asse geografico.
Nei giorni in cui si trovava sull’altro lato della nostra stella a noi visibile è stato visto essere il punto di origine di ben tre forti brillamenti solari, seguiti da espulsioni di massa coronale. Ai seguenti collegamenti è possibile osservare le registrazioni strumentali di queste grandi emissioni di energia solare nello spazio, grazie all’osservatorio spaziale SDO:
21 ottobre 2025: CME #1
29 ottobre 2025: CME #2
30 ottobre 2025: CME #3
NOTA: la sigla CME è un acronimo internazionale in uso per indicare le eruzioni solari. Il nome completo è “Coronal Mass Ejection“. La sua traduzione in italiano è “Espulsione di Massa Coronale“: in parole semplici un pezzetto vero e proprio di superficie solare, un “pezzo di Sole” si stacca e viene lanciato nello spazio in direzione verticale più o meno perpendicolare rispetto alla posizione da cui viene emesso.
Inoltre appena 4 giorni fa, il 4 novembre 2025 alle ore 18:34 italiane (17:34 UTC) proprio questa zona attiva della superficie solare chiamata AR4274 ha emesso un brillamento solare di intensità X1.8. L’espulsione di massa coronale seguita al brillamento sta ancora oggi investendo e coinvolgendo il nostro pianeta con il suo passaggio.
NOTA: un “brillamento solare“, in inglese “solar flare“, è una emissione di energia elettromagnetica di varie frequenze, soprattutto sottoforma di radiazione ultravioletta e sottoforma di raggi X.
Essendo una emanazione di questo tipo, la sua velocità di propagazione nello spazio è praticamente identica alla velocità della luce. Per questo dal momento in cui viene generata al momento in cui i satelliti o gli strumenti in orbita attorno alla Terra la percepiscono, trascorrono appena 8 minuti circa. In parole semplici lo possiamo immaginare come un “flash fotografico”, ma su scala stellare: alcuni hanno avuto la durata di ore.

Le “radici magnetiche contorte” che stanno generando AR4274
Ma perchè questa macchia solare AR4274 è così particolare? Gli astronomi, scienziati e studiosi di “space weather”, il meteo spaziale, tengono sott’occhio questa regione così attiva perchè sta emettendo brillamenti solari e espulsioni di massa coronale quasi quotidianamente. Il motivo di questo comportamento può essere in parte trovato in questa mappa magnetica della superficie solare, realizzata dal Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA.

Si noti la distribuzione delle polarità del campo magnetico solare all’interno di questa macchia solare, contrassegnati con i simoli in bianco (+) e (-): i poli magnetici sono disposti in modo insolito.
Secondo decennali studi sul Sole risalenti all’inizio del secolo scorso, riassunti nella “legge di Hale“, i poli magnetici della macchia solare dovrebbero essere orientati -/+, cioè negativi (-) a sinistra e positivi (+) a destra. Invece dalla mappa si evince chiaramente sono ruotati di 90 gradi: positivo (+) è in cima e negativo (-) è sul fondo.
Questa macchia solare è stata originata da un insolito campo magnetico e non sta seguendo il comportamento “normale” delle altre macchie solari.
Le “radici magnetiche contorte”, così definite dai siti specializzati in materia, che generano questa macchia solare sono ruotate e piene di tensione. I forti brillamenti già emessi e che saranno prodotti sono il modo in cui questo campo magnetico attorcigliato cerca naturalmente di distendersi.
I ricercatori del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ad oggi sostengono che per la giornata di domani 7 novembre:
- c’è un’80% di probabilità di brillamenti solari di classe M;
- c’è una probabilità del 35% di potenti brillamenti solari di classe X.
Questa previsione lascia il tempo che trova, però è certamente indicativa di come il campo magnetico che sta generando la macchia solare prima o poi rilasci tutta l’energia che sta accumulando.
Per il quando, il come e il quanto, ancora le nostre conoscenze sul Sole non sono in grado di fornire una risposta esaustiva.
L’unica cosa che sappiamo, in base allo studio sul comportamenti delle macchie solari nel passato, è che più la macchia solare è grande e più il campo magnetico che la genera è potente e attorcigliato su se stesso. Più questo è potente e attorcigliato e più energia è in grado di rilasciare nello spazio, sia inizialmente sottoforma di brillamento solare (radiazione eletrromagnetica), sia successivamente come espulsione di massa coronale (plasma solare vero e proprio).
Inoltre il momento più delicato per noi, per la civiltà umana attuale, è proprio quando la macchia solare è orientata verso di noi. Questo orientamento geografico sulla superficie solare indirizzerebbe l’energia lanciata nello spazio direttamente verso il pianeta su cui viviamo.
Ricordiamo che nel caso che una potente espulsione di massa coronale ci colpisse direttamente, potrebbero saltare tutte le infrastrutture elettriche per giorni, se non mesi, portando di colpo la parte di pianeta direttamente colpita nel più oscuro medioevo in poche ore.
Notizie, dati e considerazioni
Andrea Macchiarini
8 novembre 2025
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