
Pochi personaggi hanno lasciato nella storia un’aura di fascino e mistero come il Conte di Saint-Germain. Esoterista, alchimista, diplomatico, musicista, ma soprattutto “immortale”: così lo descrivevano i suoi contemporanei. Federico II di Prussia lo definì addirittura: “un uomo che sa tutto e che non muore mai”.
Ma chi era davvero questo enigmatico personaggio che ancora oggi alimenta leggende?
Un uomo fuori dal tempo
Giacomo Casanova, che lo conobbe personalmente, scrisse nelle sue memorie:
“Sosteneva con una grande faccia di bronzo di avere trecento anni, di possedere la medicina universale, di essere in grado di fare tutto quel che voleva con la natura, di essere capace di fondere i diamanti.”
Il Conte non passava inosservato: era colto, elegante, di bell’aspetto, capace di parlare numerose lingue e di suonare musica con talento. Era descritto da chi lo ha conosciuto, come ad esempio Voltaire, Cagliostro, M.me Pompadour e Mozart, come un uomo raffinato, affascinante e dalle maniere impeccabili. Charles Henri, Barone di Gleichen, lo descrisse come: “un uomo di taglia media, assai robusto, vestito con semplicità magnifica e ricercata”, mentre per il già citato Casanova era di “piacevole d’aspetto, sapeva conquistare le donne”. Madame de Genlis nelle sue memorie ne parlò invece come un uomo “un poco al di sotto della statura media, ben fatto, dalla camminata veloce; i suoi capelli erano neri, la sua carnagione scura, la sua fisionomia molto spirituale, i suoi tratti regolari”.
Origini misteriose
Le sue origini sono avvolte nell’ombra. Non apparteneva alla nobile famiglia francese Saint-Germain, ma pare vantasse comunque sangue reale: secondo alcune ipotesi, era figlio illegittimo della regina Maria Anna de Neuburg, secondo altre del principe transilvano Francesco II Rákóczi. Altri ancora lo descrivono come un avventuriero spagnolo o portoghese di origini ebraiche. Se per la storia è noto come Conte di Saint-Germain, di fatto nella sua vita utilizzò spesso altri appellativi, tra cui: Conte di Welldone, Marchese d’Aymar, Conte di San Germano, Monsieur de Surmont o Monsieur de Belmar. Vi é chi ha notato che Saint-Germain era uno pseudonimo usato con il significato di “Vomes Sanctae Fraternitatis” (Socio della Santa Fratellanza), una probabile allusione alla sua presunta affiliazione all’antico ordine dei Rosacroce.
Quel che è certo è che fin da giovane possedeva un’educazione aristocratica e una cultura vasta, che gli permise di entrare facilmente nelle corti europee.

Alla corte di Luigi XV
Nel 1743 il Conte arrivò a Parigi, dopo un periodo a Londra in cui si era fatto conoscere come musicista. Alla corte francese conquistò l’amicizia della potente Madame de Pompadour, che lo introdusse al re Luigi XV.
Il sovrano, incuriosito dal personaggio, volle mettere alla prova le sue qualità “paranormali”. Il re, da bambino, aveva ascoltato una storia che lo aveva impressionato, relativa a Maître Dumas, procuratore dello Chatelet e dilettante alchimista, sparito nel nulla dalla sua abitazione dopo aver ricevuto la visita di un omino nero su un vecchio ronzino ferito. Il Conte citò il nome dell’uomo e rivelò anche l’esatto indirizzo in cui la scomparsa era avvenuta: rue de l’Hirondelle. Aggiunse inoltre che il cadavere non si era mai trovato in quanto Dumas si era avvelenato nel laboratorio sotterraneo, la cui unica entrata era una botola nascosta da alcune lastre mobili nei pressi dell’entrata. Poi si fermò, concludendo che potevano saperne di più solo i seguaci di Rosacroce, cosa che il re non era. Il giorno successivo fu riaperta un’inchiesta e tutto fu trovato come descritto. Saint-Germain riuscì persino a riparare una gemma imperfetta, aumentandone il valore da 6.000 a 10.000 franchi: un’impresa che gli valse la fama di alchimista.
Luigi XV, affascinato, gli mise a disposizione un appartamento nel castello di Chambord, con tanto di laboratorio segreto. Ufficialmente, il Conte vi sperimentava tinture per le manifatture, ma in realtà conduceva esperimenti esoterici e alchemici. Note erano anche le sue conoscenze in campo cosmetico, pare infatti producesse miracolose pomate in grado di regalare l’eterna giovinezza, molto richieste dalle donne dell’epoca.

L’aura di immortalità
Il Conte all’epoca era già avvolto da un alone di mistero per le leggende che lo riguardavano relative alla sua immortalità ed eterna giovinezza. La sua fama aveva iniziato ad affermarsi quando, ad un ricevimento tenutosi alla corte di Luigi XV, incontrò la contessa di Vergy. Questa lo salutò affettuosamente, chiedendogli informazioni sul padre, che aveva conosciuto una cinquantina di anni prima a Venezia, ma la risposta che ottenne fu per lei sconvolgente: l’uomo conosciuto era proprio lui e, per rendere inequivocabile l’affermazione, le descrisse dei particolari che solo qualcuno presente allora poteva conoscere! Storie come questa alimentarono la convinzione che fosse immortale. Molti lo descrivevano sempre identico a sé stesso, senza mai invecchiare.

Diplomatico e viaggiatore
Oltre alle sue abilità misteriose, Saint-Germain svolse anche attività politica e diplomatica. Si dice che abbia aiutato Caterina II di Russia a spodestare il marito, lo zar Pietro III, e che fosse coinvolto in delicate trattative tra le grandi potenze europee.
Nel 1746 il conte scomparve misteriosamente per dodici anni, lasciando spazio a speculazioni: c’è chi sostiene che viaggiò in Cina e Tibet per apprendere segreti mistici, chi invece lo vuole iniziato agli Illuminati di Baviera.
Fra le caratteristiche più stravaganti attribuitegli ci fu quella di sparire all’improvviso e di riapparire contemporaneamente in più luoghi, qualità che indusse alcuni a pensare che non si trattasse di un’unica persona, ma di un gruppo di individui con lo stesso aspetto e la stessa identità esterna introdotte presso le corti europee.
La morte… o l’ennesima illusione?
Il 27 febbraio 1784 Saint-Germain morì ufficialmente a Eckernförde, nel castello del principe Carlo d’Assia-Cassel. Tuttavia, la sua scomparsa non mise fine al mistero: pochi giorni dopo, quando si aprì la tomba per rendergli omaggio, il corpo era sparito.
Ne seguirono innumerevoli apparizioni. Fu visto nel 1785 a una riunione massonica a Wilhelmsbad. Nel 1789, la Contessa d’Adhemar, dama d’onore della Regina Maria Antonietta, avrebbe visto il Conte in una chiesa di Parigi, mentre infuriava la rivoluzione. Pare, inoltre, che Napoleone Bonaparte fu iniziato proprio dall’ “Immortel”. Qualcuno giura di avere incontrato Saint-Germain a Parigi in compagnia di Cagliostro, seguendo la tesi che voleva quest’ultimo allievo iniziatico del Conte. Anche a Roma, ogni Natale, a mezzogiorno, c’è chi giura che il Conte di Saint-Germain appaia sul Pincio, tranquillamente seduto su una panchina ad attendere i suoi seguaci.

Il mito del Maestro Asceso
Per gli esoteristi contemporanei, Saint-Germain non è mai morto: sarebbe diventato un “Maestro Asceso”, il custode del Settimo Raggio, inviato a guidare l’umanità dall’alto delle sfere spirituali.
Che sia stato avventuriero, alchimista, spia o iniziato, il Conte di Saint-Germain rimane una delle figure più enigmatiche e affascinanti della storia.
E forse, in fondo, è proprio il suo alone di mistero a renderlo immortale.
Alice Bei
14 ottobre 2025



