Trasmutazioni nella natura (prima parte)
Pubblicato il 3 Giugno 2025
Pubblicato il 3 Giugno 2025

Trasmutazioni nella natura (prima parte)

“Sulla terra esempi di innumerevoli universi apparentemente unici,

apparentemente miliardi di direzioni diverse.

Nasce dal fuoco, diviene acqua (mare), viaggia nel vento, diviene sabbia,

tutto è Innumerevoli Trasmutazioni”

(Il Settimo Saggio, versetto 991)

Trasmutazioni Biologiche a Bassa Energia

Il chimico e fisico francese Corentin Louis Kervran (1901-1983) fu il più assiduo ricercatore nel campo della trasmutazione biologica. I suoi rigorosi esperimenti all’Università di Parigi gli valsero anche una candidatura al Premio Nobel.

Le teorie e le osservazioni di Kervran furono dapprima rifiutate, poi riconosciute dalla scienza ufficiale –perché sperimentate– ed infine semplicemente “rimosse” in quanto mettevano in dubbio alcune certezze fondamentali saldamente acquisite.

Una delle cose principali che evidenziò fu che, come nella fissione nucleare bombardando con miliardi di protoni i nuclei atomici si formano nuovi elementi, in Biologia lo stesso fenomeno si verifica a deboli energie attraverso l’azione di enzimi che, modificando la struttura molecolare della cellula, rendono possibile la trasmutazione degli elementi.

Questa trasmutazione avviene in due fasi: nella prima un enzima modifica la struttura molecolare della cellula rendendola più sensibile all’azione dei neutrini; nella seconda il neutrino entra nel nucleo dell’atomo e modifica la sua struttura aggiungendo un protone che viene da un altro elemento (ossigeno o idrogeno).

Kervran nasce a Quimpèr, Francia -più precisamente in Bretagna, nel Finistère- nel 1901, nel paese dei druidi e di Asterix e probabilmente questo non è un fatto irrilevante. Ed ecco che ci racconta le sue prime osservazioni scientifiche e i suoi primi “perché?”:

“I miei genitori tenevano qualche gallina. Erano chiuse in un pollaio collegato ad un cortile. Noi abitavamo nella Bretagna interna, dove mio padre era funzionario, in una zona piena di scisto e granito, del tutto priva di calcare. Alle galline non si dava mai il calcio e tuttavia, all’epoca della deposizione delle uova, scodellavano ogni giorno un uovo dal guscio calcareo. Non mi ero mai posto la questione di sapere da dove venisse questo calcare dell’uovo (o delle ossa del suo scheletro). Però mi ero incuriosito per un’osservazione che avevo fatto:

Quando le galline riproduttrici venivano lasciate libere nel cortile, si mettevano a beccare incessantemente le pagliuzze di mica di cui era cosparso il terreno (la mica è una delle costituenti del granito, insieme al quarzo e al feldspato e tutti sono composti di silicio. Era tutto quello che sapevo all’epoca, quando andavo alla scuola primaria).

Potevo constatare, quando il sole si metteva a brillare dopo uno scroscio di pioggia, che la gallina sceglieva con precisione la mica: ben lavate dalla pioggia, le centinaia di pagliuzze visibili a metro quadro sembravano minuscoli specchietti e l’impatto del becco della gallina era facile da seguire.

Nessuno seppe dirmi perché le galline beccavano la mica e non i granelli di sabbia. E osservavo mia madre che apriva il ventriglio di una gallina appena morta. Dentro, ci si trovavano dei sassolini, della sabbia, ma niente mica. Ma dove andava a finire la mica? Nello stomaco? Perché questo minerale veniva mandato giù dalla gallina? Ne ero rimasto colpito e il fatto si depositò nel mio subconscio tra gli altri misteri. Perché mi piacevano le spiegazioni ‘solide’, ‘logiche’…i ‘perché?’ di tutti i bambini…”.

Si comprese quindi che le galline avevano trasformato qualche elemento della mica in calcio. L’esperimento fu ripetuto anche con altri volatili e i risultati confermarono la trasmutazione.

La formula della mica è:

KAl2 [(OH,F)2 | AlSi3O10]
si può quindi ipotizzare che la produzione di Calcio possa derivare dalla trasmutazione biologica

del Potassio: K19 + H1 → Ca20
o del Silicio: Si14 + C6 →Ca20

[Ad es.: il Potassio (K) con 19 protoni, tramite l’enzima, riceve nel nucleo 1 protone (idrogeno H) trasformandosi in Calcio (Ca20) 20 protoni].

Nel 1971 Kervran realizzò altri esperimenti e, studiando la germinazione dei semi di avena, scoprì che si creavano una notevole quantità di elementi che prima non erano presenti (né nei semi, né nel terreno), soprattutto il calcio.
Osservò inoltre che nel rapporto tra i minerali che si trovano nella frutta fresca e in quella essiccata esistevano differenze evidenti comprovabili anche con la teoria delle trasmutazioni biologiche.

Giunse anche alla conclusione che le piante possono produrre autonomamente gli elementi di cui necessitano, per cui la concimazione non deve necessariamente reintegrare quanto asportato dai raccolti, ma solamente ciò che può essere trasmutato dalle piante. 

Alcune aziende biodinamiche utilizzano questa pratica, che potrebbe mettere in crisi l’intera industria dei fertilizzanti.

Ci sono risvolti anche in campo medico. La terapia tradizionale nelle affezioni delle surrenali, per esempio, prevede la somministrazione di potassio con un rischio frequente di iper-potassemia, molto pericolosa per il cuore. Somministrando invece il magnesio, che l’organismo può trasformare in potassio in quantità proporzionali alle sue necessità, si evita questo pericolo.

E ancora, secondo le esperienze di Kervran, se in caso di fratture invece di somministrare calcio si apporta silicio, la ricalcificazione avviene in tempi decisamente più rapidi.

Probabilmente è per questo motivo che, nella tradizione erboristica, per le carenze di calcio si consigliano tisane di equiseto, molto ricco di silicio.

Con Kervran, quindi, si è aperto un nuovo mondo per la scienza: quello della bio-fisica nucleare. A tutt’oggi però, le sue scoperte non ricevono il meritato riconoscimento e la giusta considerazione; forse perché se si ammettessero le trasmutazioni a debole energia, la scienza si troverebbe costretta a condividere il concetto che in natura sono possibili numerose reazioni nucleari di fusione fredda e dovrebbero quindi avallare le brillanti teorie di altri interessanti scienziati, come i nostri Vincenzo Iorio e Domenico Cirillo.

“La trasmutazione ad infinitesima energia… e tutto avviene, l’Assoluto crea dal Nulla”
(Il Settimo Saggio, versetto 150)

LA NATURA OPERA IN MODO “PIU’ SOTTILE” DELL’UOMO ovvero PERCHE’ IL SAPORE E IL VALORE NUTRITIVO DEI CIBI ARTIFICIALI SONO DIVERSI DA QUELLI DEI CIBI NATURALI . Estratto da “TRASMUTAZIONI BIOLOGICHE E FISICA MODERNA” di C.Louis Kervran (Giannone Editore, 1992)

Quanti progressi sono stati fatti da cent’anni a questa parte dalla chimica! Al punto che ci invade, che quasi tutto ciò che si trova in commercio paga il suo tributo alla chimica, che quasi più niente è naturale e si finisce per non capire che tutto questo apporto chimico in ciò che ingurgitiamo, deteriora il nostro organismo. Noi vediamo i sostenitori dello svariato impiego di prodotti chimici insistere sul fatto che un prodotto naturale e un prodotto chimico di sintesi dalla stessa formula chimica hanno, secondo loro, lo stesso ruolo nell’organismo. Essi dichiarano che, poiché è impossibile distinguerli con l’indagine chimica, il loro comportamento nell’organismo deve necessariamente essere lo stesso poiché, sempre secondo loro, ogni fenomeno vitale si può fare rientrare nella chimica. Questo è un errore. L’analisi chimica non è sufficiente a caratterizzare un prodotto. Del resto, i biochimici ora sono d’accordo. Essi sanno che atomi qualitativamente e quantitativamente identici possono essere disposti in modo diverso nello spazio e perciò il “rivestimento” elettronico esterno risultante è differente. È l’orbitale molecolare che determina le possibilità di “agganciamento” tra molecole, quindi il comportamento finale di una molecola. Del resto, si arriva a separare queste molecole dalla stessa formula chimica globale con la cromatografia: secondo la forma delle molecole, per capillarità, esse salgono più o meno facilmente negli pseudocanali che formano le fibre vicine della carta. Adesso si sa che secondo la forma delle molecole nello spazio, cioè in base alla loro tipologia, le proprietà possono essere molto differenti in biologia. Cosicché un certo prodotto di sintesi, avente esattamente la stessa formula chimica grezza del prodotto naturale, potrebbe non avere effetto o essere addirittura molto dannoso, mentre il prodotto naturale è per lo più benefico.

Effetto di fisica nucleare

L’ effetto di fisica nucleare è un altro aspetto di cui si comincia a parlare da poco tempo. Finora viene ammesso, negli ambienti ufficiali, che la biologia si riduce a reazioni chimiche. Certo, ve ne sono, e molte. Ma c’è dell’altro che non ha potuto mostrare l’analisi chimica. È stato provato che la natura opera in modo molto “sottile”. Non si accontenta, come i nostri chimici, di “accostare” tra loro gli atomi per fare le molecole; essa opera a livello subatomico, a livello dei nuclei degli atomi…  

Altre ricerche, in una direzione molto differente, hanno mostrato che, in ciò che vive, le reazioni chimiche non avvengono come in provetta e che c’è, in più, un’azione di fisica nucleare che trova sempre più applicazioni. È stato stabilito che in un prodotto naturale la composizione isotopica non è la stessa che in una reazione di materia inerte. Ciò ha permesso, da poco, di distinguere un prodotto naturale da un prodotto di sintesi avente la stessa formula chimica. In tal modo, se la composizione di H e di O varia, è la composizione dell’acqua che varia da una pianta all’altra. Tutto ciò porta a numerose applicazioni. Per esempio, un succo di frutta può essere naturale, oppure, per ridurre le spese di trasporto, se ne fa un estratto secco nel luogo di produzione. Nel luogo di consumo, viene “rigenerato” con acqua di rubinetto, la cui composizione isotopica è differente da quella dell’acqua della pianta ( lo stesso avviene per gli ortaggi disidratati e poi “rigenerati”, per il latte in polvere o concentrato, ecc. ). Questi prodotti “rigenerati” non possono avere quindi le stesse qualità del prodotto completamente naturale, anche se il concentrato è “naturale” e l’acqua è “naturale”.

Adesso l’inganno si rivela facilmente con lo spettrometro di massa. Con questi esempi, ho voluto dare un’ulteriore motivazione alla scelta di consumare prodotti naturali, perché l’analisi chimica, anche se rivela i prodotti nocivi aggiunti ai nostri alimenti, non è in grado di mettere in luce le proprietà peculiari di ciò che è fabbricato dalla Natura.

Tornando al Prof. Louis Kervran, egli curò la nascita e lo sviluppo della tecnologia nucleare in Francia dal 1946 al 1966, per incarico ufficiale del governo francese stesso. In questo senso si è occupato, in particolare, di promuovere le misure di sicurezza per prevenire gli effetti biologici delle reazioni atomiche, configurandosi come massimo esperto nazionale ( e tra i massimi a livello internazionale ) nel campo a cavallo tra biologia e fisica atomica. Dal 1959 cominciò a diffondere in numerosi scritti e conferenze in più lingue i risultati dei suoi studi trasversali tra fisica nucleare, biologia e geologia, che mostravano che la materia vivente, animale e vegetale, attua delle trasmutazioni nucleari di elementi chimici, osservate nell’uomo, negli animali, nei microrganismi e nelle piante, trasmutazioni che non hanno niente in comune con le trasmutazioni nucleari a forte energia ( quelle che danno origine alle esplosioni atomiche), in quanto avvengono per valori di temperatura e pressione assolutamente comuni ( essendo indotte dagli enzimi biologici ) e sono definite come trasmutazioni nucleari a debole energia.

Simonetta Ercoli

3 giugno 2025

Immagine in evidenza: gpointstudio, freepick.com

Bibliografia e fonti

https://chiaccherechiacchereetuttoilresto.wordpress.com/2016/08/19/trasmutazioni-nella-natura/

http://www.similiaspagiriaomeopatia.it/scuola/lezione3/l3file/l3_23.htm

https://www.macrolibrarsi.it/libri/__trasmutazioni-biologiche-e-fisica-moderna.php

https://www.aipro.info/wp/wp-content/uploads/2017/08/07.pdf

https://www.psicosintesi.it/files-scritti/04%20QUALITA’%20OSTACOLI%20E%20RISORSE/la-trasmutazione-e-l-uso-delle-energie-combattive.pdf

https://www.tragicomico.it/trasmutazione-spirituale/

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