The Young Global Leaders (prima parte)
Pubblicato il 21 Novembre 2022
Pubblicato il 21 Novembre 2022

È interessante chiederci come mai più di 190 governi in tutto il mondo hanno affrontato la pandemia Covid 19 quasi tutti esattamente nello stesso modo, ricorrendo a lockdown, mascherine e passaporti vaccinali. La quasi totalità dei politiciin carica negli ultimi due anni ha dato risposte molto dure alla pandemia attraverso provvedimenti che hanno aumentato considerevolmente il potere dei governi nei confronti dei loro cittadini. Parallelamente un’alleanza nascosta di leader politici e aziendali sembra avere sfruttato la recente pandemia proprio con l’obiettivo malcelato di schiantare le economie nazionali.

Per capire come tutto questo sia stato possibile forse può aiutarci la scuola dei Giovani Leader Globali (Young Global Leaders), un’istituzione fondata e gestita da Klaus Schwab, che ha formato molti dei più importanti leader politici e aziendali di oggi.

Forse pochi sanno che una parte consistente dei politici, dei giornalisti, degli artisti, degli imprenditori e degli influencer del mondo di oggi provengono da una formazione precisa,che si ispira ai principi e agli obiettivi del World Economic Forum, potente organizzazione internazionale al servizio del gotha finanziario ed economico mondiale. È stato proprio il WEF a lanciare nel 1992 un programma chiamato “Global Leaders of Tomorrow”, ribattezzato poi nel 2004 “Forum for Young Global Leaders”.

Il Young Global Leaders è un’organizzazione, gestita da Ginevra, che mira a creare una community di giovani leader provenienti da tutto il mondo, che possano dare un contributo concreto alla creazione di un nuovo modello di leadership per il futuro basata sulla sostenibilità. I membri del YGL partecipano a un programma di cinque anni che offre corsi formativi ed opportunità di collaborare non solo con altri coetanei, ma anche con un network di premi Nobel, vincitori di premi Pulitzer, capi di Stato e Ceo, tutti impegnati, come negli obiettivi del WEF, a “migliorare le condizioni del mondo’.

Non è un caso che il 1992 sia stato scelto come anno per avviare il programma Global Leaders of Tomorrow, dal momento che è lo stesso anno in cui è stata lanciata nel mondo l‘Agenda 21 per lo sviluppo sostenibile. La nuova ‘Agenda’ avrebbe richiesto un nuovo tipo di leader e il programma di Schwab era fondamentale. Attraverso il progetto Global Leaders of Tomorrow, il World Economic Forum è stato determinante nel plasmare un ordine mondiale che andasse a corrodere i principi democratici e da diversi decenni questo programma sta confezionando leader conformi che agiscono come agenti del WEF nei governi di tutto il mondo con conseguenze di portata determinante per l’umanità.

La visione di Schwab

La visione di Schwab è stata quella di riunire promettenti talenti che non avessero ancora quarant’anni, già impiegati in posizioni elevate e disposti a partecipare a corsi e incontri con personaggi della loro stessa classe. I candidati avrebbero dovuto fare domanda per entrare nel club esclusivo e sottoporsi a un duro processo di selezione per essere scelti. In cambio è stato per loro possibile stabilire importanti contatti con personalità di alto livello provenienti da tutto il mondo e fare rete con la futura élite.

Dal 1993 Klaus Schwab ha nominato circa 200 leader ogni anno. Alcuni di loro provengono da famiglie influenti, ma la maggior parte sono soggetti all’inizio della carriera che subito dopo la loro nomina occupano importanti posizioni nei centri di controllo dei governi di tutto il mondo. Un numero impressionante di politici importanti sono stati selezionati e messi al potere dal WEF, che di fatto è diventato un governo mondiale segreto.  

Nella seconda metà degli anni ‘90 l’organizzazione di Schwab cambia il suo nome in “Forum for Young Global Leaders” e diventa una scuola di formazione i cui candidati provengono non solo dal mondo degli affari e dalla politica, ma anche da altri campi quali la scienza, i media, l’alta nobiltà, lo spettacolo, lo sport e le ONG attive a livello internazionale.

I membri del YGL

Secondo il loro sito ufficiale, Young Global Leaders è un “acceleratore per una comunità dinamica di persone eccezionali con la visione, il coraggio e l’influenza per guidare un cambiamento positivo nel mondo”. L’istituzione afferma di avere più di 1.400 membri e alunni provenienti da più di 120 nazioni.

I membri di questa scuola sono numerosissimi e tra i nomi più noti troviamo Bill Gates, fondatore di Microsoft,il capo della Banca Mondiale econsigliere presidenziale Larry Summer, gli ex capi di governo Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, Tony Blair, Gordon Brown, Viktor Orbán e José Maria Aznar, Lizz Truss,Boris Johnson, il primo ministro britannico Rishi Sunak, quello finlandese Sanna Marin, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro del Canada Justin Trudeau e quello della Nuova Zelanda Jacinda Ardern.

Nelle liste dei ‘laureati’, tutte reperibili sul sito web dei “Young Global Leaders”, brillano nomi di spicco del mondo degli affari, della politica e dello spettacolo. Le classi 1993 e 1994 includono David Roy Thomson, presidente del Thomson Reuters Corporation e Benazir Bhutto,exprimo ministro del Pakistan. Nella classe 1995 troviamo Steve Ballmer, CEOdi Microsoft e futuro capo della Commissione UE Jean-Claude Juncker. Le classi 1997 e 1998 includono l’ex ministro Guido Westerwelle e ilCEO di Amazon Jeff Bezos. Tra gli alunni degli anni successivi, per nominarne solo alcuni dei numerosissimi membri, scopriamo Christian Lacroix, Jodie Foster, J. K. Rowling, l’italiano Matteo Renzi, Chelsea Clinton, José Manuel Barroso, ex presidente della Commissione Europea, Jens Spahn, Sebastian Kurz, Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, Larry Page, fondatore di Google,Richard Branson di Virgin, Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, Elon Musk, Niklas Zennström, fondatore di Skype, i grandi della Formula 1 Nico Rosberg e Michael Schumacher, la pop star Bono Vox e il famoso attore hollywoodiano Leonardo Di Caprio.

Lo scopo dell’organizzazione

Scopo dell’organizzazione fin dal suo inizio è stato quello di “identificare e far avanzare un’agenda globale orientata al futuro, concentrandosi su questioni all’intersezione tra il settore pubblico e quello privato. Il partenariato pubblico-privato è una delle pietre miliari della filosofia del World Economic Forum, ovvero una fusione tra Stato e grandi imprese con l’obiettivo di risolvere i problemi globali in modo più “efficace”. La scelta dei leader riflette chiaramente questa aspirazione. Il gruppo Young Global Leaders è stato inizialmente incaricato di identificare le principali sfide del 21° secolo, che includono la pace, l’ambiente, l’istruzione, la tecnologia e la salute, tutte aree che i leader in arrivo avrebbero potuto sfruttare politicamente, economicamente e culturalmente nel nuovo millennio. Lentamente ed inesorabilmente i nobili obiettivi di creare un mondo migliore sono stati rapiti dai potenti di Davos.

Partner dei ‘Leader globali di domani’ sono grandi aziende globali come la Coca Cola Company, Ernst & Young, Volkswagen, BP Amoco, ma anche la Fondazione Bill & Melinda Gates, Google e JPMorgan Chase che hanno partecipato negli anni come sponsor della scuola. Tutti soggetti che possono contribuire all’ordine del giorno “svolgendo un ruolo attivo nello sviluppo e nell’attuazione del progetto YGL.”

Klaus Schwab ha aiutato praticamente ognuno di questi futuri leader a raggiungere posizioni più alte e quasi ognuno di loro ha promosso e pubblicizzato l’agenda del WEF. Questa nuova dimensione del WEF dà la possibilità all’élite che si riunisce a Davos di influenzare il corso del mondo nel futuro non solo economicamente, ma anche politicamente. Il fatto che Annalena Baerbock, attuale ministro per gli affari esteri tedesco, classe 2020, venga sistematicamente costruita come candidata a cancelliere nei nostri giorni, dimostra da un lato quanto sia grande l’influenza degli “Young Global Leaders”, ma dall’altro anche quanto velocemente l’organizzazione reagisca ai cambiamenti politici di oggi.

La finanza è accessibile solo agli esperti e non deve interessare voi cittadini comuni, perché tocca solo marginalmente la vostra vita quotidiana”- è così che ci è stato inculcato per decenni, ma è vero il contrario: in gran parte inosservata dal pubblico, l’industria finanziaria si è sviluppata come la più potente entità del nostro pianeta. Questa non è finzione, è un fatto. Basta ascoltare le parole del presidente del World Economic Forum, Klaus Schwab, quando dice: “Quando cito nomi come la signora Merkel, Vladimir Putin e così via, sono stati tutti Young Global Leaders del World Economic Forum, ma quello di cui siamo veramente orgogliosi ora è la giovane generazione come il primo ministro Trudeau, il presidente dell’Argentina e così via. Quindi penetriamo nei gabinetti.E ancora: “Ieri sono stato a un ricevimento per il primo ministro Trudeau, e so che metà del suo gabinetto sono Young Global Leaders del World Economic Forum”. Klaus Schwab ha così di fatto chiarito che il ruolo del YGL è quello di “penetrare” i gabinetti dei governi nazionali per promuovere la visione del capitalismo della Quarta Rivoluzione Industriale, diventando così l’erede del progetto più importante di Henry Kissinger,che prevede l’infiltrazione di individui e organizzazioni nei paesi di tutto il mondo con l’obiettivo di creare governi allineati ai globalisti costruiti nel quadro di una concettualizzazione senz’anima dell’imperialismo americano.

Durante il raduno annuale del 2022 del Young Global Leaders, Klaus Schwab ha discusso il ruolo del WEF e ha affermato come l’organizzazione sia stata in grado di diventare una forza molto influente negli ultimi 50 anni. Schwab ha approfondito il tema dell‘importanza di indottrinare i giovani nella sua filosofia di “approccio multistakeholder” e ha continuato a vantarsi delle oltre 200 “piattaforme collaborative” avviate dal WEF, ‘Centri per la quarta rivoluzione industriale’, in una dozzina di nazioni, e in tutti gli altri vari modi con cui il WEF si è “infiltrato” nei governi del mondo. Schwab ha inoltre individuato le diverse aree su cui si concentrano le piattaforme del WEF, vale a dire, la collaborazione regionale e globale, la natura e il clima, il nuovo contratto sociale e la quarta rivoluzione industriale.

Loredana

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