“Extravaganti” intervista Marco Marsili

Domenica 25 settembre, con replica venerdì 30 settembre, è andata in onda in Radio Amica l’intervista a Marco Marsili a cura di Gian e Nick di “Extravaganti”.

Marco ha iniziato parlando di sé e della sua formazione: da sempre è stato incuriosito dallo studio delle questioni spirituali (religioni, aspetto mistico della vita, discipline olistiche), con una predilezione per il contatto spirituale (buddhismo, filosofie induiste). Queste passioni nel tempo sono diventate sempre più forti, nel 2007 sono iniziate anche le prime ricerche sul contattismo, con lo studio dei messaggi di Eugenio Siragusa, fino ad arrivare al 25 novembre 2009, il giorno in cui Marco ha avuto la sua prima esperienza con la realtà extraterrestre, che ha cambiato il suo modo di pensare e la sua personalità. Da quel momento le esperienze si sono amplificate: seguono la conoscenza di Pier Giorgio Caria e Giorgio Bongiovanni e la fondazione, nel 2012, dell’Associazione “Dal Cielo alla Terra”, nata ispirandosi a Giorgio stesso.

L’associazione si occupa di divulgazione, organizza eventi, cineforum, dibattiti pubblici, incontri privati, articoli: cerca di portare questi insegnamenti di scienza cosmica spirituali, che hanno finalmente attuazione pratica, al maggior numero possibile di persone.

Gli extraterrestri trasmettono con grande cura tramite Giorgio, ma anche Eugenio e altri in passato, le loro conoscenze, importantissime per capire chi siamo, dove andiamo cosa facciamo, quindi per dare le risposte a tutte le grandi domande dell’uomo. La verità infatti può essere donata solo da personaggi che l’hanno realizzata.

Marco ha in seguito spiegato che i nostri fratelli dello spazio vengono da civiltà governate in base alla conoscenza delle leggi della vita, le quali vengono da loro praticate e rispettate. Queste civiltà sono civiltà che non cadono più perché hanno già commesso i loro errori nel passato: ora navigano nell’universo e si prendono cura di civiltà più giovani e in difficoltà come quella terrestre.

La rivelazione delle grandi verità viene data ai terrestri gradualmente in base alle loro capacità di recepirle. Spesso esse tuttora sono rivelate sotto forma di allegorie, per essere comprese da una coscienza in generale ancora immatura.

Ogni maestro che è vissuto sulla terra ha dato l’insegnamento appropriato a epoca storica e contesto socio culturale in cui è vissuto: proprio da qui sono nate le varie correnti spirituali. Tuttavia oggi bisogna uscire dall’idea bambinesca delle religioni, per entrare nella scienza dello spirito: dobbiamo conoscere la verità, quindi basare la vita non sui “credo”, ma sulla conoscenza.

I nostri fratelli maggiori vogliono favorire questa divulgazione della verità e offrono i loro insegnamenti per dirci come stanno le cose, dimostrano inoltre di essere nel vero quando dicono qualcosa e quel qualcosa si verifica.

Il contatto con noi avviene invece con parametri di diplomazia cosmica, che tiene conto delle leggi che governano l’esistenza, come ad esempio la legge del libero arbitrio, la quale gli extraterrestri non possono prevaricare. Essi però possono decidere modi e tempi del contatto: la loro metodologia attualmente è farsi vedere piano piano da tutti (infatti ci sono ovunque foto e testimonianze).

Spostando l’attenzione sui pianeti, Marco ha spiegato che i pianeti sono quasi tutti abitati: gli extraterrestri fanno parte della confederazione interstellare, che racchiude migliaia di civiltà differenti e provenienti sia da varie parti dell’universo, sia da altre galassie, tutte aree che hanno raggiunto lo stato dell’arte per la loro stabilità evolutiva, ma che continuano comunque a crescere ed imparare. Gli extraterrestri usano i loro pianeti di origine come templi sacri perché vivono viaggiando nel cosmo (le astronavi madri sono grandi anche quanto interi pianeti!) e hanno la capacità di interagire con la luce, in base alla quale creano qualsiasi elemento.

Noi terrestri invece siamo visitati soprattutto dai grigi, perché abbiamo ridicolizzato e maltrattato i loro grandi maestri, ne abbiamo ucciso addirittura uno, cioè Gesù: allo stesso tempo però gli extraterrestri cercano di contattare le personalità più sensibili e di formare gruppi per un eventuale contatto di massa. L’unica cosa che da loro non viene consentita è la distruzione del pianeta Terra: solo in questo caso interverrebbero in maniera autoritaria, perché ogni pianeta è un essere vivente e in quanto tale va tutelato.

L’intervista di Marco si è conclusa con il racconto del suo incontro nel bosco con un uomo che gli ha parlato di questioni spirituali legate alla sua vita: è stata un’esperienza molto intensa, che fa comprendere a tutti noi come gli extraterrestri possono pilotare le persone (ignare) per dare dei messaggi.

I libri di Marco si possono ordinare con un’ offerta libera e consapevole a questo link

Con devozione,

Alice Bei

5 Ottobre 2022

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