Lo spazio, il tempo e la cosmica Coscienza

DAL CIELO ALLA TERRA

QUANDO I GIOVANI INIZIATI DELL’ANTICA SHANGRILÀ SI RIUNISCONO E CHIEDONO LA PRESENZA DI UN MESSAGGERO DELLA MIA VOLONTÀ, CIÒ SI ADEMPIE ED IO INVIO UN MIO SERVO A SODDISFARE IL LORO DESIDERIO DI SAPERE.
UN’ANCELLA DEL MIO AMORE, LADY OSCAR, RACCONTA, MERAVIGLIOSAMENTE, COSA HANNO ASCOLTATO DAL VERBO CHE SI FA PAROLA, PERCHÉ IN QUEI MOMENTI LA MIA VOCE ED IL MIO SGUARDO, TRAMITE IL CORPO E LO SPIRITO DEL MIO MESSAGGERO, ACCAREZZA I LORO OCCHI E IL LORO SPIRITO.
LEGGETE E MEDITATE.

CON AMORE VOSTRO ADONIESIS

PIANETA TERRA
17 Luglio 2020. Ore 13:32
G.B.

IL TEMPO, LO SPAZIO E LO SPIRITO ONNICREANTE

La fonte divina disseta con la sua luce creativa tutti coloro che intendono abbeverarsi alle sacre fonti della vita. Così la Verità si mostra disadorna e decide di svelare i lati più nascosti che ora i nostri occhi sono in grado di vedere, ben sapendo comunque che la strada ancora è molta e che sono molteplici i valori da realizzare nello spirito attraverso questa esperienza incarnativa.

Nel corso dei secoli, coloro che ricercano la Verità, che i greci chiamavano appunto filosofi (“amanti della sapienza”), si sono spesso interrogati sulle cause prime che si celano dietro l’universo creato ed hanno interrogato Colui che, Increato, è creatore di forma e sostanza, Colui che ci parla tramite la matematica della Natura e che è l’ascoltatore silente del divenire manifestativo. Un osservatore che compenetra la realtà e che dètta il ritmo della vita. Fin dall’antichità si è provato ad oggettivare i concetti di spazio e di tempo e ci si è interrogati sul ritmo che caratterizza l’universo in cui siamo.

Come si manifestano questi enti nella realtà? Esiste un tempo univoco per tutte le Dimensioni od esso muta man mano che si ascende alla nostra eterna Fonte? Qual è il legame reale che unisce lo spazio e il tempo?

Come l’immanifesto esprime la creazione nel manifesto tramite il tempo e lo spazio, che nella scienza cosmica non sono variabili ma che esprimono ontologicamente l’Uno nelle sue emanazioni nel molteplice?

Di questi aspetti della Verità abbiamo avuto la possibilità di parlare con un insegnante extraterrestre che ci ha fornito numerose risposte, e per questo abbiamo gioito.

La Verità è un profumo sempre nuovo e si estende in modo differente, matematico e frattale, tale da compenetrare il Tutto rivelandosi in modo disadorno ma con ulteriori complessità man mano che si continua la scalata alle vette dell’Uno, man mano che ci riavviciniamo alla nostra dimora celeste, consapevoli della sapienza che si estende nel creato.

Questi giorni lo spirito di Verità ci ha parlato ed ha consolato l’insaziabile sete di quell’amore vorticoso che si genera quando, nella gioia dello spirito e della fraterna comunione, si è insieme al cospetto del Dono che Dio ci ha concesso.

Il nostro Dono, che viene da lontano, ci racconta della Verità e ci spiega le sue forme. Egli è in grado di mostrare la realizzazione del Vero al bambino così come all’adulto dello spirito o al giovane Iniziato, sempre con complessità e linguaggi differenti, rispondendo all’input che giunge, per sintonia diretta, dal Padre Celeste che ci ama.

Così, non vorremmo mai smettere di ascoltare le parole del nostro amato Dono che vediamo vivere nella carne, che vediamo amare, struggersi per noi, soffrire, lottare come un leone, ma anche condurci verso le mète più alte della comprensione dello spirito, fornendoci un assaggio di quella che è la nostra reale identità.

A te va la nostra eterna gratitudine e la gratitudine per Colui che attraverso di te si manifesta a noi e che ci scalda con la gioia creativa dei raggi del Sole.

Grazie a te FRATELLO CHE GRIDA NEL DESERTO e ai Maestri del cosmo che attraverso di te parlano per spiegarci i segreti della creazione e l’armonia delle sfere, insegnandoci a riconoscere la Legge che guida il cielo e la terra. Grazie per portarci al cospetto della filosofia degli Dèi, che sono gli eterni Saggi del Tempo di tutti i tempi.

Così inizia un altro viaggio nel cosmo della Conoscenza.

Un giorno fu chiesto al nostro saggio che parla per conto dei Genisti Cosmici:

‘‘Riesci a stimare quanti anni hai?’’ e lui cosi rispose, approfittando di questa curiosa domanda per arrivare a definire i concetti di spazio e tempo e del codice primario della creazione:

Nelle superiori Dimensioni, dalla quinta in poi, il concetto di tempo non può essere quantificato come noi facciamo qui sulla Terra. In quelle Dimensioni infatti vi è l’eterno presente. Mentre fino alla quarta Dimensione gli anni sono intesi in senso assoluto, nel varcare la soglia della quinta Dimensione esiste l’eterno presente ed il calcolo del tempo è infinito.

Chi viene da lì, come chi vi sta parlando, può però trasmettere agli esseri umani un concetto di calcolo temporale come si intende qui sulla Terra, pur essendo quello un luogo in cui non si è vincolati dallo spazio e dal tempo intesi nella stessa accezione del paradigma che vivete qui. Dovete sapere però che c’è un tempo anche in quella Dimensione, un tempo che viene calcolato in pensieri, logaritmi ed equazioni complessissime.

Il calcolo del tempo della quinta Dimensione è per voi inconcepibile in questo momento. Se lo dovessimo tradurre potremmo farlo in miliardi di anni. Si tratta quindi di un tempo diverso calcolato in eoni, un eone conta circa 700 milioni di anni. Da qui potete comprendere come il tempo sia incalcolabile dalla vostra prospettiva. Vi porto questo esempio per farvi comprendere meglio. È come se una formica vi chiedesse la distanza che c’è da Gubbio e Buenos Aires. Come fate a spiegargliela? Per una formica è già difficile calcolare il tempo che dovrebbe impiegare per compiere un chilometro, un tempo questo che le costerebbe diversi cicli incarnativi. Figuriamoci come può calcolare la strada da qui a Buenos Aires! Per la formica quel tempo sarebbe incalcolabile, dal momento che la misura che conosce e pratica è di tipo millimetrico o centimetrico. Lo stesso vale per la comprensione che voi potreste avere del tempo della quinta Dimensione.

Dovete però sapere che anche lì vi è un tempo e un giorno ve ne parlerò. Dovete sapere che lo spazio e il tempo in quella Dimensione voi li conoscete come “eterno presente”, ma questo concetto che vi è stato insegnato è come una favola che Dio vi ha raccontato per aiutarvi a comprendere le Dimensioni oltre lo spazio e il tempo che per voi sono inconcepibili.

È arrivato il momento che comprendiate che, di fatto, IL TEMPO È DIO perché è Dio che determina continuamente, in base alla sua creazione e alla sua presenza, le distanze e le presenze delle cose create. Quindi il tempo non solo è necessario alla creazione, ma il tempo stesso è l’Intelligenza Onnicreante.

Allora vi starete chiedendo: cos’è l’eterno presente?

L’eterno presente è una forma di espressione temporale che vi è stata trasmessa per agevolare la vostra comprensione. Non è un inganno. È lo stesso che è accaduto quando Gesù ci ha detto: «Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo?» (Gv 3,12). Adesso siete pronti per capire meglio il tempo della quinta Dimensione.

Il tempo della quarta Dimensione è già molto complicato perché un anno di quella Dimensione corrisponde a 24 mila dei nostri anni, dato che loro viaggiano nel cosmo e quindi calcolano il tempo attraverso gli spostamenti delle costellazioni. Dato che ogni 24 mila anni il sistema solare si avvicina al centro della galassia, per loro quello è un anno. Quindi il tempo per loro è relativo al cosmo fisico.

Possiamo dire che il tempo è uguale dappertutto ma la sua dilatazione è diversa nelle varie Dimensioni e perciò si può tradurre. Nella quinta Dimensione invece il tempo non è più traducibile: necessitiamo di altri termini per definirlo, ma vi assicuro che il tempo non solo esiste ma è esso stesso la manifestazione del Padre. Il Padre si chiama Tempo. Il tempo è la diretta emanazione del Padre come fosse Cristo, sebbene Nostro Signore sia sempre al di sopra del tempo.

L’unico “personaggio” al di fuori del tempo è lo Spirito Santo. Tutto il resto è all’interno del tempo, qualsiasi cosa si manifesti. Poi ci sono i tempi eterni, ma anch’essi fanno parte del tempo e sono sempre tempo: sono tempi che non corrispondono alla nostra idea di tempo, ma il tempo c’è.

Se il tempo è Dio, ora analizziamo cos’è lo spazio alla luce della scienza cosmica.

Dove c’è lo spazio si crea il tempo. Lo spazio è la causa mentre il tempo è l’effetto. Il tempo è Dio, ovvero la manifestazione pratica della creazione che tu puoi osservare tramite il tempo. Lo spazio invece è l’espressione della creazione dello Spirito Santo. Senza spazio cosa può essere creato? Nulla! Lo spazio è lo Spirito Santo in forma matematica-fisica. Il tempo è ciò che contiene lo Spirito Santo ovvero lo spazio.

Per farvi comprendere meglio questo, pensate alla stanza in cui ora ci troviamo. Questo cubo nel quale siamo è vuoto: questo è lo spazio. Poi viene riempito di cose e persone: questa è la creazione dello Spirito Santo che si manifesta e di fatto compenetra lo spazio. Quindi lo Spirito Santo è spazio e quando crea riempie lo spazio vuoto di cose, cioè manifesta la sua creatività e questo avviene tramite il tempo.

Ora, come si esprime la tripartizione divina Padre, Figlio e Spirito Santo nello spazio e nel tempo?

Lo spazio è un ente a sé stante, necessario ed indispensabile, ma da solo non è niente. Lui è l’entità indispensabile perché viene posseduto e personificato dallo Spirito Santo. Lo spazio viene compenetrato dall’atomo di idrogeno, manifestazione del Santo Spirito. Quindi lo Spirito Santo compenetra lo spazio. Il fatto che questo spazio esista è perché lo Spirito Santo lo ha permesso. Quindi possiamo affermare che la prima forma di creazione esistente nell’universo è lo spazio. La prima forma di creazione esistente all’interno dello spazio vuoto nell’universo è l’atomo di idrogeno dal quale scaturisce tutto il macrocosmo e il microcosmo: stelle, galassie e pianeti scaturiscono dalla prima forma di creazione chimico-fisica che è l’atomo di idrogeno. Come in una danza, poi i due atomi di idrogeno si fondono in un atomo di elio. È dall’atomo di elio che viene generato il Sole, che è soprattutto una composizione di atomi di elio. Due atomi di idrogeno formano un atomo di elio. L’atomo di elio genera il Sole.

Il Sole è la forza creante di tutto l’universo e di tutto ciò che esiste: pianeti, galassie, natura, uomini.

Quindi per spiegare la tripartizione divina possiamo dire che:

– lo Spirito Santo compenetra lo spazio

– l’atomo di idrogeno compenetra il Padre

– la forma manifestativa visibile delle bellezze della creazione è il Figlio, cioè il Sole

Per spiegare questo concetto di alta iniziazione cosmica, Gesù ci ha detto: «IO SONO LA LUCE DEL MONDO» (Gv 8,12) perché Lui è l’espressione visibile dello Spirito Onnicreante che si serve dello spazio all’interno del quale mette l’atomo di idrogeno e il risultato finale è l’atomo di elio, quindi il Sole. Il Sole è il Figlio da cui poi scaturisce tutto. Per questo Gesù ci ha detto: «…NESSUNO VIENE AL PADRE SE NON PER MEZZO DI ME. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre…» (Gv 14,6-7)

Senza di lui infatti noi non possiamo fare nulla perché il Sole è il generatore della vita fisica di tutte le cose create; ma il Sole è effetto di una causa: prima di essere Sole, elio era comune idrogeno senza il quale però non poteva nascere. A sua volta, l’atomo di idrogeno prima di essere tale aveva bisogno di uno spazio per essere, e questo spazio è compenetrato dallo Spirito Santo che genera, manifesta ed ospita la creazione.

Questi sono tutti passaggi logico-deduttivi ma l’elemento fondamentale per capire la nostra stessa vita eterna è l’atomo di idrogeno senza il quale non ci sarebbe stata nessuna evoluzione nemmeno nello spirito, perché lo spirito non ha coscienza se non si incarna nella materia e non visita il cosmo. Lo spirito non si evolve senza atomo di idrogeno. Rimarrebbe solo uno spirito eterno ma senza conoscenza, ovvero uno spirito che esiste ma che non è cosciente di esistere. Così si compie il percorso della Gnosi: spazio, atomo di idrogeno, Sole, pianeti, galassie, uomo. Tu ti incarni, conosci e allora ritorni a Dio, cosciente. Questo è il passaggio che dovete comprendere.

Dunque noi dobbiamo ringraziare l’atomo di idrogeno ovvero quella particella infinitesimale che si vede al microscopio: quell’atomo è tutto per noi. Ma per essere precisi dobbiamo affermare che l’atomo d’idrogeno è l’effetto della Causa Primaria ovvero dello Spirito Santo. In verità, Colui che per noi è il Tutto e che dobbiamo adorare è il Santo Spirito Onnicreante che compenetra l’atomo di idrogeno! Cristo ci dice: «Guarda me, il Sole, e così contemplerai lo Spirito Santo». Infatti se guardi il Sole, Adoniesis, la Madre Santissima, tu vedi delle emanazioni dello Spirito Santo, vedi e contempli Lui. Quindi puoi vedere lo Spirito Onnicreante dappertutto se vuoi, ma solo se hai la mente e il cuore aperti.

Ora vediamo come si colloca il ritmo nella creazione, alla luce dei concetti di spazio e tempo detti sopra.

Nel nostro cosmo, la creazione è iniziata circa 15 miliardi di anni fa. È lo Spirito Santo che, come direttore dell’orchestra creativa, ha stabilito il tempo.

Quando noi entriamo in sintonia con il Padre, noi entriamo in sintonia con il ritmo e con la dinamica creativa che esprime lo Spirito Santo o il Genio che è emanazione del Santo Spirito.

Da quanto abbiamo detto, possiamo affermare che la Verità in quanto tale è semplice e a gradi evolutivi è anche infinita, perché lo stesso concetto si evolve continuamente e tu lo scoprirai come sempre-nuovo.

Voi ora mi chiedete come faccio ad insegnarvi le Verità che mi compenetrano e che ormai fanno parte del mio esistere, portandole su un piano logico lineare e comprensibile per i vostri spiriti e le vostre menti. Io so che quanto vi dico è la Verità, altrimenti ammonirei me stesso, e so anche che la Verità nella sua rivelazione va adattata all’input di cui voi necessitate. È il Cielo che mi dice di darvi questo input perché in questo momento siete pronti a riceverlo, e così io vi offro quello che possiamo definire un “upgrade” nel linguaggio tecnologico della Terra. È come quando abbiamo di fronte uno spirito evoluto nel corpo di un bambino di un anno: al piccolo offriremo libri e giochi adatti alla sua età pur conoscendo il valore della sua intelligenza; in quel momento però quei semplici giochi sono l’apprendimento per costruire ciò che a lui serve per realizzare successivamente parti ulteriori di Verità. Io con voi faccio la stessa cosa. E gioisco di questo come voi gioite perché c’è una sintonia. Non ho impazienza di rivelarvi ulteriori concetti più complessi sulla Verità, perché io attendo che voi realizziate delle cose e che dall’alto mi diano l’impulso per piantare in voi nuovi semi di conoscenza, che poi dovrete concretizzare con l’azione.

Io sono impaziente con me stesso e con voi solo nel compiere la volontà di Dio, perché lì ho il timore che siate tentati. Più tempo perdiamo nel fare le cose, più la tentazione è in agguato e ci distrae dalla missione, perché in quei giorni che vi separano dal compiere la missione che vi è stata assegnata, può accadere che voi siate tentati: potreste avere un problema al lavoro, litigare tra di voi, avere degli impedimenti… e quella missione non va in porto.

Negli insegnamenti aspetto. Io attendo che voi realizziate delle cose per poi istruirvi ulteriormente. Questi concetti sono stati da me acquisiti nel momento in cui sono stato proiettato nella quinta Dimensione, e quindi qualche milione di anni fa. Ora sono miei e fanno parte di me e un giorno faranno parte pienamente anche di voi.

Quando si entra in contatto con gli Esseri superiori che ci proiettano nella loro filosofia consentendoci di ascoltare lo spirito di Verità che parla, si è traghettati tra le molteplici Dimensioni. È come un “camminare tra i mondi”, e durante l’assenza temporanea di questi Esseri sprofondiamo nel buio pesto della loro lontananza, con il ricordo meraviglioso di ciò che è stato ma nella sofferenza della materia e delle sue incombenze.

Il grande saggio che Dio ci ha donato ci fa camminare tra i mondi. Insieme a lui riusciamo a vivere e a sentirci parte della nostra vera dimora che è l’eternità. Quando lui se ne va soffriamo fortemente il dualismo legato al mondo materiale. A volte tutto questo risulta lacerante per noi. E così ci è stato dato un ultimo ed infinito insegnamento dal nostro Dono celeste per non divenire preda dell’angoscia del divenire:

Nell’umana natura c’è grande sofferenza, anche in me, e forte pena perché quello in cui viviamo è un mondo assurdo. Più che il mondo, definirei assurde le persone che lo abitano, persone che io e i miei fratelli extraterrestri consideriamo come malati gravi che inseguono ogni giorno dei pezzi di carta, malati gravi che sono lontani miliardi di anni luce dalla vera vita e dalla nostra reale identità. E allora a volte soffro e sto male, ma alla fine mi sento bene e mi riprendo perché un Essere immenso che è la manifestazione di tutto ciò che abbiamo detto, dello Spirito Santo, dell’atomo di idrogeno, del Padre, dello spazio, del tempo, della creatività e del Sole, si è fatto uomo e mi ha chiamato. Mi ha detto: “Vieni con me, ma se decidi di seguirmi devi fare ciò che io faccio”. Ed io ho risposto: “Sì, cosa vuoi che faccia?” e Lui mi ha risposto così: “Devi manifestare al mondo l’Amore più grande di tutti gli amori, perché solo così l’umanità della Terra riuscirà prima o poi a lasciar andare l’istinto bestiale del libero arbitrio di uccidere sempre.” E, insistendo, gli ho chiesto: “Quindi che devo fare?” e Lui, spiazzandomi, mi ha risposto così: “Tutte le sofferenze che io accetto le devi accettare anche tu. Va bene?”. Ed io ho risposto: “Sì Signore, vengo con te”. E così mi rassereno pensando al nostro grande Maestro. Finché Lui non torna devo vivere questo dramma in questo mondo pieno di schiavi e demoni, ma pensando a Lui io non sto facendo nulla. Mi identifico in Lui e la mia sofferenza passa. Io mi identifico in Lui, voi identificatevi in me o direttamente nel nostro Maestro ed ogni sofferenza e paura passeranno. Posso solo dirvi però che più paura avete e peggio è. Se noi non avremo paura di fare ciò che dobbiamo fare e non perderemo nessuno di chi ci è stato affidato, dai nostri bambini in poi, noi saremo sempre protetti e ci verrà data la possibilità di fare tutto, altrimenti verremo messi alla prova. Siccome noi conosciamo la Verità, non c’è tolleranza per i nostri errori.

Saper resistere e sperimentare, rialzarci dalle cadute ed operare per Cristo nel mondo del dualismo materiale nel quale albergano forze dinamiche oppositive tra loro, ci fa comprendere, come il Saggio ci insegna, che una volta giunti alla Verità, la nostra vera libertà consiste nel cedere completamente il nostro libero arbitrio al Dio che abbiamo trovato. Una volta trovato il Consolatore promesso, lo Spirito Paràclito giunto fino a noi per rivelarci il segreto delle Leggi della vita, non necessitiamo più della superficiale libertà così come noi la intendiamo. Possiamo quindi rinunciare al libero arbitrio, strumento che il Padre, nella sua genialità creativa, ci ha donato per consentirci di trovarLo attraverso l’espressione della nostra umana natura nelle esperienze dualistiche dei primi cicli incarnativi nei mondi materiali. Ma una volta che abbiamo trovato il nostro Amato Cosmico siamo chiamati a percorrere il sentiero delle Deità, e allora che senso ha continuare a rincorrere l’illusoria libertà di esprimere le pulsioni animalesche dell’umana natura? Nessuno! Infatti il libero arbitrio è funzionale alla sperimentazione dei valori binari-complementari nelle Dimensioni ove il dualismo regna sovrano. Perciò, allorché ci incamminiamo alla sequela della cristica coscienza universale, allorché assecondiamo la Chiamata del nostro nome, allorché scegliamo LIBERAMENTE di partecipare all’armonia dell’eterno Divenire, ecco che il libero arbitrio ci appare per ciò che realmente è: un primitivo, meraviglioso strumento magico che, come un paio di vecchie scarpe, ci è servito per raggiungere i lidi luminosi dove s’infrangono le onde d’amore dell’Amato Cosmico, che ci invita a tuffarci nudi nel suo smisurato seno, e tuffandoci volentieri abbandoniamo quelle scarpe logore, quel prodigioso libero arbitrio che tanto abbiamo amato, ma che oramai, tra le onde dell’imponderabile, sarebbe solo un ostacolo sulla via maestra della sublimazione.

Il discernimento è necessario all’evoluzione, come Adoniesis insegna nel messaggio in cui ci ricorda la triade: LOGICA, DISCERNIMENTO, FEDE. Questa è la triplice chiave che apre le porte dell’evoluzione spirituale per accedere alle Dimensioni superiori. Una volta intrapresa questa “Via stretta” il libero arbitrio non trova ragion d’essere, poiché la Conoscenza delle Leggi dell’esistenza ci consente di conoscere il male senza doverlo praticare: conoscere il male attraverso la pratica del bene, come ci insegnano i popoli dello spazio che hanno già “vinto il mondo”, hanno già sconfitto l’illusione, hanno già oltrepassato il magico specchio del libero arbitrio. Non occorre continuare a praticare il male per comprendere la forza disarmante del bene e diventarne interpreti, servitori e fautori.

Quando stiamo cercando Dio, il libero arbitrio è fondamentale per trovare la Fonte Divina. Quando però l’abbiamo trovata, è lo stesso Dio -inteso come emanazione della Causa Prima della creazione- che ci fornisce strumenti evolutivi di ordine superiore, che non rispondono più alla logica cerebro-psichica dell’umana natura animale. L’esempio di Lucifero, arcangelo della quinta Dimensione che ha fatto uso del suo libero arbitrio sfidando il Padre, è probabilmente l’esempio che la creazione ci ha concesso per comprendere quanto l’utilizzo del libero arbitrio sia deleterio una volta conosciuta la Legge divina della scienza dello spirito. Eppure, nella logica celeste, tutto è funzionale all’evoluzione, persino la scelta di un Essere evolutissimo che trasgredisce le volontà del suo Creatore. In questo modo tutto l’universo è stato informato di questo dinamismo creativo apportato dall’opposto valore bene-male, positivo-negativo, funzionale e determinante alla nostra evoluzione.

Ora sta a noi la scelta!

Fendiamo i cieli ed ergiamoci all’Infinito!

Con eterna gratitudine e tutto il mio amore per gli insegnamenti ricevuti, che spero possano penetrare in tutto il mio essere affinché io possa realizzare pienamente quanto ho udito, donando la mia vita alla grande Verità cosmica per l’integrazione di tutti gli esseri che si riconoscono nella luce creativa che ci ha generati.

Ringrazio Marco per le correzioni del testo.

Francesca Panfili

14 Luglio 2020

P.S.: Terminate queste intense iniziazioni, sono tornata a casa con tutto l’amore ricevuto dal nostro amato Giorgio mentre una parte di me, non nascondo, era in preda alla “disperazione dell’arrivederci”. Così riflettevo sui concetti di spazio e tempo e mi interrogavo sul grande privilegio che tutti noi Fratelli abbiamo nell’ascoltare l’Infinito che ci parla, e, mentre chiudevo le tapparelle della camera, con la coda dell’occhio mi è sembrato di vedere un bagliore in cielo. Ho riaperto subito la finestra e proprio sopra di me ho visto dei grandi bagliori che aprivano il cielo, dei lampi di luce che aumentavano al mio saluto e al mio ringraziare. Questi bagliori luminosissimi hanno creato un cerchio e poi lentamente, in modo ritmico, come scanditi da un particolarissimo tempo musicale, si sono diretti verso la montagna di fronte casa. Un segno meraviglioso della presenza dei nostri amati Fratelli, maestri e amici in mezzo a noi. Grazie!

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